Lifestyle

Dieci modi con cui mi mantengo (quasi) sana di mente durante questa pandemia

Monica India
Written by Monica India

In questi giorni di quarantena ho continui sbalzi di umore, di settimana in settimana mi sembra di avere il passo del granchio sulla spiaggia, avete presente?

Tre passi avanti e due indietro, tre passi avanti e due indietro.
Perdo le forze, l’ottimismo e poi li ritrovo, li perdo e li ritrovo in un moto oscillatorio costante.
E così mi sono ritrovata a riflettere sul perchè mi stia accadendo questo.
E quel che ne ho dedotto è che a condizioni esterne difficili, ma sostanzialmente uguali, è alla fine la mia testa che crea questi continui sobbalzi, sia nel bene e nel male.

” What our mind focuses on becomes our world”

Così, praticando un po’ di mindfulness e tecniche di self care e well being (è il mio lavoro di coach after all) ho cercato di guardare da vicino cosa accade quando mi “ri-centro”, cosa influisce sul mio umore positivamente e cosa invece mi toglie energie e crea stress.

Non ho alcuna pretesa che funzioni per tutti, ognuno ha le sue strategie, il mio intento è proprio solo quello di condividere questo mio percorso interiore e raccogliere, se vorrete, ulteriori spunti da voi.

  1. “We need to learn how to want what we have, NOT to have what we want, in order to get steady and stable Happiness” Dalai Lama. La lista dei “non ho” è al momento estremamente lunga. Viviamo tutti in un momento di totale deprivazione, abbiamo perso la nostra libertà in modo traumatico e del tutto inaspettato. E allora ci sta che il cervello tenda a concentrarsi sul cosa manca, sulla paura del domani, ma appena capisco che inizio ad attorcigliarmi troppo a lungo in queste spirali negative, attivo uno sforzo consapevole e guidato e muovo l’attenzione sul cosa ho. Inizio a stilare una lista del “per cosa sono grata ora”.  E su quella pagina iniziano a comparire cose importanti:  che stiamo bene noi e i nostri cari, che abbiamo un tetto sulla testa , denaro sufficiente per fare la spesa, abbiamo bambini che stanno reagendo come leoni a tutto ciò e mentre osservo questa lista non posso fare a meno di notare che contiene già le cose  più importanti della mia vita. Sono tutte là! Senza se e senza ma.
  2. “The secret of your future is in your daily routine” che si traduce in sforzarsi di mantenere comunque una routine in questo chaos casalingo. Me lo ripeto ogni giorno, anche se é l’ultima cosa che a volte vorrei fare.  La routine corrisponde ad ordine mentale, sono attività scandite, un piccolo programma che ci guidi tutti nell’affrontare le giornate. Orari per studio e lavoro, momenti per attività individuali e momenti per attività comuni qualsiasi esse siano: sport, giochi da tavolo, snacks insieme. Avere degli orari e delle scadenze ci rassicura, ci fa passare più velocemente le giornate e ne definisce uno scopo
  3. Realize deeply that the present moment is all you have. Make the NOW the primary focus of your life. Eckhart Tolle
    E’ il carpe diem dell’attimo fuggente, è vivere il presente come unico tempo possibile, e’ il vero principio della mindfulness ed il più complicato, specie quando le preoccupazioni sul futuro e l’incertezza la fanno da padrone. Nel nostro caso non sapremo nemmeno esattamente dove saremo fisicamente tra 1 mese, ma immagino che questo al momento sia in qualche modo vero per tutti.
    Quello che mi ripeto spesso è che c’è un enorme differenza tra il  provare a fare delle previsioni di possibili scenari futuri ed esserne risucchiati perdendo la lucidità di ricordarsi che sono solo proiezioni. Questo virus ci dovrebbe aver insegnato a questo punto che gli eventi non possono essere davvero previsti e che la realtà spesso supera la fantasia, sia nel bene che nel male. E allora continuo a ricordare a me stessa che l’unica dimensione in cui se mi concentro davvero posso offrire spunti positivi al mio benessere e’ il presente, il presente fatto di quello che ho, della salute che abbiamo oggi,  del sole che splende in questi giorni, degli amici che ho, del cibo che ho sulla tavola adesso, del gioco che sto facendo ora con i miei figli.

  4. E allora muoviti  muoviti… me lo diceva spesso anche Jovanotti in gioventù. Faccio outing subito: io non amo l’ esercizio fisico. Lo faccio perché DEVO. Ed in questi giorni di clausura tutto farei tolto che mettermi davanti un video e seguire qualsiasi attività sportiva esistente su questo pianeta.  Ma lo faccio… lo faccio perche’ le endorfine quando entrano in circolo mi fanno istantaneamente sentire meglio. Quando salto quella lezione di 20 minuti al giorno, mi sento fiacca ed è molto più facile che abbia pensieri negativi.

  5. Whatsapp sanity vs Whataspp insanity: essere in contatto con l’esterno é importante in queste settimane, ma in queste nostre “teche emozionali di cristallo” bisogna stare attenti a chi si fa entrare. Per questo ho deciso di uscire o tagliare i ponti con molti gruppi whatsapp.
    Sono uscita da tutti i gruppi “pesanti”, infondo lo volevo fare già da tempo, é  stato un senso di liberazione immediato non leggere più così tanta negatività. Ho dato un taglio netto ai gruppi tossici, allarmistici, pieni di inoltri sclerotici di notizie su notizie, di lamenti e commiserazioni costanti. Semplicemente perche’ non ne ho bisogno, ho energie limitate e le devo difendere e tenere gelosamente per me e i miei cari. Rimango in contatto con gruppi e persone che provano a star bene, con fatica ma non smettono di provarci,  tutto il resto l’ho chiuso fuori…

  6. No al sado masochismo televisivo. Per lo stesso principio precedente, ho detto no all’accanimento mediatico sulla sofferenza privata, alla conta costante dei morti, alla gara di chi costantemente delinea solo scenari apocalittici. Avete rotto. Rimango informata, ma seguo solo persone che ritengo preparate e competenti, non chiunque e comunque. Scelgo scientemente chi e cosa mi deve entrare nella testa e cosa no. E anche qui l’ho osservato! Quando cedo alla tentazione di seguire passivamente qualche  talk show accade immediatamente che inizio ad incupirmi…. tipo morso del vampiro, mi trasformo in uno zombie e vedo solo nero. Quindi anche qua scudo anti negatività alzato, uccellacci mediatici del malaugurio non mi avrete.

  7. Difendere spazi privati di calma e crescita personale. La mia testa ha bisogno di funzionare aldilà del Coronavirus, aldilà di questo preciso momento storico ed economico. Dopo un periodo in cui sono stata trascinata dagli eventi, ho dovuto recuperare uno spazio per me. Essere a casa tutti insieme ha creato irrimediabilmente la situazione di essere  “on call 24/7” . Ma io lo so come sono fatta e non lo posso ignorare, devo avere uno spazio mio di silenzio in cui faccio cose che mi piacciono. E così l’ho istituzionalizzato, l’ho comunicato in casa e hanno capito. Cosi per un’ora o poco più al giorno ascolto podcast, leggo articoli, faccio una video call con 4 amiche, scrivo, faccio cose che semplicemente, mi fanno stare bene. Un’ora mia, non rubata, ma istituzionalizzata. E funziona. Alla fine di quell’ora mi sento rinata.

  8. Abbruttita, ma non “spaventapasseri”.  Mi alzo la mattina e la voglia di rimanere in pigiama, con un ananas in testa e senza trucco sarebbe tanta, ma no, quell’immagine riflessa nello specchio mi dice brutte cose, mi fa sentire peggio. La vita continua anche tra le quattro mura di casa. Così tutti i santi giorni mi vesto, mi sistemo i capelli,  mi metto un filo di trucco e mi rendo semplicemente presentabile e vedo che i bambini mi osservano e fanno uguale. Non perché qualcuno me lo chieda, ma semplicemente come atto di self care. Pare un fatto banale, ma un ordine esteriore per me riflette un ordine interiore e fa parte anche questo della nostra routine casalinga.

  9. Ascoltare cosa succede al mio corpo in momenti di tilt. Mi si stringe la gola, sento un’oppressione al petto, mi viene una tossetta nervosa… sono i segnali che il mio corpo mi da quando sto andando in stress. Sapete quali sono i vostri ?
    Io ho imparato ad ascoltarmi, per riacciuffarmi prima che sia troppo tardi, prima che lo psico fisico, diventi fisico.  Ho imparato ad ascoltare cosa dice il mio corpo quando la mente va in affanno. Ed al primo segnale so che deve scattare subito una contromossa, qualsiasi cosa rilasci la tensione, puo’ essere  un meccanismo di savoring, dialogo interiore, gratitudine, muovermi…cucinare, un messaggio ad un’amica qualsiasi cosa che mi distenda. Se ignoro quello che mi accade o non mi ascolto, i sintomi peggiorano e mi ci vuole più tempo per recuperare, se invece intercetto i primi segnali, “rientrare” alla normalità diventa più semplice. Self care anche questo…

  10. “Daring is saying: I know I will eventually fail and I’m still all in ” B. Brown: ovvero quando niente funziona.
    Gli immancabili momenti no, in cui non pratico niente di tutto quello che so che mi fa star bene. Non mi muovo, cedo allo speciale di Giletti, leggo quel whatsapp demoniaco, sono un tutt’uno con il divano e mangio troppo cioccolato! Ma non sono un super eroe, ne un robot.  Sono forte, ma non indistruttibile. Ma mi conosco da una vita e conosco i miei pattern, perche’ se li guardo bene sono sempre gli stessi. So che devo sempre ricordarmi di esercitare consapevolmente una buona dose di self compassion nei giorni no,  senza colpevolizzarmi perché cedo nuovamente alla pigrizia o alla tristezza.  Il percorso dell’equilibrio e dello stare bene specie in una pandemia e’ lungo e fatto di ricadute costanti! Non si tratta di  regredire, ma di ascoltarsi, capire cosa funziona e cosa no ed accumulare esperienza.

    Tutto ciò è un lavoro costante su me stessa fatto di continui aggiustamenti … ma si va avanti comunque, due passi avanti e tre indietro proprio come fa il granchio sulla spiaggia, che poi alla fine si sa che non lo acchiappa mai nessuno perchè quel passo all’ apparenza cosí sconclusionato é alla fine il segreto della sua sopravvivenza

    Monica, India

Loading...

Author

Monica India

Monica India

In giro per il mondo da 14 anni, l’età esatta della nostra prima bimba! Mamma di 3 bimbi ora. Da workaholic a viaggiatrice seriale! Abbiamo vissuto a Londra, Delhi, San Francisco, Pittsburgh, Chennai e ora Pune! Dal primo al terzo mondo e ritorno! Genovese di nascita, ma ho vissuto tutta la mia vita lavorativa a Milano. Con l’India ho un rapporto particolare, ne ero terrorizzata, ora è casa e trovo familiari i suoi usi e costumi! Adoro avere amiche da tutto il mondo perché la diversità culturale riempe da sempre il mio bagaglio di vita! Mi occupo di intercultural training e life coaching.

8 Comments

  • Grazie. Leggere il tuo articolo mi ha fatto sentire che c’è qualcuno che lo “sente” come me, questo periodo. Condivido tutto, dallo scegliere chi ascoltare ad eliminare i negativi. Ora, alle 6:30, mentre leggo il tuo articolo sull’iPad al buio mentre mio marito ancora dorme – perché mi sto svegliando prestissimo e uso questo tempo per leggere i giornali e articoli (scelti anche questi con lo stesso criterio dei gruppi whatsapp 😉 ) – ho la sensazione che sia questa la “normalità” di questo momento.

    • Grazie a te Ana Maria!
      Goditi il tuo tempo e quello che contribuisce al tuo benessere! Ora più che mai e’ importante fare scelte in tal senso! Buona giornata 🙂

  • Grazie, in questo momento avevo proprio bisogno di leggere questi pensieri. Sono in un momento no, da groppo in gola e non riesco ad uscirne. Sapere che non sono una mosca bianca ma i momenti difficili capitano a tutti rischiara un po’ la mia vita buia di questi tempi

    • Grazie a te! E’ verissimo sai, succede anche a me quando leggo articoli o leggo come vivono altri questo momento, mi sento meno sola e soprattutto meno strana.
      Un abbraccio virtuale fino a te!

  • Grazie del tuo bello e vero articolo. Siamo tutti un po’ impauriti è paralizzati da tutto questo che succede. È a a questi tempi essere tristi è anche permesso. Forza che andrà tutto bene! Baci dell’America!

  • Leggo questo articolo dopo un mese: forzata dal confinamento, passavo troppo tempo al cellulare, al pc e col kindle ; ho deciso di eliminare in buona parte almeno Facebook.
    Ora le maglie si sono un po’ allentate, e il fatto di poter fare una passeggiata e soprattutto fare un giro in macchina (vivo in un’isola delle Canarie) mi ha decisamente risollevata. Ma quando scende la sera, e soprattutto quando sento il telegiornale mentre preparo la cena, mi riprende l’angoscia. Sapete cosa in particolare mi scatena le lacrime? I messaggi “motivazionali”, tipo Andrà tutto bene, Insieme ce la faremo, Torneranno gli abbracci. Dentro di me sento che non è vero, che nulla tornerà come prima. Ero così felice qui : un pensionamento dorato, una casa con un bel giardino vista oceano, un clima piacevole. Avevo appena iniziato delle attività che adoro : il coro e il pilates, e mi ero appena iscritta alla Cruz roja. Tutto finito, chissà fino a quando.
    La mia famiglia è in Italia, ho una mamma 95enne che non so se riuscirò a rivedere. Anche quando riprendessero i voli, avrò il coraggio di infilarmi in un aereo pieno di sconosciuti potenzialmente contagiosi?
    Mi prende la disperazione e faccio finta di niente per non turbare mio marito.
    Perdonate lo sfogo, vi abbraccio.

    • Cara Maria Elena. Deve essere bellissimo fare una piccola passeggiata dove vivi tu.
      Personalmente penso che nulla sarà come prima Sia nel bene che nel male. Ci sarà molto da ricostruire incluso noi stessi e la nostra visione del futuro. Hai fatto bene a schermarti da FB o da qualsiasi forma di negatività, continua a farlo aiuta davvero! Il nostro cervello ha meccanismi primordiali e tende ad assorbire come spugna gli stimoli negativi che poi si trasformano in ansia … la sera. Ne abbiamo parlato anche durante i seminari gratuiti che offriamo qua su Amiche di Fuso.
      Coltiva quello che ti fa star bene e ricaricati di piccole cose … non annullerà le difficoltà ma nutrirà la tua resilienza
      Ti abbraccio
      Monica

Dicci cosa ne pensi!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

/* ]]> */