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La mia vita in UK- Rita

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Written by Guest

Ciao Amiche di Fuso,

Mi chiamo Rita, ho quasi 30, sono sarda e vivo in Inghilterra da quasi 3 anni.
Non so perché mi è venuto in mente proprio ora di scrivere questa mail, oggi 1 febbraio 2020 giorno in cui l’Inghilterra è uscita dall’Europa, dopo la famosa, e tanto bramata da alcuni inglesi, Brexit.
Questo è un giorno un po’ triste, malinconico e strano allo stesso tempo.
Iniziamo dal principio. Sono laureata in Infermieristica, ho sempre avuto un sogno, sin da ragazzina, quando avevo chiesto ai miei genitori alle superiori: “Posso andare a fare uno scambio culturale, così almeno imparo una lingua e vivo una nuova cultura?” e loro mi avevano detto: “No Rita sei troppo piccola, e poi chissà con chi vai a vivere!”. La solita mentalità chiusa!
Da quel giorno ho detto: “Bene, come entro all’università farò l’Erasmus”.
Al 2 anno di università ho avuto l’opportunità di poter fare 4 mesi di erasmus a Barcellona, non il solito erasmus ma una sorta di apprendistato, quindi tirocinio in Ospedale! La mia felicità era alle stelle! Finito l’Erasmus, si avevo imparato una lingua (lo so 4 mesi per imparare una lingua sono pochi, ma non so perché il mio cervello si abitua facilmente ad imparare nuove parole) e sentivo che dovevo imparare un’altra lingua.
L’Inghilterra e l’Irlanda mi hanno sempre affascinato, non so perché, vuoi che ho fatto un viaggio in Irlanda e me ne sono innamorata, vuoi che volevo imparare la “lingua mondiale”, vuoi che amo viaggiare e scoprire posti nuovi, ma volevo andare in Inghilterra.
Bene, aprile 2015 arriva la mia laurea! Io felice di aver finito il mio percorso universitario un po’ travagliato, mi rimane sempre un pallino in testa andare via dalla Sardegna.
Io amo la Sardegna a tal punto che me la sono tatuata!
Ma me ne volevo andare dal piccolo paesello di una mentalità più chiusa che mai, paese in cui la gente pensa che il lavoro ti venga a cercare mentre tu sei al bar a berti un campari! Mah, io ancora questa cosa non l’ho capita.
Nel frattempo invio curriculum a più non posso ma chiamate zero! Quindi decido di aprire una partita Iva e lavorare in proprio. Mai scelta fu più sbagliata!
Contemporaneamente il mio ragazzo disperato in cerca di lavoro, entra all’università per fare la magistrale per magari avere più possibilità di lavoro! Arriva l’opportunità di un erasmus in Inghilterra. “Se vai li ti seguo immediatamente e magari trovo pure lavoro subito!”. Queste le mie parole.
Purtroppo l’opportunità è svanita a causa di un suo professore di merda , ma lasciamo stare questo dettaglio!
Finita lui l’università, io sempre in proprio cerco di racimolare qualche soldino perché avevamo capito dopo un po’ di anni che era arrivato il momento di andare a convivere. Purtroppo senza un lavoro fisso diventa un po’ difficile.
Un nostro caro amico trova un annuncio su internet :”Ryanair cerca Cabin Crew”.
Dopo varie chiacchierate con il mio ragazzo io gli dico: “Pa, tu prova, io non sono la ragazza che ti ferma se trovi un’opportunità di lavoro, prova e poi ci penseremo!”.
Va a fare il colloquio e dopo varie settimane di attesa arriva il verdetto. Selezionato per attendere il corso ad Hann, Germania. Da notare che ancora non gli avevano detto la destinazione finale! Alla fine, un paio di giorni prima della partenza, si va a scoprire che la destinazione finale sarà Manchester, UK.
Dopo pianti e lacrime iniziali, decidiamo di vivere una relazione a distanza, io avevo trovato un posto di lavoro ben pagato, ma avevo sempre l’idea di dover partire. Lui parte per la Germania, e io decido di andare a trovarlo un paio di giorni prima della partenza in Inghilterra. Altre lacrime e pianti ect ect.
Dopo un paio di settimane il mio capo mi chiama dicendo che la regione Sardegna non si sa se avrebbe continuato a finanziare il mio lavoro, che avrebbe finanziato fino alla fine del mese e poi non si sa, forse riprendeva a finanziare in un paio di mesi o forse no. Da notare che io facevo solo turni di notte! Il mio capo mi propone comunque di pensare se rimanere o meno. Lunga telefonata con il mio ragazzo e io che avevo già pensato: “Ma chi me lo fa fare a “lavorare” di notte senza manco essere pagata”.
Quindi decido di licenziarmi. Nel frattempo il mio ragazzo aveva già fatto i biglietti per venire una settimana a trovarmi in Sardegna. E io ne approfitto e faccio un biglietto di sola andata per l’Inghilterra .
Il sogno si avvera! Andrò a vivere in Inghilterra!
Parto senza pensarci due volte.
Il primo periodo è stato abbastanza difficile, l’inglese a Manchester è giusto un tantino difficile da capire (hanno un accento particolarissimo). Mi metto a studiare inglese visto che nel frattempo capisco che purtroppo non posso applicare per fare l’infermiera perché è stato introdotto un esame di inglese con un punteggio abbastanza elevato.
Inizio a fare volontariato (adoro fare volontariato, ho sempre fatto la volontaria in Italia), e quale miglior modo per imparare l’inglese che stare a stretto contatto con loro? Inizio anche ad andare a scuola di inglese per poter passare questo esame. Purtroppo il primo tentativo non è andato a buon fine. Quindi decido di iniziare anche a lavorare visto che comunque i soldi fanno sempre comodo, inizio con i primi colloqui, super agitata. E passo il mio primo colloquio. Inizio a lavorare come Senior Carer in una casa di riposo, tutto bello forse il primo mese, poi capisco che l’ambiente non è adatto a me. Da dire che la manager mi adorava e mi faceva fare tutti i corsi che volevo. Quando le ho detto che avevo trovato un’altro lavoro aveva le lacrime agli occhi.
Ok, cambio lavoro, sembra bellissimo tutto tranquillo e felice per il primo periodo, addirittura ricevo una promozione dopo 6 mesi per diventare una sorta di mini manager! Era lo donna più felice del mondo in quel momento. Purtroppo dopo poco capisco e sento (è brutto da dire) la sensazione di essere discriminata perché non INGLESE.
Da dire che siccome eravamo spesso short staff passavo settimane intere rinchiusa a lavoro e avendo solo 1 giorno off! Ritornava a casa stressata, nervosa e piangevo sempre (se ci penso mi viene da piangere tutt’ora). Non sto a dire qua cosa tutto mi hanno combinato ma decido di inviare la mia lettera di licenziamento in uno dei miei giorni off.
La cosa bella dell’Inghilterra è poter lasciare un lavoro e sapere che comunque puoi fare una marea di colloqui nel frattempo e che comunque qualcuno ti chiamerà.
Inizio a cercare lavoro per NHS, dico magari hanno qualche opportunità per me. Dopo 3 giorni dalla lettera di licenziamento ricevo tipo 3/4 chiamate al giorno da agenzie, case di riposo e anche NHS. Faccio il mio primo colloquio per l’NHS purtroppo non andato a buon fine, secondo (ancora sto aspettando risposta ) terzo colloquio fatto il lunedì e il mercoledì mi arriva la chiamata!! Finalmente presa per lavorare in Ospedale!
Bene voi direi che lavoro fai? Per vostra grande sorpresa non faccio health care, ma è chiamato Patient Flow Coordinator, in parole povere gestisco la dimissione del paziente e aiuto i bed manager a gestire i posti letto. Lavoro mai fatto in vita e non sapevo neanche l’esisteva di questo lavoro!
Ma ora sono qui in Inghilterra, felice (per ora! Voglio sempre fare l’infermiera e sto studiando per poter passare quel maledetto esame) con il mio uomo, stiamo per adottare 2 guinea pigs.
E niente, questa è la mia storia. Forse mi sono dilungata un po’ troppo, ma questa sono io!
Rita
Manchester UK
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Guest

Se anche tu sei come noi una #adieffina per il mondo, alle prese con nuove abitudini, costumi, lingua e fusi sei la persona che fa per noi. Raccontaci la tua storia, chiacchiera con noi, allarga i nostri orizzonti. Questo spazio è tutto per te .

2 Comments

  • Ma che bella storia! E’ bello vedere come ti si siano proposte delle belle soluzioni quando non sembrava ne avessi, è bello vedere come ti sei data da fare!
    Questa nuova posizione ti aiuterà a familiarizzare con il contesto, i termini e tutto quanto sarà ben valutato per il tuo prossimo posto di infermiera in ospedale, complimenti!!!

  • Mi dai speranza…..certo con sto covid muoversi non si puo…ma appena possibile inizio anch’io col volontariato. …e poi chissà. ..intanto di sicuro migliorò la lingua…primo step…

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