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I Sami – la popolazione indigena del Nord Europa

le tende dei sami
Written by Wanda Svezia

Il nord della Scandinavia affascina sicuramente per la sua natura, il sole di mezzanotte e le foreste innevate in inverno. Molti hanno sicuramente sentito parlare della Lapponia ma forse pochi sanno che proprio in questa vasta zona risiede una popolazione indigena chiamata sami. Questa è l’unica popolazione indigena riconosciuta dall’Unione Europea e, nel 1993, il 6 febbraio è stato proclamato giorno nazionale.

Chi sono i sami?

Ci sono popolazioni indigene sparpagliate qua e là su almeno 90 paesi attorno al mondo. I sami sono la popolazione indigena che da migliaia di anni popola la Lapponia. Spesso vengono confusi con i lapponi che in realtà sono tutti gli abitanti della Lapponia, anche se non fanno parte della comunità sami. 

Tacito, nel 98 d.C., è stato il primo a parlare di una popolazione del nord da lui chiamata Fenni. Ma la storia dei sami va indietro ben oltre a quel periodo. I reperti archeologici ci mostrano che già 9000 anni fa c’erano gruppi che abitavano il nord della Scandinavia, soprattutto in zone dove si potevano trovare renne e pesce.

Durante il Medioevo la chiesa inizia a condannare le credenze religiose dei sami e a prendersi i loro territori. In seguito, il re Karl IX inizia la colonizzazione per poter raggiungere il mare del nord. I sami vengono costretti a battezzarsi, a pagare le tasse allo stato e a rinunciare al proprio nome sami.

È chiaro che anche la Svezia ha avuto, sebbene in maniera limitata, una storia coloniale e ancora oggi ci si batte per eliminare pregiudizi, disprezzo e razzismo nei confronti dei sami. 

La terra dei sami

La popolazione sami abita su ben quattro paesi: Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia. Questa zona si estende su tutta la parte settentrionale della calotta polare artica, dalla penisola di Kola (Russia) a est fino alla regione della Dalicarlia (Svezia) a sud. In pratica Sápmi è una nazione senza confini politici ma accomunata da una lingua, storia e cultura che li distingue dal resto della società che li circonda.

Non c’è stato un censimento recente, ma dovrebbero esserci all’incirca 80.000 sami in totale, di cui la maggior parte di loro su territorio norvegese e svedese.

Il concetto di Sápmi

Che cosa significa Sápmi? Difficile tradurre con una sola parola, o frase. In lingua sami, la parola Sápmi è strettamente collegata ad un’altra parola: same (popolazione sami). Si può dire quindi che Sápmi indica sia la terra dei sami che la popolazione.

Sápmi significa paese, popolazione e natura. Animali e luce. Sole di mezzanotte e aurora boreale.
Il calore attorno al fuoco in una gelida giornata d’inverno dopo una lunga marcia sulle montagne.
Sápmi è renne e pesce. Sápmi è la propria bandiera.
È artigianato, turismo e sentieri da percorrere.
È il rispetto per tutto quello che ci circonda, giovani e vecchi e tutto ció che ci sta in mezzo.

Vita in armonia con la natura

I sami sono da sempre una popolazione nomade, che si sposta seguendo le renne. Soltanto dopo la seconda metà del Novecento hanno iniziato a stabilirsi in abitazioni comuni. Oggigiorno soltanto il 10% vive grazie all’allevamento delle renne. La maggiorparte, soprattutto i giovani, si sono trasferiti in città e vivono in modo stazionario.

In passato, l’abitazione più importante era lávvun, la tenda che veniva montata ogni volta che ci si spostava da un posto ad un altro. I sami hanno poi iniziato a costruire goahti – tende per periodi permanenti, caratterizzate da una planimetria circolare, un focolare centrale e la rispettiva apertura sul tetto per l’uscita del fumo.
In entrambe le abitazioni l’apertura per l’ingresso è sempre rivolta verso est, per dare il benvenuto al sole, beaivi.

La lingua sami 

I sami hanno la propria lingua, anzi, ne hanno tre. Queste lingue derivano dal ceppo Ugro-Finnico e sono il sami dell’est, il sami del centro e il sami del sud. All’interno di esse ci sono poi una grande varietà di dialetti. In Svezia si parlano ad esempio le varietà di Luleå sami, Piteå sami, Umeå sami, e altre ancora. 

Prima degli anni ‘70, la lingua sami sembrava destinata ad estinguersi. A scuola era proibito parlarla quindi la si usava solo in famiglia, con amici o in particolari situazioni. Di conseguenza molti bambini rischiavano di perdere la propria lingua madre.

Per salvare la lingua sono state create una serie di leggi.
Le scuole, ad esempio, hanno invitato i sami più anziani a raccontare delle storie durante le ore di lezione per tramandare sia tradizione che lingua.

I mass media hanno avuto un ruolo cruciale nel diffondere la lingua di minoranza e, a partire dagli anni ‘70, si è potuto finalmente ascoltare musica in lingua sami alla radio, e poeti sami hanno letto le loro poesie nella propria lingua.

Attualmente, grazie ad una collaborazione tra Norvegia, Svezia e Finlandia ci sono trasmissioni giornaliere di notiziari e trasmissioni per bambini.

Grazie a queste leggi l’utilizzo della lingua è aumentato, anche nell’ambito amministrativo. Sulle cartine geografiche e cartelli stradali sono stati aggiunti i nomi in lingua sami.

Le otto stagioni

Aurora boreale in Lapponia. Foto di Lara Sanna.

Solo chi vive così a contatto con la natura può essere attento ai cambiamenti stagionali tanto da trovarci otto stagioni. Il calendario stagionale dei sami segue gli spostamenti delle renne.

1. Gidádálvvel’inverno-primavera. Marzo/aprile, quando torna la luce e un po’ di calore. Questo è il periodo in cui le renne si spostano dalle foreste verso nord sulle montagne. 

2. Gidá – la primavera.  Aprile/maggio. Questo è il periodo in cui i ghiacci si sciolgono e nascono le renne.

3. Gidágiesse – l’inizio dell’estate. Giugno. Questo è il periodo delle migrazioni, tutto si tinge di verde e si seguono le renne al pascolo sulle montagne. 

4. Giesse – l’estate calda. Giugno/luglio. Le notti illuminate dal sole. I sami raccolgono le renne nei loro recinti e le marchiano.

5. Tjaktjagiesse – l’estate-autunno. Agosto. le giornate si accorciano e le renne mangiano tutto quello che possono per creare quello strato di grasso che le proteggerà durante l’inverno. 

6. Tjakta – l’autunno. Settembre/ottobre. Periodo in cui si macellano le renne. 

7. Tjaktjadálvve – l’inizio dell’inverno. Novembre/dicembre. Le giornate si accorciano e cade la prima neve. Le renne vengono fatte scendere dalle montagne verso i boschi e pascoli invernali.

8. Dálvve – la stagione più lunga. Dicembre/marzo. Tutto è coperto di neve e le temperature scendono fino a raggiungere i -30/40 gradi. Le renne pascolano liberamente protette dal grasso accumulato durante l’estate.

I diritti dei sami

I sami hanno il proprio parlamento in Norvegia, Svezia e Finlandia e i membri vengono eletti esclusivamente dal popolo sami.

Nel 1993, le Nazioni Unite inaugurano l’Anno internazionale delle popolazioni indigene a Jokkmokk, in Svezia. In quest’occasione viene istituito il giorno nazionale dei Sami da celebrare il 6 febbraio per commemorare il primo congresso del 1917. La festività viene celebrata da tutti i Sami in ogni stato in cui vivono e in questo giorno viene esposta la loro bandiera e viene cantato il loro inno nazionale.

I simboli dei sami

l'abbigliamento dei sami
Gákti, il costume tradizionale sami. Foto di Lara Sanna.

La bandiera sami è rappresentata da un cerchio che simboleggia sia il sole che la luna. Il cerchio del sole è rosso, mentre quello della luna è blu. I colori simboleggiano i quattro elementi: il blu l’acqua, il rosso il fuoco, il verde la terra e il giallo l’aria. Questi colori si trovano sul gákti, il loro costume tradizionale.

Il gákti, il costume tradizionale, veniva creato in pelle di renna. Attualmente viene prodotto con materiali come lana, cotone e seta. Il costume viene utilizzato per cerimonie o durante il giorno nazionale e le varie decorazioni rappresentano l’appartenenza ad una comunità o famiglia. Di solito sopra il costume si indossa il beaska, un cappotto fatto con pelliccia di renna e un cappello, čiehgahpir.

Bene! Se siete riusciti a leggere tutto l’articolo, ora sapete che il nord della Scandinavia non affascina solo per la sua natura, il sole di mezzanotte e le foreste innevate in inverno. In questa vasta area c’è un intero popolo da scoprire, i sami.

Spero di aver fatto un po’ di chiarezza sul termine sami, che rappresenta la popolazione indigena che da migliaia di anni popola la Lapponia, da non confondere con il termine lappone che in realtà indica in modo più generico tutti gli abitanti della Lapponia, anche se non fanno parte della comunità sami. 

Vorrei anche sottolineare che il termine lapp, lappone, rivolto verso un sami assume un significato dispregiativo e viene percepito come insulto!

Wanda, Svezia

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Author

Wanda Svezia

Italiana, expat in Svezia per amore e mamma di due ”piccoli terroristi”. Da ragazza sognavo di diventare come Claudia Schiffer ma la realtà mi ha portata a fare altro: l’eterna studente. Ho una laurea in lingue e letterature straniere conseguita a Torino, una in linguistica conseguita in Svezia e un Master sull’apprendimento della seconda lingua. Ho inoltre quasi una laurea in letteratura italiana, una in lingua svedese e non credo di aver finito… Attualmente insegno lo svedese in una scuola e cerco strategie per facilitare l’apprendimento della lingua.
Amo viaggiare, l'arredamento, organizzare feste, preparare menu a tema e decorare torte, adoro il DIY ma fatico sempre più a trovare tempo per realizzare le mie idee!

2 Comments

  • Grazie per averci proposto questo post. Sono sempre stata interessata alla geografia, ma non avevo mai letto di questo popolo. E sapere dell’esistenza di questa etnia mi ha fatto molto piacere.

    Approfondirò l’argomento e mi viene da pensare che non si finisce mai di imparare.

    Sono contenta.

    Ciao. Al prossimo post.

    • Ciao,
      Grazie per aver letto l’articolo!
      Neanch’io sapevo dell’esistenza dei Sami prima di trasferirmi qui n Svezia.
      È vero che non si finisce mai di imparare.
      Alla prossima

      Wanda

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