Family&Kids

Essere preparati alla fragilità dei propri genitori

essere preparati alla fragilità dei propri genitori
Written by Federica Italia

Guardo questa foto e mi è inevitabile commuovermi.

La foto ha vinto un premio ed è indubbiamente bella. Ma è ciò che rappresenta che non può lasciare indifferenti.

Il contrasto fra le mani rugose e protettive dell’anziano e le mani morbide e tenere del neonato.

Già questo basterebbe ad emozionarmi, ma in questa fase della mia vita l’emozione più forte me lo dà un altro pensiero che mi viene guardando questa foto.

Quello che mi fa stringere il cuore oggi è un pensiero al contrario.

È sapere che arriva un momento in cui le parti si invertono. Quando quelle grandi mani forti ridiventano fragili. Fragili e caduche.

Non fragili come quelle di un neonato che porta dentro di sé la vita che esploderà in tutta la sua meraviglia. Ma fragili, tremanti, dalla pelle talmente sottile da diventare quasi trasparente. Una pelle che ci fa vedere la vita che piano piano se ne sta andando. Una fragilità opposta.

Essere preparati alla fragilità dei propri genitori.

I miei genitori stanno invecchiando. E io mi sto preparando a non essere più accudita, ma ad accudire. Certo, fisicamente, non mi accudiscono da tanti anni, ma il loro pensiero è sempre stato accudente. Così come io ho sempre saputo che al mondo c’erano due esseri umani che mi amavano più di sé stessi.

Quale altro amore è così accudente? Non quello di un compagno, non quello di un figlio.

Essere preparati alla fragilità dei propri genitori. È necessario, mi ripeto.

Sono molto fortunata perché ho ancora entrambi i genitori. Me ne rendo conto. Ma non è facile lo stesso assistere alla parabola discendente della loro vita. Vedere quello che da bambina era il tuo super eroe diventare vulnerabile, è un’immagine a cui non è facile abituarsi. Vedere mia madre, che pur nelle difficoltà, non ha mai perso il sorriso sulle labbra, più arrendevole, mi fa un po’ vacillare.

È arrivato il tempo dell’accudire.

Ed io spero di essere pronta. Per restituire loro, almeno in parte, quello che ho ricevuto. Impossibile fare altrettanto.

Perché genitori, dal momento che tieni tuo figlio fra le braccia, lo si è per tutta la vita.

Di essere figli, invece, a volte ce ne dimentichiamo. Perché ci sono tanti anni, soprattutto in mezzo, nei quali si dà così per scontato d’essere figli. In cui si crede di non averne bisogno.

Ora invece è arrivato il tempo dell’accudire.

Accudirli fino alla fine del cammino. Quando, come madre, accudisco per accompagnare all’esplosione della vita. Un contrasto fra inizio e fine, fra vita che viene e vita che se ne va. Fra il senso di meraviglia e possibilità che arriva dell’alba e lo spegnere piano piano la luce del tramonto.

Solo una cosa mi auguro con tutto il cuore. Che la notte possa arrivare per loro dolcemente ed il più avanti possibile. Per godere ancora del tempo con loro. Che, ora, mi è più prezioso che mai.

Lasciali invecchiare con lo stesso amore

con cui ti hanno fatto crescere.

Pablo Neruda

Federica, Italia

In copertina “In Great-Grandpa’s hands” di Yvonne C. Krystovsky, vincitrice del Black and White Minimalist Photography Prize 2024

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Author

Federica Italia

6 anni vissuti fra Cina e Thailandia. Un figlio nato a Shanghai e uno in Italia. Con 11 traslochi all'attivo mi sembra di aver vissuto più vite. Guardo il mondo con occhi curiosi, di solito dietro all’obiettivo della mia Canon. Adoro leggere e scrivere sui miei blog: Mamma in Oriente sulla Thailandia e My Travel Planner, il mio nuovo progetto dedicato ai viaggi!

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