Expat life Food

Gelato furbissimo alla fragola, senza gelatiera…ed i vizi delle vacanze

gelato furbissimo alla fragola

C’è espatrio ed expatrio.
O meglio location e location.
Si può capitare in una grande e modernissima città fornita di ogni ben di Dio ed ogni genere di servizio.
E si può capitare nel bel mezzo di un deserto mediorientale.
Per carità, non che in pratica manchi nulla.
Un supermarket gigantesco, nato apposta per la grande raffineria che dà lavoro al novanta per cento degli stranieri che vive qui, ci rifornisce di tutto il cibo che ci serve.
Quasi.
E sì, perché non si può pretendere che se si vive sperduti nel nulla possano arrivare tutte quelle delicatessen a cui noi italiani, popolo benedetto da una delle cucine più varie e ricche che ci siano, siamo, ahimè, così bene abituati.

Ed allora?
Niente, si fa senza. E d’altronde, chi mi conosce, sa quanto la sottoscritta sia attenta e ligia alle regole del mangiar sano, della vita attiva, ben poco incline ai vizi.
Perché non ce li ho sottomano.
Tutto ha una finalità, infatti, che non è solo quella di continuare ad entrare nella stessa taglia di jeans il più a lungo possibile: quella di poter fare scorta ad ogni rientro italiano.

Non scorta in valigia, che quella è un’altra storia, ma scorta di sapori, di assaggi dei miei vizi e chi più ne ha più ne metta.

E non a caso, sia chiaro, io riesco ad essere difficile anche in questo.

Quindi la cassata deve essere quella che prepara mia cognata in Toscana, e non una, banale, magari acquistata.

Il cannolo siciliano, altro dolce per cui impazzisco, deve essere quello di una certa pasticceria a Roma se non posso mangiarlo in quella mia preferita in Sicilia.

I gelati per cui posso morire? A Castiglione della Pescaia, dove non sono mai riuscita a trovare meno di cinquanta persone in fila prima di me. E in caso di astinenza per forza di cose, quello di Grom vicino al mio appartamento a Roma.

Una cena, o pranzo se proprio non si può fare altrimenti, da Pipero Roma, dove il cibo spettacolare è condito dal servizio più accurato che abbia mai riscontrato e dall’arguta simpatia del proprietario.
Sushi come se piovesse, ed intendo come se piovesse in un paese tropicale nella stagione dei monsoni.

Piatti per me esotici e per voi banali: prosciutto e melone. I salumi dove vivo sono vietati, ed i meloni fanno pena.

Una pizza come si deve, anche se a questo giro la mia pizzeria preferita ha fatto lo scherzetto di cambiare pizzaiolo e purtroppo me ne sono accorta subito…

Ma il male, il male vero, quello viene da qualcosa di piccolo, apparentemente innocuo e pertanto subdolo: le Galatine.
Mi vergogno quasi quando le ho davanti, vengo presa da raptus incontrollabili.
L’ultimo all’aeroporto prima di imbarcarmi, ne avrò avute cinque in bocca tutte insieme.
Sono riuscita nelle mie movimentate vacanze a togliermi tutti questi sfizi?
A dire il vero, no.
Ma vuol dire che al prossimo giro mi tocca dose doppia 🙂

Sempre per la serie dei miei amati gelati, e sempre per la serie senza gelatiera e tre ingredienti. Basta un robot da cucina, nessuna fatica ed il gioco è fatto. Il gusto fragola mi è stato appositamente richiesto da un’amica i cui bimbi lo adorano. Usiamo questa scusa per mangiarlo anche noi grandi, va…:D

 

GELATO FURBISSIMO ALLA FRAGOLA, SENZA GELATIERA
da Food Network Magazine

500 ml di panna fresca da montare
un barattolo di latte condensato da 397 g
400 g di fragole fresche o congelate

 

Frullare le fragole fresche e lasciare da parte. Se si usano quelle congelate farle scongelare, eliminare i liquidi che inevitabilmente si formeranno e solo dopo frullarle.
Montare la panna ben ferma ed amalgamare con delicatezza il latte condensato e il frullato di fragola.
Versare in un contenitore basso e largo e mettere in freezer per qualche ora, meglio una notte.

NOTE

  • dopo qualche ora di freezer il gelato sarà allo stato “soft serve” ovvero morbido abbastanza da essere servito. Una notte lo rende inevitabilmente duro ma insomma, qualche minuto di attesa vale la pena…
  • si possono aggiungere pezzetti di fragola al composto ma io preferisco casomai aggiungerli al momento di servirlo.
  • mica devo dirvelo che un ciuffetto di panna ci sta alla perfezione?

Arabafelice, Arabia Saudita

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Arabafelice Arabia Saudita

Arabafelice Arabia Saudita

Un marito, un gatto, un lavoro, un blog Arabafelice in cucina e mille hobby.
Sperduta da anni tra deserti nordafricani e mediorientali ora in quello saudita da un bel po' convinta che la vita sia quella che ci creiamo.
Un amore sconsiderato per il fitness ed il latte condensato.
E tutto quello che c'è in mezzo.

4 Comments

  • Avrei voluto seguirti nei tuoi spostamenti per vedere le golosità di cui ti sei nutrita nelle tue vancaze italiane.
    Chissà se ti sei più “nutrita” oppure se hai letteralmente “ingurgitato”…ahahahah
    Poi, con tutte le leccornie di cui potresti essere dipendente, mi cadi sulle Galatine???
    Sei troppo forte!! Al check-in con 5 caramelle in bocca…fantastica!!! Mi immagino la scena!!

    Il tuo gelato è iperfurbo…peccato per il latte condensato…ma me ne farò una regione!
    Besos 😉

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