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Tv e nanna: meglio con o senza regole?

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Written by Valentina Svizzera

Programmi per bambini. Pubblicità. Tv e nanna. Un bel calderone, lo devo ammettere. Vi spiego la connessione: proprio ieri mi son trovata a riflettere per l’ennesima volta sugli orari dei programmi televisivi per bambini e ragazzi.

Lo sapevate che in Germania i cartoni animati in TV finiscono alle 7 di sera? Ultimamente ho scoperto che è consuetudine collettiva andare via dal parco alle 6 di sera. Quindi se ci sono casse pubbliche contenenti giochi (Spielzeugkiste), i giochi vanno riposti e queste chiuse per le sei, ad esempio. Mi hanno detto che in Gran Bretagna i cartoni dopo le 20 non vengono più trasmessi. Dunque buona notte bimbi: è ora di fare la nanna!

Ora, io non sono una fanatica dell’ordine imposto dall’alto e della rigidità, anzi. Sono una grande sostenitrice delle libertà individuali. Però in questo caso ritengo più intelligente e d’aiuto una consuetudine simile, che i cartoni animati non stop a qualsiasi ora (e mostruosamente farciti di pubblicità, anche sulle reti pubbliche), come in Italia.

Perché? Lo ammetto, in primis è una questione di rendersi la vita più facile: se i bambini sanno che a una certa ora la TV non trasmette più programmi adatti a loro, non ci saranno capricci, scenate, richieste, negoziazioni. Certo, se proprio uno insiste, può guardare un dvd o un filmato su youtube, ma questo implica una scelta più consapevole che l’essere lasciati davanti alla tv, e comunque impone un limite temporale. Poi, io vedo che molti bambini vanno a letto a orari (per me) improbabili in relazione alla loro età, e -ammettiamolo –  anche in relazione alla restante vita dei genitori, che si meritano qualche ora soli. Per me quel paio d’ore sola, in silenzio,  per portare a termine quello che devo finire, o anche per rilassarmi, parlare con il marito, spegnermi sul divano,  sono davvero necessarie.

Capisco bene che le sette di sera (o forse anche le otto, anche se per me andrebbero benissimo le sette) per consuetudini ed orari italiani non sono orari adatti. Quello a cui mi riferisco  è l’attitudine, il porre un limite, lo stabilire abitudini sane per tutti, perché la TV non è da demonizzare, ma forse deve riappropriarsi di una funzione educativa (perlomeno quella pubblica) che un tempo aveva e che oggi ha completamente perduto. Perché la comunità intera si impegna a educare i bambini, che sono il futuro del Paese e non tutto è lasciato SOLO sulle spalle dei genitori. Certo, non voglio demandare l’educazione dei miei figli all’esterno: sono io a stabilire (e a volte patteggiare) orari e abitudini, per cosa guardare e quando/quanto, per gli orari della nanna, etc. Ad esempio in casa nostra c’è una sola televisione, solo in sala (e quindi rigorosamente assente da cucina e camera da letto). Non si guarda la tv mentre si mangia ad eccezione di casi particolari: la serata cinema o altri momenti segnalati come speciali. Però la tv la abbiamo e i bambini possono guardarla in certe fasce orarie, anzi in alcuni casi la uso per aiutarli ad esempio a imparare il tedesco. Non è che mi sto appellando a un garante esterno, ma mi chiedo: un’attenzione diversa all’infanzia e all’educazione non sarebbe una via più saggia e percorribile?

 E qui introduco un altro tema, che per me è molto importante: la pubblicità. Ribadisco: io non demonizzo la TV in toto, non mi ritengo affatto moralista, rigida, estremista. Però tutta quella pubblicità nei canali per bambini mi urta, ma davvero nel profondo. E se lo trovo comunque fastidioso sulle reti private, mi pare indegno su quelle pubbliche, perlomeno con tale intensità a frequenza. Sembra davvero che i bambini siano considerati solo dei consumatori ante litteram, anzi il bersaglio perfetto direi: perché ovviamente ancora poco critici, altamente influenzabili e che a loro volta influenzano gli adulti nei loro acquisti.

E voi: come vi ponete nei confronti della tv? L’avete in casa? Quanto la guardano i vostri figli? Dove vivete ci son programmi per i bambini tutto il giorno o sono limitati ad alcune fasce orarie? E la pubblicità vi infastidisce o vi lascia indifferenti?

Valentina, Germania

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Valentina Svizzera

Ciao, sono Valentina! Vivo all'estero dal 2006, trismamma e autrice di libri per bambini, aiuto le donne ovunque si trovino nel mondo, a ritrovare se stesse, riscoprire le loro passioni e i loro talenti e a realizzare business a misura dei loro sogni. Sogno un mondo più sostenibile per i miei figli e i figli dei miei figli!

6 Comments

  • Noi non la vediamo, ma proprio noi grandi. Mi sono imposta ogni tanto la sera di guardare qualcosa per aiutare il mio francese, ma altrimenti potrebbe stare spenta per settimane. Di conseguenza i bimbi non sono abituati a vederla, anche se alle volte vediamo video o dvd, cerco comunque di tenerli abbastanza lontani dalla tecnologia, non per demonizzarla, ma perché so che avranno tempo di diventarne indipendenti o forse proprio perché per me è stata una vera droga nel passato.
    Demonizzo un po’ la funzione babysitter di tv e affini, preferisco che siano libri o giochi a tenerli occupati mentre io cucino o riordino, quando guardano qualcosa voglio esserci anche io (o mio marito).
    Mi chiedo se alle volte esagero, ma sinceramente per il momento mi sento più a mio agio comportandomi così.
    La pubblicità? In Italia è un cancro, veramente insopportabile!

  • Concordo in pieno con le tue riflessioni e mi piacerebbe che fosse lo stesso qui in Italia. Già la fine dei cartoni alle nove aiuterebbe. Comunque nel nostro caso il problema di fondo è che lui non vuole dormire presto, perché a scuola si ostinano a fargli fare il sonnellino pomeridiano e quindi, anche quando riusciamo a metterlo a letto per nove (di solito sono le nove e mezza), non si addormenta spesso per un’ora. Sta li’ a chiaccherare, sfoglia libri, parlare, fRe incursioni per casa…e poi la mattina (io lo sveglio alle sette) e’ stanco, così il pomeriggio le maestre lo vedono e lo fanno dormire e il gatto si morde la coda. per i cartoni, quando si interrompe, c’è il piantino ma dura poco..tanto sa che non attacca!!
    Quanto alla pubblicità ed alla funzione che dovrebbe avere la TV pubblica: le tue sono parole sante!!!!

    • Ho lo stesso problema sonnellino e circolo vizioso con il mio più piccolo!!! QUindi ti capisco benissimo… stranamente stasera si è addormentato in fretta, ma non era troppo in forma

  • E’ molto interessante quello che scrivi e, credo, tracci un bello spartiacque tra il punto di vista italiano e quello non italiano (o almeno sul mio) su alcuni aspetti dell’educazione dei bambini e dello stare insieme in famiglia.
    Devo dire che su alcuni aspetti sono d’accordo con te, sulla pubblicità eccessiva ed invasiva, c’è poco da dire. Ci si può solo difendere non utilizzando la televisione nel senso tradizionale del termine, ma solo come supporto per mostrare video o film già scelti.
    Certo, io sono stata bambina alla fine degli anni ’70, ai miei tempi in televisione i cartoni animati erano trasmessi solo tra le 17,00 e le 17,30, uno più da “maschi” (mazinga, goldrake, jeeg) e uno più da “femmine” (Candy Candy, Heidi, Remi – la sagra della lacrima), ovviamente tutti guardavano tutto,c omrpesa la publbicità mirata che stava in mezzo, saranno stati 10 minuti, ma ci bastavano per voelre questo o quello.
    Sugli altri aspetti devo dire, ti seguo meno.
    Per quanto riguarda gli orari per esempio o lo stare insieme in famiglia. Non vorrei essere fraintesa, mi piace molto avere tempo per me stessa o per fare discorsi “da grandi”, ma sia io che mio marito lavoriamo e la famiglia raramente si riunisce prima delle 19,30 – 20,00, chi rientra con i bimbi comunque, fra impegni professionali ed attività extrascolastiche non lo fa mai prima delle 18,30. Prevedere come orario del sonno le 20,00 vorrebbe dire privare i bimbi della vita in famiglia durante la settimana. Dormono per le 21,30 e, considerato che hanno 5 e 9 anni, mi sembra possa andare bene. Sinceramente non preferirei affatto stare senza di loro dopo che, senza di loro, sono stata tutto il giorno.
    Lo stesso vale per il discorso dell’orario “imposto” per le trasmissioni.
    A parte il fatto, mi predonerai, che mi sembra un’idea un po’ anacronistica in un sistema che offre canali tematici, tv via cavo, streeming e chi più ne ha più ne metta (immagino ci siano anche in Germania, nel resto d’Europa ci sono di sicuro, GB compresa), credo che stia ad ognuno trovare il suo modo.
    Noi, come te, non abbiamo la televisione nelle camere e i bimbi sanno che all’ora del tg si guarda il tg, poi si spenge.
    Quello è il nostro spartiacque.
    Lo odiano, questo è certo, ma noi abbiamo scelto di fare loro vedere cosa accade nel mondo e cercare di spiegarlglielo.
    E’ certamente cosa discutibile, come molte di quelle che noi genitori decidiamo di fare

    • Non fraintendermi, penso che quegli orari siano adattati allo stile di vita tedesco e quindi in Italia dovrebbero essere per forza di cose diversi (dormire alle 21.30 non mi pare tanto male) ed ovviamente ogni famiglia sa cosa è meglio per lei. Oltretutto nemmeno io sono per una regolamentazione pubblica della gestione privata eh, intendiamoci, ma mi pare che l’ottica sia diversa, ovvero di uno STato che si pone l’obiettivo insieme alle famiglie di gestire la crescita dei bambini (e forse a volte l’ingerenza tedesca è pure eccessiva, ma il discorso sarebbe lungo), contro quello italiano che se ne disinteressa proprio nella maggior parte dei casi. ANche sul fatto che sia un po’ anacronistico son d’accordo, ma in un certo senso lo stile di vita tedesco è conservatore e quindi anacronistico per eccellenza (non vogliatemene), e poi ad esempio la maggior parte dei tedeschi alla sera non fa una vera cena cucinata, quindi capite che i tempi si accorciano. Il mio non è una sviolinata alle usanze tedesche vs quelle italiane, ma una riflessione su due modi cos’ diversi di gestire la cosa.

      • Certo si parla di punti di vista.
        E sull’ingerenza del pubblico italiano sul privato italiano, ecco, personalmente non mi sentirei tanto tranquilla, guarda cosa capita con l’ingerenza del privato sul pubblico !

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