#expatimbruttito

Mal di Sardegna

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Written by Nadja Australia

Alla fine ho fatto la mia vacanza in Sardegna. Vi ricordate i miei dubbi?

Svaniti. Subito. Non appena atterrata e visto il cielo. Sapete bene di cosa parlo, amici sardi e non? Io non me lo ricordavo. Dico sul serio. Quella limpidezza e quel colore cosi meraviglioso da non sembrare vero. Sarà che a Lima il cielo ha un colore, diciamo, diverso?! Sul grigio più che sul “colore cielo”! Sarà anche che abbiamo fatto 20 giorni con temperature sui 22 gradi, che un inverno così non me lo ricordavo da tempo, sarà che ho rivisto i miei più cari amici e tutta la mia famiglia, ma stavolta mi è presa quella malattia incurabile chiamata Mal di Sardegna. Meno famosa della sua cugina Mal d’Africa, ma altrettanto forte. E non so quale sia la cura.

Mare_Sardegna_AmichediFuso

Sardegna_AmichediFuso

Venti giorni di aria pura, di cibo divino, di amore e sole (quasi come la canzone, manca il cuore ma quello deve essere rimasto lì), di vino e risate e camini accesi. E il mare. Quel mare che noi sardi guardiamo con diffidenza e ammirazione, quella piscina infinita che ci scruta e osserva, di cui sempre abbiamo avuto timore reverenziale. D’inverno forse ancora più bello. Il profumo che ti entra e ti sveglia la mattina, quasi meglio dell’odore del caffè. Non vi so spiegare. Sono stata così bene che mi vien da piangere al pensiero. Casa mia, la nostra casa, costruita voluta e fatta a nostra misura, la mia cucina colore del mare, la mia camera bianca e luminosa con vista sulla montagna e affacciata sul bosco, il mio rifugio, la mia certezza.

I bambini felici immersi in tanta natura e amici e famiglia, così tanto affetto che non eravamo forse pronti! Risate la mattina, il gatto che ormai ogni giorno veniva a bussare alla finestra per avere la colazione, le passeggiate in riva al mare, le visite all’acquario per salutare la tartaruga ricoverata, i dolcetti e il formaggio da mangiare ad ogni ora.

Insomma, lo avete capito. Stavolta è grave. Quasi non volevo tornare.

Ma sono qui. Mi affaccio la mattina e vedo palazzi e cielo che ormai dopo un anno sono familiari, ma non “miei”. Che fare? Guarirò? Sono dieci anni che sto fuori dalla mia terra, ma così forte la sua mancanza non la avevo mai sentita. Che sarà successo? Sarà la grande distanza ad amplificare i sintomi? Sarà che Lima ancora non mi ha conquistato? Non lo so.

Ma so reagirò. Ho deciso che affronterò il 2016 con il sorriso. La mia terra è li che mi aspetta, sa che non la tradirò mai e che sarò sarda nel cuore, che parlerò un’altra lingua ma la mia vera voce sarà sempre quella. Mi immergerò nell’oceano ma sognando il suo mare. Mangerò ottimi cibi ma sempre paragonandoli ai suoi. Lo so. Non è il massimo. Fa un pò vecchio stile da immigrata che vuole solo tornare a casa sua e non apprezza il paese ospitante. Ma io non sono così, sono sempre stata bene all’estero e ce la farò anche qui.

Tramonto_Sardegna_AmichediFuso

Ma il Mal di Sardegna è una malattia seria e necessita tempo e cure. Pazienza e attenzione.

Avete consigli?!

Nadja, Peru

Cielo_Sardegna_AmichediFuso

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Nadja Australia

Espatriata per lavoro ormai più di 10 anni fa, con mio marito abbiamo vissuto in Serbia, Romania, Bulgaria, Arabia Saudita,Peru e adesso siamo approdati in Argentina! Nel frattempo si sono uniti al gruppo due bimbi globetrotter che ci accompagnano nella nostra pazza vita girovaga!Il nostro mantra? Home is not a place, it's a feeling! Con la Sardegna nel cuore, vivamo dove ci porta il lavoro e ci godiamo ogni piccola cosa che i paesi ospitanti ci offrono con l'entusiasmo della prima volta!

3 Comments

  • Certo, basta vedere le foto e si capisce subito da cosa derivi il Mal di Sardegna!
    Ci sono dei periodi in cui capita: ricordo che io non ho avuto questa sensazione nei primi due anni in Cina, poi l’ultimo anno sentivo nostalgia di casa. Paradossale, perchè normalmente, verso la fine dell’espatrio, si ha nostalgia della terra che si sta per lasciare, invece per me è stato il contrario. Non vedevo l’ora di tornare.
    Credo però che siano cose temporanee, che derivano da un aspetto emozionale che ci ha particolarmente coinvolto o meno: probabilmente quest’anno c’è stata una combinazione di elementi molto positivi che hanno lasciato davvero un bel sapore in bocca. L’unica è godersi questo buon sapore, portandoselo in Perù e sapendo che quel sapore è sempre lì, che ti aspetta.

  • Capisco bene il tuo stato d’animo.. Anche se io il vero “mal di Sardegna” l’ho vissuto forte dopo 11 anni solo la scorsa estate, quando sono tornata per una vacanza con i bimbi di 2 e 4 anni. Prima avevo solo un magone allo stomaco al momento della partenza, perché vedevo i miei genitori invecchiare a vista d’occhio e la sensazione che non me li stessi godendo abbastanza mi logorava dentro.
    Si è vero, la nostalgia spesso si fa sentire forte, soprattutto per una terra calda d’affetto e legami familiari come la nostra. Quello che faccio io è concentrarmi sulle ragioni che mi hanno spinto a partire. E alla fine il risultato è sempre quello: bella si, ma da vivere in vacanza. Quando ci vivi parte della sua bellezza viene persa, perché non dà prospettive.
    Mio figlio invece vive il mal di Sardegna in modo più forte.. Puoi immaginare come sono stati trattati i bambini! 🙂
    Spesso si alza al mattino e mi dice: “momy, i want to go to Sardegna, i want to go to nonna house!”.
    Allora gli ho detto: “devi guardare l’orologio alla parete: quando c’è scritto 10-7 (perché la prossima partenza è già programmata per il 10 Luglio) allora partiamo!
    Il giorno dopo: “momy, i want to go to Sardegna.. Can you check the clock please?”
    Mi si spezza il cuore……

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