Family&Kids

Babysitter o Asilo nido in Francia? 2. La nounou

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Written by Amiche di fuso

Oggi vediamo cosa vuol dire avere una babysitter in Francia, o meglio una nounou, come si dice qui (diminutivo di nourrice). Quando parlavamo di nidi vi dicevo che, a grandi linee, ci sono due opzioni da considerare: se il bimbo va a casa della babysitter, o se lei viene da voi. Più l’opzione babysitter a casa, ma condivisa con un’altra famiglia.

A casa della babysitter: l’assistante maternelle

Premetto: questa è l’opzione che non ho vissuto. Mi ero informata, ma poi ho scelto altro perché mi è capitata un’alternativa interessante. L’assistante maternelle è una babysitter che accoglie bambini di meno di tre anni a casa propria, al massimo quattro bimbi. Quindi è l’analogo di quello che in Italia viene chiamato micro-nido o tages-mutter. Almeno a Parigi, la persona deve chiedere la registrazione al comune, che verifica che i locali rispettino dei criteri minimi: che esista un locale dedicato al sonno dei bambini, uno per farli giocare e che la vita familiare della persona non sia in contrasto con lo svolgimento del lavoro – ad esempio che non ci sia il coniuge che lavori in casa. In base allo spazio, il comune decide anche il numero di bambini che possono essere accolti, e le fasce di età. Di solito comunque si tratta della casa della persona quindi immagino si tratti di una camera per la nanna e un’altra camera, o il soggiorno, per il gioco. A Parigi non ci si può aspettare di più, mentre in provincia ho visto case con giardino e locali proprio ad hoc. Importante: il comune, almeno a Parigi non verifica che la persona abbia un diploma professionale o altro, quindi sta alle famiglie verificare, in caso ci tengano. Periodicamente, il comune controlla che le cose non siano cambiate e che tutto funzioni a dovere.

La mia impressione è che le assistantes maternelles siano spesso persone che lavoravano in un nido e che hanno deciso di ‘mettersi in proprio’ o donne che una volta avuto loro stesse un figlio hanno deciso che gli piaceva prendersi cura di bimbi piccoli e ne avrebbero potuto fare un’attività lavorativa. A volte può capitare che l’assistante maternelle abbia anche un proprio figlio tra quelli che cura.

Per avere un posto, si deve contattare direttamente la persona, che vi dirà se ha disponibilità e da quando. L’ufficio infanzia del comune di solito ha un registro delle persone che hanno disponibilità e vi può consigliare un minimo. A volte ci sono anche delle assistantes maternelles che lavorano più a stretto contatto con il comune e che una volta o più a settimana portano i bimbi in centri appositi per fare attività più complesse. In questo caso però il contratto è con il comune (creche familiale), come per un nido.

Non so bene cosa pensare di questa opzione. Sicuramente a Parigi le si riconosce perché sono quelle signore che sbarcano nei parchetti con mega-passeggini a 3 posti facendo strabuzzare gli occhi alle giovani madri. Credo che abbia il vantaggio di dare al bimbo sia un minimo di collettività sia un rapoorto privilegiato con una persona, che spesso è una professionista. Però credo sia fondamentale la scelta di una persona con che dia davvero una buona sensazione e abbia referenze, perché prendersi cura, sole, di 2 -3 bambini della stessa età non è cosa da poco. E, forse portare il bambino a casa altrui è meno rassicurante che saperlo a casa propria (forse). Ci sono poi aspetti contrattuali precisi di cui tenere conto, tipo quando questa persona decide di prendere ferie, c’è un tot da pagare per l’acquisto materiale  e bisogna capire se la persona prepara lei i pasti o vuole che glieli portiate. Io ho sentito parlare di circa 900 euro al mese per bimbo ma non ho esperienza diretta.

A casa propria: la nounou

La babysitter a casa proprio è l’opzione più simile a quello che credo si usi in Italia. Una persona che viene a prendersi cura del bimbo da mattina a sera, per 4 o 5 giorni a settimana. La specificità della Francia, credo, è che i contratti per questo tipo di prestazione sono piuttosto facili da fare e che il 50% dei costi per il salario della nounou possono essere dedotti dalle tasse. Una nounou che ha un solo bambino, soprattutto se neonato, spesso svolgerà anche qualche piccola mansione di pulizia a casa, in relazione al bambino, come preparazioni pasti e pulizia della cucina, mettere apposto giochi e vestiti, a volte lavare la biancheria del piccolo. In Francia poi, c’è una routine abbastanza tradizionale su come si svolge la giornata tipo: gioco, nanna e/o passeggiata, pranzo, nanna (in cui la nounou mangia), merenda, passeggiata, gioco o bagnetto. Una persona francese che fa questo lavoro sarà abituata a questo ritmo e se avete altre preferenze, dovete specificaglielo e verificare che sia d’accordo. Tipo le due uscite in passeggino al giorno, inverno e estate, comunque aiutano anche la babysitter a alleggerirsi la giornata (perché il bimbo in passeggino dorme e spesso lei si mette d’accordo per incontrarsi con qualche nounou delle vicinanze).

Le cose specifiche da sapere sono che per la legislazione francese una nounou può lavorare massimo circa 38 ore a settimana e che quindi se avete bisogno di più ore dovete informavi bene (credo sia possibile, ma ha diritto a più ferie). Poi è importante comprendere che visti i vantaggi sulle tasse – e per la nounou i vantaggi in termini di inquadramento sanitario, pensione,  disoccupazione ecc. – è giustamente normale fare contratti in regola e a tempo indeterminato (un tempo determinato di più di 6 mesi in Francia, se non motivato assai bene, può finire in tribunale). Io per esempio mi fiderei poco di una persona che accetta di lavorare in nero, in Francia. L’altra conseguenza è che bisogna diventare un attimo esperti della legislazione lavorativa, per non essere presi alla sprovvista in caso di eventi come maternità della nounou, malattia, interruzione del controllo di lavoro ecc. Fortunatamente ci sono siti o agenzie che aiutano (questo sito è stato la mia bibbia, lo consiglio perché davvero professionali anche nei servizi a pagamento) e in linea di massima se si parla francese ce la si cava. Infine i costi. In Francia esiste  un salario minino di 1680 euro al mese (lordi su 40 ore di lavoro settimanali). A Parigi, una nounou per un bimbo che ha meno di un anno, e che abbia già esperienza, prende più del salario minimo quindi una babysitter è abbastanza costosa per una famiglia: anche se poi la metà la si recupera sulle tasse (un anno dopo).

Per scegliere la nounou ci sono varie agenzie, che sono croce e delizia. Non ne nomino nessuna perché nessuna mi è parsa fare più del minimo indispensabile. Di solito queste agenzie offrono varie formule per cui, a scelta 1. Si occupano di aiutarvi a scegliere la nounou 2. Vi aiutano a scegliere e vi aiutano a gestire aspetti contrattuali 3. Vi aiutano a scegliere e la assumono loro così voi non avete un contratto di lavoro da gestire (ma avete vantaggi sulle imposte). Ovviamente i prezzi salgono in conseguenza. A Parigi, secondo me, un’agenzia è utile per la fase di scelta, non perché ascoltino le vostre vere esigenze, ma perché fanno almeno una scrematura di base (fedina penale, sapere leggere il francese) e vi evitano di ricevere centinaia di chiamate. Però ecco, fanno davvero il minimo, nella mia esperienza. Per tutto il resto della gestione contrattuale, se farla in proprio o no,  credo dipenda dalla vostra conoscenza della lingua e di quanto abbiate voglia o attitudine di pensarci. Le informazioni si trovano facilmente, in caso di dubbi gli uffici rispondono, io me la sono cavata, ma bisogna comunque perderci del tempo.

A casa propria: La nounou condivisa (garde partagée)

Questa è una formula piuttosto diffusa in Francia e soprattutto a Parigi, per dividere i costi. In pratica due famiglie si mettono insieme per assumere una nounou che verrà a casa di uno o dell’altro (spesso a settimane alternate) per prendersi cura di entrambi i bimbi, che quindi passano tutto il tempo insieme. Tutto è uguale a una nounou a casa classica, e ciascuna famiglia assume la persona per la metà delle ore (non superando le 40 ore settimanali). Ci sono siti in cui si trovano le famiglie che cercano dei ‘compagni di babysitter’. In questo caso spesso la nounou non si occupa delle pulizie associate (tranne tenere in ordine spazio gioco) ma comunque di solito prepara pranzo e merenda a entrambi. Nella mia esperienza è stata una cosa positiva per la bimba, che fin dall’inizio ha avuto sia un po’ di socialità, sia una cura diretta. Il lato positivo, per un expat, è anche che condividere un contratto con dei francesi può aiutare nella gestione del contratto e nel come rapportarsi a una nounou francofona (essere chiari, diretti e un po’ gerarchici, il contrario di quello che avrei fatto io).  La cosa un po’ critica in questo caso è il rapporto con l’altra famiglia perché ci sono molte cose che vanno gestite insieme: oltre alla scelta della persona, i periodi di vacanze che devono essere preferibilmente sovrapposte, la divisione dei costi (tipo se bisogna comprare un passeggino doppio), e in più condividere la visione pedagogica e i vari impegni. Nel mio caso questo è stato uno degli aspetti che mi hanno fatto propendere per il nido quando ho potuto, ma conosco famiglie i cui figli sono davvero cresciuti insieme e hanno condiviso babysitter fino alle medie…

Ho fatto del mio meglio per descrivervi le varie opzioni. E adesso, come scegliere?? Ne parliamo al prossimo giro! 🙂

Anna, Francia

Ha collaborato con Amiche di Fuso da giugno 2014 ad agosto 2016

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Amiche di fuso

Amiche di fuso è un progetto editoriale nato per dare voce alle storie di diverse donne, e non solo, alle prese con la vita all'estero. Vengono messi in luce gli aspetti pratici, reali ed emotivi che questa esperienza comporta e nei quali è facile identificarsi. I comuni denominatori sono la curiosità, l'amicizia e l'appoggio reciproco.

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