Family&Kids

Sono un Italiano

Written by Mimma Kuwait
Qualche tempo fa mi hanno chiesto cosa faccio per assicurarmi che mia figlia sia perfettamente bilingue.
La conoscenza di più lingue, dà sicuramente diversi skill, ma sono giunta alla conclusione che il principale sia avere più anime. Perché conoscere bene, da madrelingua, diversi idiomi, comporta anche che diventerà tuo il relativo bagaglio culturale.
Sin da subito mi sono preoccupata che Giada crescesse con una buona conoscenza dell’italiano parlato e scritto, ma anche che acquisisse il nostro bagaglio culturale d’appartenenza.
Kuwait, con il suo calendario così diverso e con i condizionamenti della religione islamica non mi ha reso l’impresa facile.
Ho da subito cercato di capire cosa potevo quindi fare oltre a parlarle solo in italiano a casa.
Cosa potevo fare per agevolare l’incontro con la cultura italiana.
Limitarmi alle sole vacanze estive mi sembrava riduttivo.
Inoltre ci tenevo a trasmetterle il meglio di quello che siamo.
E così, con le mie amiche Simona e Elisa, abbiamo pensato di istituire “Buongiorno Kuwait”.
L’esperienza del blog mi ha insegnato che mancava qualcosa che aiutasse e che accogliesse i nuovi arrivati.
Le mie origini pugliesi hanno preso il sopravvento.
Da noi “accogliere” è un imperativo, un fatto naturale.
Le mie due care amiche l’hanno capito, ma non ci è bastato, perché desideravamo anche istituire dei momenti di scambio culturale.
E così, per gli adulti, abbiamo creato degli appuntamenti per scoprire Kuwait ed un club del libro.

Per i più piccoli, abbiamo ideato l’appuntamento “Leggiamo insieme”.

 

 

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Al sabato per due volte al mese abbiamo proposto una lettura ed una piccola attività.
Poi abbiamo anche festeggiato Natale, Pasqua e Carnevale ed abbiamo imparato a fare la pizza.
A ogni evento leggevamo un libro a tema, che raccontava il perché di quella ricorrenza.
Infine nei giorni scorsi abbiamo festeggiato “la Giornata dell’Italia”.
Abbiamo pensato infatti ad un appuntamento che spiegasse loro come siamo diventati cittadini italiani prima della festa del 2 giugno.
Così grazie all’Ambasciata, che gentilmente ci ha ospitato, abbiamo festeggiato la giornata dell’Italia.

Un funzionario li ha accolti e fatti sentire importanti e poi gli ha spiegato la storia della bandiera.

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Abbiamo ascoltato l’inno e poi abbiamo cercato di impararlo a memoria e cantarlo.
Infine abbiamo proiettato un breve video che, sotto forma di cartone animato, raccontava la storia dell’Italia.
Infine un video sulle più belle città d’Italia.
Poi Tiziana, un’altra donna speciale che si è unita al gruppo, li ha intrattenuti con un’attività  creativa.
Hanno fatto una piccola coccarda, con i colori della bandiera, che poi si sono appuntati al petto.
Hanno anche colorato il certificato di partecipazione a questo evento.

I bimbi sono stati meravigliosi.

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La comunità italiana del Kuwait è piccola.
Rispetto a quando sono arrivata io però è cresciuta. Stanno aumentando le famiglie.
Noi frequentiamo poco gli altri bimbi italiani.
Perché vivono distanti e frequentano tutti scuole diverse.
Perché è giusto che loro abbiano per amici il mondo.
Però è davvero bello vederli insieme. Stanno imparando a conoscersi.
È bello creare una comunità, un gruppo. Occasioni in cui condividere tempo e conoscenza.
Cosa in cui noi italiani non siamo poi così bravi.
Soprattutto se faccio il paragone con gli inglesi e gli americani.
I nostri bambini sono un gruppo che non si incontra per mangiare, ma per leggere. Assistere. Capire.
Quello dell’altro giorno è stato un bell’appuntamento.
Il più difficile, perchè il messaggio non era facile.
Faceva già caldissimo. Infatti rispetto al solito sono venuti solo 12 bambini mentre a Carnevale erano 40.
È stato un evento semplice ma curato, fatto con amore.
I genitori intervenuti ci hanno ringraziato.
E i bimbi erano così entusiasti di essere stati in Italia senza prendere l’aereo!
Perché l’Ambasciata è territorio italiano e la loro espressione nel scoprirlo è stata impagabile.
Noi quattro eravamo contente e pure un po’ emozionate.
È stato un anno intenso.
Ci abbiamo messo amore, impegno e passione in tutti questi eventi. Tutti gratuiti.
Le spese le abbiamo divise sempre tra noi.
Ci siamo preoccupate di non farli annoiare, di coinvolgere tutti perché la fascia di età è variabile.
Ma ogni volta siamo tornate a casa cariche di energia positiva.
Quella che i bimbi sanno dare.
Essere un bambino italiano bilingue è una grande opportunità.
Loro sono il futuro,  un modello diverso di italiano, per forza di cose diverso da noi e da chi cresce in Italia.
Ma vorrei che fosse diverso anche dal modello dei figli di emigranti degli anni passati.
Quelli di cui è piena l’America, l’Australia, la Svizzera e la Germania.
Che non solo non parlano italiano, ma non hanno mantenuto quasi nessuna tradizione.
La lingua italiana è la quarta lingua studiata nel mondo. Dopo inglese, spagnolo e cinese.
Perché il food e la moda parlano italiano. Perché la letteratura italiana piaccia o non piaccia è una delle più importanti. La musica, la lirica è italiana.
Essere bilingue vuol dire tante cose.
Ma per me la principale rimane avere appunto più anime.
Sta a noi genitori coltivare quella italiana.
Lo so che viviamo in un epoca in cui a volte è più facile “vergognarsi” di essere italiani e, a volte, pure europei. Ma io non demordo. Senza contare che una volta una mamma mi disse che dobbiamo farlo per dargli la possibilità di andare dove vogliono. Anche di rientrare in Italia.
Pertanto ringrazio chi mi aiuta in questo progetto e chi partecipa a questi eventi, perché capisco che a volte è difficile incastrare tutto.
E un ringraziamento va anche a questi cari bambini expat che, oltre ad essere  cittadini del mondo, sono anche italiani e vorrei che questo non lo dimenticassero.
Anche se non ci sono nati o non ci hanno mai vissuto e forse mai più ci vivranno.
Il mio sogno è avere un nuovo modello di cittadino italiano.
E forse proprio i nostri figli potranno esserlo.
Che dite è possibile?

Mimma, Kuwait

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Author

Mimma Kuwait

Giovane quarantenne, mamma di una very funny girl, partita per amore per Kuwait City al grido di “oh poverina” e “ma non ti annoi” sono riuscita a realizzare una grande impresa in mezzo al deserto: trovare il mio vero io. Terrona, comunicativa, pr, scrittrice, sostenitrice della forza del pensiero positivo e grande estimatrice dell’amicizia tra donne di tutte le razze, lingue ed età.

12 Comments

  • Complimenti, che bel calendario di eventi! Proprio qualche giorno fa spiegavo alle mie bimbe il concetto di ambasciata e consolato e che in quell’edificio è come essere in Italia!
    Posso chiederti il nome del cartone animato?
    Proverò anche io a capire se esiste qualche attività simile a Perth 😉

    • Sicuramente ci sarà qualcosa. Poi in Australia la comunità italiana è immensa. Era un cartone trovato su you tube. In realtà un corto metraggio prodotto da un entre di Mantova. Un saluto

  • Gentile signora Mimma, proprio stamani a Mestre, la mia citta’, leggo un cartellino in vetrina di un negozio: “Domani, 2 giugno, chiuso per la Festa della Repubblica”
    Che c’e’ di strano?
    Nulla, se non fosse che la vetrina e’ quella del parrucchiere cinese, che tiene aperto tutti i giorni, compresi Natale, Capodanno, Pasqua e Ferragosto.
    Che ne dice? forse un nuovo cittadino italiano sta crescendo anche qui.

  • Ottima opportunita’ !!!anche i miei sono bilingue ,inglese italiano…spero che un giorno vogliano approfondire altre lingue…beati loroooo

      • Gentile sig. Mimma, scusi se mi permetto un OT. Siccome studio anche io arabo, sarei interessato, per migliorarmi, a sapere qualcosa di piu’ sul programma che affrontera’ sua figlia. Studiera’ MSA o arabo del Golfo? e con quali testi?
        Naturalmente, sono pronto a condividere tutte le informazioni sul programma che seguo io.
        Grazie e a rileggerla.

  • Cara mimma,
    Hai scritto: ci credo. È il trucco è tutto lì: crederci; il che vuol dire fare le cose con entusiasmo, interesse, passione, approfondendo al meglio quello che si vuol fare, valutandone tutti gli aspetti e guardandoli da diversi punti di vista.
    A questo punto i risultati non possono che essere positivi.
    Complimenti.

  • Tu sei incredibile Mimma! La tua iniziativa e la cura ed il modo in cui tu e le altre donne di cui parli vi date da fare e’ veramente straordinaria. Non so se il tuo sogno si avvererà e se la cittadinanza conti ancora qualcosa, in questo mondo che è preso tra la voglia di essere multiculturale e quella di preservare radici e tradizioni, però ho l’impressione che voi siate più italiani di noi, per certi versi.

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