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Differenze fra scuola inglese e italiana: attività ed atmosfera

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Written by Federica Italia

Con questo post chiudo la serie di articoli sulle differenze fra scuola italiana e inglese. Qui e qui potete leggere le puntate precedenti.

Oggi parlo di un altro aspetto che secondo me costituisce una fondamentale differenza fra i due sistemi educativi: la diversa atmosfera che si percepisce nell’una rispetto all’altra. Atmosfera dettata da tutta una serie di attività, tendenze ed approcci che impregnano la vita scolastica nella scuola inglese.

Differenze fra scuola inglese e italiana: attività ed atmosfera

  • Il rispetto degli altri. Nella scuola inglese i concetti di accoglienza del bambino diverso, la condivisione, il rispetto e la gentilezza nei confronti degli altri sono incentivati fin dai primi anni e continuano per tutto il percorso scolastico. A mio avviso ci si presta più attenzione che nella scuola italiana dove questi concetti vengono promossi con impegno forse solo nel ramo privato cattolico o comunque lasciate alla gestione del singolo insegnante. Devo ammettere che il sistema inglese riesce a tirare fuori il meglio dal carattere di ogni bimbo ed a trasformare con facilità ogni classe in un gruppo affiatato dove angherie e prepotenze sono abbastanza limitate o, comunque, nella norma.
  • Rapporto insegnante/alunno. Nella scuola inglese il rapporto fra maestro e bambino è molto più amichevole ed alla mano che in Italia. O, perlomeno, questa è stata la mia esperienza in una scuola inglese in Thailandia dove gli insegnanti erano espatriati e spesso molto giovani. Questa caratteristica appare comunque già chiara dalla disposizione in classe. Non c’è infatti la classica disposizione dei banchi di fronte ad una cattedra. I banchi non sono singoli ma sono solitamente grandi e quadrati e ci si siedono intorno 4/6 bimbi. Una composizione comoda dato che spesso vengono fatti lavorare in gruppo. L’insegnante non ha la classica cattedra italiana, ma cammina e sta seduto spesso in mezzo ai bambini. Di solito la sua postazione è decentrata e gli serve solo per accedere al computer quando gli occorre. È quindi più vicino ed all’altezza dei bimbi anche fisicamente. Il dialogo è più alla mano anche sicuramente grazie all’assenza del “Lei” nella lingua inglese. Traspare comunque una vicinanza fra i due status, fatta di dialogo, sorrisi, comprensione ed apertura. Gli insegnanti partecipano con gioia ai tanti eventi che la scuola inglese prevede. Si travestono, recitano, cantano, suonano e fanno scherzi e burle al pari dei bambini. Ciò porta i bimbi ad adorare i propri maestri e a vederli sotto tanti aspetti diversi. A mio avviso questo porta i bimbi a partecipare in una maniera più gioiosa alla vita scolastica anche se immagino, non avendone diretta esperienza, che a partire dai 9/10 anni debba subentrare un po’ più di rigore anche nel sistema inglese. Sarò grata a chi lascerà nei commenti la sua esperienza a tal proposito.
  • Alternanza di momenti statici e attivi. Per quanto mi riguarda questa era una delle differenze che più mi terrorizzava per mio figlio che è un bimbo che fa fatica a stare fermo ed a concentrarsi lungamente. Nella scuola italiana si sta praticamente tutto il mattino seduti nel banco a parte una breve ricreazione e poi di nuovo fermi dopo il pranzo/ricreazione a fare lezione o i compiti a seconda dei pomeriggi di rientro o eventuale doposcuola. Nella scuola inglese questo è inconcepibile. I bimbi vengono tenuti seduti solo quando devono scrivere o fare esercitazioni. Le lezioni vengono spesso fatte spostandosi davanti ad un grande schermo. Nella nostra scuola inglese in Thailandia addirittura si sedevano a terra davanti ad esso con l’insegnante su uno sgabello quasi alla loro altezza, ma immagino fosse frutto dell’essere in un paese orientale (potete smentirmi però!). I lavoretti manuali, assegnati di frequente, vengono fatti intorno ad un tavolo spesso in piedi. I bimbi cambiano spesso aula per le lezioni di informatica, musica e lingua straniera e tre ore settimanali sono dedicate all’educazione fisica. Nella nostra scuola c’erano anche tre ore alla settimana dedicate ad un’attività che il bambino poteva scegliere fra le più svariate discipline (dall’equitazione alla scherma, dal teatro alla calligrafia). Nella scuola inglese inoltre, quasi ogni settimana c’è in programma un laboratorio, un evento o un’attività diversa. In generale si sta quindi sicuramente meno seduti che nelle scuole italiane e questo rende più facile per i bimbi i primi anni scolastici.
  • Partecipazione dei genitori. Se con il sistema inglese i genitori sono sollevati dal dover seguire e spesso aiutare i bimbi a fare i compiti a casa perché ne vengono assegnati pochi e spesso semplici, nella scuola inglese è però richiesta grande partecipazione agli eventi che si tengono a scuola. E nella scuola inglese gli eventi sono veramente tanti! Dalla settimana del libro con la “book parade” in cui i bimbi devono essere travestiti da un personaggio del loro libro preferito all’International Day dove devono vestire un costume tipico della loro nazionalità ed i genitori organizzare uno spazio che celebri la propria nazione. Dagli eventi benefici alla celebrazione di varie feste religiose e non, è sempre un inventarsi costumi, tagliare, incollare, cucinare piatti tipici, aiutare ed essere presenti a scuola per ogni evento. Tanto che ci si chiede come facciano i genitori che lavorano entrambi ed anche quando i bimbi andranno avanti con il programma didattico con tutti questi eventi extra curricolari! Ovviamente tutto ciò rallegra molto i bimbi sia perché le giornate sono sempre poco noiose e molto varie, sia perché per loro è un’indubbia gioia avere i genitori a scuola.

Book week

Con questo articolo credo di aver terminato l’elenco di tutte le differenze fra scuola inglese e italiana e devo dire che sono davvero tante considerando che sono stati necessari ben tre post.

Se ve ne vengono in mente altre, aggiungetele nei commenti!

Federica, Italia

 

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Federica Italia

Sei anni vissuti fra Cina e Thailandia al seguito di mio marito. Con noi i nostri due bimbi dei quali uno è nato in Cina, luogo che rimarrà per questo sempre a noi caro. Il mio amore per l'Oriente continua, ma ora stiamo affrontando con energia la nostra nuova vita italiana. Appena posso continuo a guardare il mondo con occhi curiosi, di solito dietro all’obbiettivo della mia Canon. Adoro leggere, scrivere e condividere il mio mondo attraverso il mio blog personale mammainoriente.com e le mie fotografie.

10 Comments

  • Ciao! Ho letto con molto interesse i tuoi post! mi permetto di fare solo un piccolo appunto: ho la sensazione che tu abbia fatto i confronti fra la scuola inglese di oggi e quella italiana di ieri per quanto riguarda alcuni aspetti. Ho parecchie amiche maestre elementari, alle quali i bambini dicono “ciao maestra” e si relaziono tutti col tu;, sono in parecchi gruppi creativi di facebook e vedo cose mirabolanti fatte dalle maestre con i bambini, ci sono dei blog come http://laclassedellamaestravalentina.blogspot.it/ che, come puoi vedere è nato tanti anni fa, cui tante si sono ispirate per le loro attività quotidiane. Alle superiori, dove ho sempre insegnato io, le cose sono molto diverse e io sono riuscita a ritagliare spazi di poche ore ogni anno da dedicare alla creatività, perché i programmi da svolgere sono corposi e i ragazzi hanno sempre meno tempo e meno voglia di studiare a casa e quindi è importante far rendere al massimo le ore scolastiche ai fini dell’apprendimento

    • Ciao Claudia! Certo che puoi permetterti di fare un appunto. Lo scopo di questi post è che quello di aprire la discussione in modo che ognuno possa apportare la sua esperienza e dare più informazioni a chi le sta cercando. Quindi ben vengano anche opinioni discordanti. Per quanto riguarda il tu hai ragione. I mie bimbi frequentano Italia da due anni ora e anche con le loro maestre si danno del tu. Io però mi riferivo di più al fatto che non esiste una cattedra e che l’insegnante è quasi sempre in mezzo ai bimbi. Ed anche durante le varie manifestazioni si mette proprio al pari dei bimbi. Questa atmosfera giocosa è proprio un’impostazione della scuola inglese mentre mi pare che in Italia, quando c’è, sia più legata all’iniziativa del singolo insegnante. E non mi fraintendere, sono consapevole che anche in Italia esistono tanti bravi insegnanti che hanno ancora voglia di crescere e misurarsi continuamente con questo mestiere difficilissimo. Io stessa ho un ricordo meraviglioso della mia maestra elementare. Insomma credo che in Italia l’insegnante faccia ancora la differenza vera mentre il sistema scolastico sia un po’ antiquato.

  • Ho la stessa sensazione di Claudia. La scuola primaria di oggi è ben diversa da quella che descrivi, sono una maestra e posso assicurarti che il Lei è assolutamente bandito, anche io amo scherzare con i bambini, dialogare con loro e capire quando c’è qualcosa che non va. Inoltre posso assicurarti che mi faccio in quattro per promuovere fin dalla prima il rispetto degli altri, in ogni forma e con diversi tipi di attività. Sicuramente la scuola italiana può migliorare ma ti assicuro che i genitori vengono coinvolti in tantissime attività e non siamo più ai livelli della maestra che impartisce ordini dall’alto della cattedra. Questo solo per spiegare che magari ci sono dei preconcetti sulla scuola italiana che devono essere sfatati, abbiamo ancora tanto da migliorare ma qualcosa di buono c’è anche da noi, mi sembra giusto valorizzarlo.

    • Ciao Laura e grazie per avermi riportato la tua esperienza da insegnante. Ci tengo a precisare che i miei articoli non erano volti a dimostrare che il sistema inglese sia migliore di quello italiano. Se hai letto anche le puntate precedenti dicevo che probabilmente il sistema migliore sarebbe quello che sta in mezzo ai due sistemi. I mie bimbi frequentano solo da due anni in Italia ed è comunque una scuola privata dove c’è forse qualche risorsa in più rispetto ad una pubblica. Il rapporto è amichevole come dici tu, ma in generale l’atmosfera è meno giocosa e più rigida.La didattica più serrata e molte di più le ore in cui stare seduti fermi. Se mio figlio alla scuola inglese non mi ha mai detto che la scuola non gli piacesse, in Italia è capitato spesso. Come dicevo a Claudia qui sopra, credo che in Italia la vera differenza la faccia una buona insegnante come sono sicura che sei tu. Il sistema credo che andrebbe però un po’ aggiornato. Sul fatto di valorizzare quel che c’è di buono sono assolutamente d’accordo, anzi gli insegnanti capaci sarebbero i primi a dover essere valorizzati. Capisco che ti dia fastidio sentir parlare male della scuola italiana e, da persona che ha vissuto 6 anni all’estero, ti posso dire che gli italiani sono maestri nel lamentarsi sempre di tutto. Difficile, purtroppo, sentir parlare bene di ciò che va bene. È sempre più facile mettere l’accento su ciò che non va. Io spero di aver mantenuto nello scrivere una certa parzialità per far conoscere pro e contro di entrambi i sistemi. Ancora grazie per la tua testimonianza.

  • Ciao, abito in California e ho una bambina che frequenta la scuola pubblica qui ,e non ho esperienza della scuola in Italia (se non la mia, ormai obsoleta), personalmente il sistema scolastico anglo-americano non mi piace. Presentare tutto come un gioco può andare bene il primo anno ma poi ci vorrebbe un po’ più di rigore, anche il fatto stesso che i compiti a casa non vengano assegnati prima della 3elementare non la trovo un’idea molto sensata (perché prima della 3 elementare non era scuola?).
    Anche qui o bambini si siedono spesso e volentieri per terra a guardare filmati, sono liberi di sedersi per terra anche quando hanno da scrivere qualcosa, altra cosa che non mi piace.
    Insomma credo che alla scuola anglo-americana manchi un po’ di rigore.
    Per il resto trovo anche io molto bello che organizzino molte attività per i bambini, anche perché qui in California non è prevista l’ora di ginnastica.

    • Ciao e grazie per avermi raccontato la tua esperienza! Anch’io nello scorso articolo mi chiedevo se tutto questo gioco e poco rigore da una parte sia bello per il bambino, ma dall’altra forse pota via un po’ di spazio alla didattica. In più, se i bimbi fanno tutta la scuola in uno stesso percorso è un conto, se invece ad un certo punto cambiano sistema, possono nascere problemi ed i bambini sentirsi disorientati. Per il mio primogenito che è rientrato nel sistema italiano in terza elementare è stato abbastanza difficile, un po’ per alcune differenze nel sistema didattico, soprattutto in matematica,tanto per le troppe ore da passare seduto e fermo.
      Davvero in California non è prevista l’educazione fisica?? Una la pensa un po’ come la patria della vita all’aria aperta e dello sport…

      • Effettivamente anche io mi ero fatta la stessa idea della California, haha! !
        Educazione fisica nella scuola pubblica in California viene fatta dalle medie in poi. Alle elementari alcune scuole offrono corsi (a pagamento) doposcuola di vari sport.

  • Mia figlia va a scuola elementare a Londra e secondo me e’ un sistema che fa schifo. Orribile. Iniziano troppo presto, gli rubano l’infanzia, fanno esami troppo presto. I Sat exams sono un incubo. Le scuole fanno l’assessment ma in realta’ tocca Al genitore insegnare. Tutte ste attivita’ stupide angosciano I bimbi I cui genitori lavorano. Il motto ‘si impara giocando’ e’ una cavolata. Produce persone arroganti competitive Ed ignoranti. I bimbi soffrono. Mia figlia e’ nata a fine Aprile Ed e’ bilingue, dunque era tra le piu’ piccole e l’hanno subito marcata come nn brava. Io nn le ho voluto insegnare l’alfabeto a 3 anni perche’ mi pareva inutile. A 4 anni a scuola si e’ convinta Di esser meno intelligente degli altri. Ha cambiato perdonalita’ e perso la gioia, in piedi alle 7 in divisa pronta ad obbedire senza capire. E’ una scuola che prepara ad entrare nel capitalismo e farne parte senza troppe domande. Non insegna a pensare ne’ a concentrarsi. Lo stato usa la scuola x controllare le famiglie. La divisione in gruppi tra bravi e meno bravi e discriminante e nn permette a bimbi che sono rimasti indietro Di recuperare. Io faccio ricerca e insegno in universita’. Ho letto i tre post e sono belli e informativi ma la visione mi pare un filo superficiale, scusa se mi permette. Io ho fatto la scuola pubblica a milano, elementari negli anni 80. Molto diversa. Mia madre era insegnante Di italiano Greco e Latino. Io ho insegnato a studenti di tutte le eta’ Ed etnia. I peggiori sono quelli che provengono dal sistema British. Mi fa cosi’ schifo la scuola inglese che mi son disperata. Tutto ranking, stronzate colossali dettate dall’Ofsted, thinking boxes in modo meccanico senza che gli insegnanti sappiano valutare un bambino usando il cervello. E stendiamo un velo pietoso sui contenuti. Campi di concentramento per il patriarcato colonialista e capitalista. Sorry my 2 cents

  • A proposito anche a Londra I bimbi si siedono per terra in class, si chiama carpet time. Perdonami gli errori sono sul telefono… Grazie

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