Lifestyle

10 modi per ridurre drasticamente il consumo di plastica

Written by Valentina Svizzera

Facciamo un esperimento. Ora. Guardati intorno: quanti oggetti che ti circondano hanno componenti in plastica?

La plastica, che negli anni è stata (da un lato giustamente) salutata come materiale rivoluzionario, oggi  proprio per una delle sue doti precipue, ovvero il fatto che è un materiale resistentissimo, ha letteralmente invaso il nostro pianeta, e in maniera drammatica spiagge e mari (pensate che addirittura oggi mangiando pesce anche noi mangiamo le microplastiche da loro ingerite).

Le campagne sono ormai diverse, e quindi penso che tutti conosciate i tempi di smaltimento degli oggetti in plastica. In primis leggendo i dati sulle cannucce in plastica, e l’impronta ambientale che portano con sè, a partire dalla produzione fino al (non) smaltimento,  e il tempo in cui ci mettono a biodegradarsi, mi son sentita super in colpa per i danni che ho apportato per anni all’ambiente, avendo tre bambini che un po’ come tutti i bimbi hanno una vera venerazione per le cannucce. Ed è stato così che con buona pace di tutti siamo passati alle cannucce riutilizzabili (le vendono di diversi materiali, ho sentito di locali che utilizzano anche dei formati di pasta particolari al posto delle cannucce), anche se abbiamo ancora qualche crisi quando nei locali chiedo di non bere le bibite con le cannucce…

Insomma è successo proprio così che, partendo dalle cannucce, la mia famiglia si è trovata coinvolta nel mio tentativo di rivoluzionare il nostro stile di vita (già da anni usavamo sempre i nostri sacchetti per afre la spesa e altre piccole accortezze) per ridurre via via il nostro consumo di plastica e il nostro impatto ambientale, a partire dalle piccole cose. In principio son tutte azioni semplici, come suggerisce benissimo il libro che vi consiglio ovvero No. More: Plastic. di Martin Dorey; anche se un cambiamento del modo di consumare non è così immediato e scontato, soprattutto quando magari manca il tempo, ed essendo noi una famiglia di 5 persone vi assicuro che per noi è una costante.

 

Però come sottolinea anche l’autore del libro, meglio un piccolo gesto alla volta, che un cambiamento radicale e repentino che poi magari non è per noi sostenibile e quindi viene rimandato all’infinito.  Ovviamente riciclare è il primo passo, ma ridurre il consumo a lungo termine è la soluzione più ecologica.

Quindi ecco i miei 10 modi per ridurre drasticamente il consumo di plastica:

  1. Le bottiglie d’acqua. Evitiamo di comprare l’acqua in bottiglie di plastica. Qui a Basilea l’acqua è buona quindi non è un problema bere quella del rubinetto, abbiamo solo rinunciato alle bolle (per chi non ci riesce esistono i gasificatori). A Milano usiamo la brocca filtrante, oppure in tantissimi posti esiste la possibilità di usare le bottiglie di vetro con il vuoto a rendere. Quando siamo in giro e per la scuola usiamo il più possibile le borracce, per evitare di dover comprare le bottigliette.
  2. In generale evitare il packaging in plastica. Purtroppo nei supermercati (anche se ci sono catene più attente di altre) la maggior parte degli alimenti è impacchettata in confezioni in plastica. Cerchiamo il più possibile di evitarle, predilendo il cibo sfuso (ci sono anche sacchetti riutilizzabili compatibili con le pese dei supermercati), facendo la spesa al mercato, o da piccoli produttori, attivando abbonamenti a cassette di frutta e verdura, andando in aziende agricole, cercando negozi che vendono prodotti sfusi (non solo frutta e verdura, ma anche cereali, farine, frutta secca, detergenti ecc).
  3. non usare la pellicola trasparente per gli alimenti (che oltretutto è dannosa per la salute). Questo è facile, basta sostituirla con contenitori richiudibili, ad esempio in vetro o bambù.
  4. Detergenti e detersivi. Prediligere confezioni ricaricabili, o di materiali biodegradabili di riciclo, comunque usare confezioni formato famiglia. Alternative ancora più virtuose sono utilizzare saponi e shampoo solidi e l’autoproduzione. La nostra Elena da Dubai  è bravissima e secondo me le possiamo chiedere un video ad hoc!
  5. Non usare gli spazzolini da denti di plastica usa e getta, ne esistono con le testine sostituibili o in bambù. noi abbiamo fatto un abbonamento annuale.
  6. utilizzare i rasoi di sicurezza con le testine intercambiabili, sono anche molto piè economici alla lunga.
  7. non usare i bastoncini per le orecchie in plastica, esistono quelli di materiale organico, ma i medici suggeriscono di non utilizzarli proprio 😉
  8. Tamponi e assorbenti. Evitate i tamponi con l’applicatore in plastica. Usate assorbenti di materiale organico, o la coppetta mestruale. Ovviamente il discorso vale anche per i pannolini dei bambini (anche se io in questo non sono stata affatto virtuosa, mi son limitata a usare quelli ecologici, ma non ho usato i lavabili, lo ammetto!) e le salviette umidificate: evitatele il più possibile e nei rari casi in cui non potete farne a meno non buttatele mai nel water!
  9. Vestiti. Usate più possibile vestiti in fibre naturali evitando i sintetici, i cui minuscoli componenti nei lavaggi si staccano e vanno a finire direttamente nelle condutture e nei mari sotto forma di pezzetti di microplastica, mangiati dai i pesci. Se ovviamente avete dei  capi sportivi o pile, lavateli a mano o comunque a basse temperature e evitate l’asciugatrice.
  10. Capsule del caffè. Se proprio non riuscite a rinunciare alla macchinetta usate le capsule ricaricabili o biodegradabili. Io personalmente sono della team moka!

Questi i miei basilari, ripeto, personalmente non sono virtuosissima. È un processo che ho intrapreso e spero che diventerà via via un’abitudine per me e la mia famiglia. Anche se il principio è banale, ricordiamoci che ogni piccolo gesto, moltiplicato per centinaia di migliaia di persone può far davvero la differenza per il nostro pianeta. E voi cosa fate nel vostro piccolo? Condividete con noi i vostri consigli ed esperienze!

Valentina, Svizzera

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Valentina Svizzera

Mamma di due bimbi scatenati, un’indole girovaga e curiosa e l’amore mi hanno portata a rimbalzare come la pallina di un flipper tra città e nazioni diverse, con un comune denominatore, il tedesco, nelle sue varianti e dialetti… e io che sognavo il mare, il caldo e idiomi più dolci! Tra le altre cose, autrice di libri per bambini, blogger, craftomane e pinnatrice compulsiva.

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