Vivere all'estero

3 anni dopo un espatrio: cosa mi manca?

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Written by Federica Italia

La nostra ultima esperienza d’espatrio in Thailandia è finita da 3 anni e mezzo ormai ed è tempo di bilanci. Non più impegnata a risistemare la nostra vita qui e abbastanza distante da quei primi mesi non proprio facili, c’è ora abbastanza lucidità per pensare a cosa mi manca davvero della vita estera che abbiamo vissuto per 6 anni.

Sulla prima non ho nessun dubbio! Mi manca quella scarica di adrenalina che mi accompagnava costantemente sia prima della partenza che nei primi mesi nella nuova destinazione.

È difficile spiegare come, quei mesi, siano i più difficili da affrontare eppure, nello stesso tempo, ci si senta dentro un’energia incredibile. Preoccupazioni e ansia sono sì presenti, ma insieme ad euforia e grande aspettative. E il mix, credetemi, è veramente esplosivo! Ci si sente in grado di affrontare qualsiasi cosa. E, anche in mezzo al caos, ci si trova spesso a sorridere. Perché in fondo è questo che succede quando si trova il coraggio di uscire dalla propria comfort zone. Tanta paura, ma anche soddisfazione per aver deciso di dire sì al cambiamento. E crescita, perché ogni grande cambiamento è sempre un po’ anche una crescita personale.

Espatriare più volte in fondo è come vivere più vite. Accumulare nuove esperienze che non avremmo mai vissuto se fossimo rimasti sempre nello stesso posto.

E non importa quanti momenti duri e difficili si dovranno vivere lontano da casa, ne varrà comunque la pena. Nonostante nei nostri primi mesi in Thailandia mio marito abbia pensato di rimettere me ed i bambini su un aereo più di una volta, io rivivrei tutto dall’inizio alla fine. Perché ogni espatrio mi ha dato anche tanto di positivo insieme a vite in più da vivere.

Tutto ciò vale ovviamente se nel luogo nuovo si fa il classico ciclo di 3 anni. Perché, se ci si ferma più a lungo, poi questo senso di nuovo finisce e subentra la vita più di routine come accade ovunque.

Un’altra cosa che mi manca dell’espatrio, che per me è sempre stato sempre in Oriente, è la possibilità di essere vicina a tanti luoghi così lontani dalla nostra cultura. Raggiungibili anche con solo un paio d’ore di aereo. Durante quegli anni ho visitato veramente tanti luoghi meravigliosi e, ad una amante dei viaggi come me, non può non mancare questo.

E poi, soprattutto della Thailandia, mi manca quel senso di libertà che avevamo nei weekend. Libertà di scegliere come viverli al momento. Senza essere già incastrati in una moltitudine di impegni come avviene da quando siamo in Italia. Pranzi di famiglia, compleanni, impegni sportivi dei bimbi. Forse dipende anche dal fatto che là i nostri figli erano più piccoli, ma non avevamo nemmeno un quarto di tutti gli impegni che abbiamo qui in Italia.
In Thai i weekend erano occasione per rilassarci, vedere gli amici, visitare una nuova spiaggia. Sicuramente al clima più rilassato contribuiva anche il fatto che fosse sempre estate. Perché in fondo anche passare il weekend in infradito e pantaloncini basta a farci sentire un po’ in vacanza!

E poi, per ultimo, mi manca mio marito! Perché pur avendo ricoperto sempre ruoli di uguale livello anche in Cina e Thailandia, credetemi che lavorare nelle stesse aziende, ma in Italia, cambia davvero tanto. Tanti equilibri in più fra cui muoversi, tante cose di cui tenere conto che si traducono in maggiori tensioni e problemi. Insomma se prima alla sera ed nei weekend avevo un marito più rilassato, da quando siamo in Italia, lui lavora spessissimo anche di sera e nei weekend ed è quindi ancora meno mio e dei bimbi. E questa non è una differenza da poco!

Questo non vuole essere un post malinconico, ma costruttivo. Guardare a ciò che ci manca di quegli anni lontani per cercare di ricrearlo un po’ anche nella nostra vita italiana.

Qui possiamo godere dell’avere tantissimo affetto intorno che è la cosa che sempre manca di più a chi sta all’estero. Perché per i bimbi sentire il calore dei nonni e per noi passare una serata con gli amici più cari non ha davvero prezzo. Bisogna solo imparare ad aggiustare un po’ il tiro. A dire qualche no in più per esempio. Perché in fondo se i bimbi non vanno proprio a tutti i compleanni non succede nulla. E pazienza se non possiamo andare al pranzo del catechismo o alla cena del calcio.

Bisogna imparare a crearsele quelle ore in cui si può essere padroni del proprio tempo. Programmare qualche weekend alla scoperta di un luogo nuovo. Anche una sola giornata in un posto che non conosciamo ci farebbe sicuramente meglio che saltare da un impegno all’altro. Cercare di fare qualcosa di nuovo tutti i mesi. Anche solo un nuovo corso per coltivare una passione che abbiamo accantonato. D’altronde, ve ne ho già parlato l’anno scorso degli stratagemmi per affrontare quello che ho definito mal d’espatrio.

Ma sono sincera, l’anno scorso non ci sono riuscita molto a mettere in pratica i miei suggerimenti tanto che quest’anno mi ci vorrei proprio impegnare! Intanto ho iniziato l’anno con il piede giusto facendo un bellissimo viaggio a Lanzarote che mi ha ricaricato di energia dopo gli ultimi mesi davvero stancanti che mi avevano fatto arrivare in fondo all’anno sfinita. Come si dice? “Chi ben comincia è già a metà dell’opera!”. Speriamo!

E voi che siete rientrati in Italia dopo un espatrio, come ve la passate?

Federica, Italia

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Federica Italia

Sei anni vissuti fra Cina e Thailandia al seguito di mio marito. Con noi i nostri due bimbi dei quali uno è nato in Cina, luogo che rimarrà per questo sempre a noi caro. Il mio amore per l'Oriente continua, ma ora stiamo affrontando con energia la nostra nuova vita italiana. Appena posso continuo a guardare il mondo con occhi curiosi, di solito dietro all’obbiettivo della mia Canon. Adoro leggere, scrivere e condividere il mio mondo attraverso il mio blog personale mammainoriente.com e le mie fotografie.

4 Comments

  • Esattamente come te!
    Noi siamo rientrati un anno e mezzo fa e stiamo cercando in tutti i modi di ritornare all’estero 😀 amiamo l’Italia, ma le emozioni che si provano a vivere all’estero per noi sono incomparabili, anche perché in Italia non abbiamo nemmeno la vicinanza dei parenti, siamo comunque lontani da casa entrambi.
    E comunque gli impegni qui sono assurdi! Secondo me non vale neanche il discorso età, perché con i grandi è lo sport, ma con il piccolo sono comunque i compleanni che alla materna sembra non tu non possa saltarne uno!

    • Anche noi non siamo vicini ai nonni, ma cercano di venirci a trovare spesso.
      Allora non è solo una mia impressione che in Italia gli impegni dei figli siano molti di più!?

  • Niente espatrio alle spalle nè all’orizzonte, ma la questione “impegni dei figli” comincia a farsi sentire…e ancora niente catechismo nè sport che comportino partite ogni fine settimana eppure…
    A volte mi sento un po’ egoista, anche solo a pensare che il fine settimana non possa essere dedicato interamente ai miei figli (nel senso di fare solo cose che piacciono a loro); alcuni parenti mi rimproverano anche, ma arrivare alla domenica sera e sentire di essere stati stritolati tra impegni non desiderati e visite obbligate proprio non fa bene.
    Molto meglio fare qualcosa di diverso noi quattro o anche stare a casa e dire di no a un invito per un’attività che proprio non ci va
    Grazie per le riflessioni che riesci sempre a genere are!

  • Tornata indietro dopo 4 anni di espatrio in Canada, sto soffrendo tantissimo. Intanto l’espatrio doveva essere a tempo indeterminato, quindi ti sistemi in maniera “stabile” sia logisticamente che emotivamente, e cerchi di capire e di far tue tutte le diversità che incontri nella nuova cultura… tornare indietro poi è come espatriare al contrario! Inoltre mia figlia non è voluta tornare, quindi si è trasferita all’università in UK e ha così anticipato il distacco che sarebbe avvenuto un pò più avanti.
    Ho “perso” mio marito, che, come hai detto te, è tornato a lavorare con i ritmi italiani di chi ricopre un ruolo importante e non sopporto più: sporcizia, maleducazione, intolleranze varie e soprattutto la chiusura mentale di chi non conosce altro che la sua realtà e la ritiene perciò l’unica plausibile e la migliore al mondo.
    Detto questo, sto cercando di ritrovare il mio posto qui, attuando nuove strategie e trovando nuovi interessi.
    Siamo in tante…

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