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Il sistema scolastico svizzero: guida per principianti!

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Written by Valentina Svizzera

Se vi siete da poco trasferiti in Svizzera o siete in procinto di farlo e valutate di mandare i vostri figli alla scuola pubblica, questo articolo è per voi: cercherò di redarre una mini guida sul sistemo scolastico svizzero, basandomi non solo sulla mia esperienza personale, ma anche su libri e documenti.

In generale si dice che il livello tra scuole pubbliche e private non varia tanto da giustificare l’investimento economico di una scuola privata, che è davvero ingente , in generale la scelta sarà più guidata dalla lingua (se un ragazzino che ha già iniziato le scuole arriva in un cantone a lingua tedesca senza sapere la lingua ad esempio) e dal fatto se avete in programma di spostarvi di nuovo per cui le scuole internazionali sembrano una scelta più logica. Altro fattore fondamentale è ovviamente se la scuola privata vi viene pagata e per quanto tempo (faccio un esempio banale: se vi viene pagata per due anni sarà forse più naturale orientarvi verso una scuola bilingue in modo che poi si possa passare senza troppi ostacoli nel sistema pubblico).

Due piccole premesse: la stragrande maggioranza dei bambini in Svizzera (più del 90%) frequenta le scuole pubbliche, che generalmente sono considerate di buon livello. Qui non esiste un Ministro della Pubblica Istruzione: le scelte in materia scolastiche sono prese in genere dai comuni, ragion per cui c’erano parecchie disparità tra cantone e cantone, che tuttavia negli ultimi anni stanno cercando di uniformare (ma ancora persistono differenze, io cercherò di dare informazioni generaliste, ma la mia esperienza diretta è sulla scuola in lingua tedesca, in particolare sul cantone Basel Stadt).

L’obbligo scolastico comincia con il kindergarten (la nostra scuola dell’infanzia) dopo i 4 anni compiuti, che dura due anni. Prima esistono chiaramente dei nidi, dei gruppi di gioco e via discorrendo, ma non sono pubblici (anche se alcuni comuni prevedono dei finanziamenti per chi ne ha diritto, quindi informatevi!).

I costi di queste strutture sono molto elevati, lavorando poche donne a tempo pieno, molti bambini li frequentano solo qualche ora a settimana o non li frequentano affatto. Per i bambini che non sanno la lingua locale, come ad esempio lo svizzero tedesco, è fortemente consigliato ( anche dalle stesse autorità locali) frequentare gli spielgruppe l’anno prima dell’ingresso al Kindergarden (dai 3 ai 4 anni), per questi i prezzi son decisamente molto più bassi dei nidi, ma si tratta di poche ore a settimana.

L’indipendenza è considerata una competenza fondamentale dai bambini, che sono incoraggiati ad andare a scuola a piedi e da soli a partire già dal kindergarten, sicuramente nella scuola primaria (in particolare nei cantoni a lingua tedesca).

L’orario scolastico è breve: dalle 21 alle 25 ore (di 45 minuti) a seconda del cantone (ovvero solo la mattina, con un rientro di un paio d’ore una volta a settimana). Non esistendo tempo pieno, i genitori che lavorano entrambi devono organizzarsi con strutture a pagamento (più facilmente reperibili nelle città, dove ci sono dei doposcuola/tagesstruktur, e delle mense/mittagstisch, che solo raramente si trovano nella stessa struttura, né della scuola, né tra di loro).

Le scuole non si scelgono, ma vengono assegnate a seconda della residenza. Quindi se puntate a una scuola perché la ritenete migliore di un’altra, non potete semplicemente cambiarla, l’unico modo è trasferirvi nella zona giusta (anche qui esistono eccezioni, come sempre in Svizzera, e si può provare a far richiesta alle autorità locali, ma devono sempre essere motivate e la motivazione non può essere “preferisco questa scuola,” piuttosto “il fratello già frequenta la scuola” , oppure “un genitore lavora proprio lì vicino”. Tutti fattori che spesso non vengono presi in considerazione, ma ricordatevi che in Svizzera vale la regola di insistere e rompere tantissimissimo senza fermarsi davanti ai no).

La scuola primaria dura 6 anni, a partire dai 6 anni compiuti di età, ma non è raro che gli scolari inizino a 7, anzi molti Svizzeri lo preferiscono, essendo la scuola molto selettiva già a partire dalla fine del ciclo primario (però la scelta non sta solo alla famiglia, va presa in concerto con educatori e psicologi). Il cut off varia anche da cantone a cantone (a Basel Stadt è a fine luglio: quindi chi compie gli anni ad agosto andrà a scuola a 7 anni, cosa che per molti italiani è considerata strana. Fidatevi per gli Svizzeri non lo è affatto, anzi. Sono felici che i bambini possano giocare un anno di più e rimandare lo stress dei test e la pressione delle scelte di un anno, la qual cosa varrà non a 7 anni quando la scuola è molto soft, ma pochi anni dopo quando la pressione scolastica diventa molto più forte).

Il numero complessivo di ore varia da 21 a 25 lezioni (di 45 minuti)  a settimana nei primi due anni e dai 25 ai 30 dalla terza classe. Quindi sono previsti in principio solo uno, poi due o tre rientri pomeridiani, senza che la scuola provveda al pranzo. Molti bambini rientrano a casa a mangiare, la minoranza utilizza le tagestruktur laddove presenti, o altre soluzioni.

Il numero massimo di alunni per classe varia da 22 a 28 a seconda del Cantone, ma in genere le classi sono molto più piccole. Oltre agli insegnanti principali che insegnano la lingua locale (quindi rispettivamente tedesco, francese, italiano o reto-romancio a seconda del cantone) e matematica. Ci sono insegnanti dedicati alle altre materie (come musica, nuoto, educazione tecnica o manuale, lingue, che cambiano anch’esse: ci sono cantoni che introducono l’inglese come seconda lingua e altri che introducono invece una seconda lingua nazionale. A Basel, ad esempio, solo dalla terza iniziano il francese e dalla quinta l’inglese).

I programmi e anche i metodi pedagogici sono piuttosto diversi da quanto siamo abituati noi italiani, cosa che spesso manda in confusione i genitori: la partenza è molto soft, con un ritmo più lento della scuola italiana e con pochissimi compiti nonostante i pomeriggi liberi.

Quello che io personalmente apprezzo, ma ripeto qui entriamo nel piano delle considerazioni personali, sono le lezioni non frontali, il fatto che in principio il passaggio dal kindergarten alla scuola primaria è molto morbido. I bambini giocano ancora parecchio. Ci sono diverse pause e i bambini non devono stare seduti a lungo. Altro punto positivo sono le strutture scolastiche, o molto nuove o ristrutturate e sicuramente accoglienti e a misura di bambino. Infine le molte competenze pratiche (dalla falegnameria, al cucito ecc).

Quello che mi pace meno è che i bambini  non sono molto stimolati, che poi di colpo ci sono tanti test e parecchia competizione fin da piccoli (i posti per i licei sono limitati). Un punto che spesso manda in confusione gli stranieri è che la comunicazione con le famiglie e tra le famiglie è davvero frammentaria, che c’è in genere una certa rigidità anche a livello personale. Poi credo che come ovunque vada tantissimo a fortuna e la vera differenza la facciano gli insegnanti, come ovuqnue, oltre che la classe. In media noi ci spaventiamo davanti alla giovane età e inesperienza di molti insegnanti svizzeri, ma spesso i più giovani sono anche i più entusiasti e meno rigidi, formati secondo nuovi metodi pedagogici. Come spesso nelle scuole più difficili sul piano della composizione sociale (e vi assicuro che soprattutto nelle città della svizzera tedesca ce ne sono) si trovano gli insegnanti più motivati.

A livello teorico nelle scuole son garantiti logopedisti, psicomotricisti, psicologi eccetera, a livello pratico il sistema è piuttosto rigido e a volte da un lato viene abusato di queste figure (per esempio se un bambino alla materna non è abbastanza autonomo o molto vivace). Dall’altro si dice che per problemi specifici come i disturbi specifici dell’apprendimento le scuole non siano molto preparate. Riporto quanto sentito perché non ho esperienza in merito e perché la comunicazione sia tra insegnanti e famiglia sia tra le famiglie non è così diretta e “semplice” come in Italia. Spesso i genitori non capiscono il reale funzionamento del sistema.

La scuola secondaria dura 3 anni ed è suddivisa in tre livelli a cui gli allievi sono assegnati alla fine delle elementari in base al rendimento scolastico (in alcuni cantoni è regolato proprio con una media matematica dei voti, quindi occhio), alle raccomandazioni degli insegnanti (spesso con il coinvolgimento dei genitori) e a volte a un esame d’ammissione. Le procedure di passaggio variano in base al Cantone. A seconda del livello si può accedere alle diverse scuole superiori. Queste sono liceo, scuola tecnica, scuola professionale, le quali a loro volta daranno accesso a università, scuole tecniche post diploma o al mondo del lavoro direttamente.

Il livello secondario non è obbligatorio ed è diviso in licei e scuole tecniche specializzate, che poi implicano un altro livello di studio (università o università tecniche) e quelle professionali che preparano direttamente al mondo del lavoro. Anche qui la divisione viene fatta a seconda dei risultati e delle inclinazioni personali degli studenti. Va sottolineato che non sono le famiglie a decidere (anche se vengono ascoltate dagli insegnanti).

Anche se è permesso un certo livello di permeabilità da un sistema all’altro, per esempio aggiungendo un anno, o dimostrando che si è molto bravi, va ricordato che in teoria l’accesso all’università si ha solo dal liceo, motivo per cui come dicevo prima la pressione per le scelte scolastiche inizia molto presto. Va sottolineato che gli Svizzeri sostengono sempre che per loro l’università non è affatto un obiettivo. Un po’ perché ci sono tante scuole tecniche post diploma con cui è garantito l’accesso al mondo del lavoro a un buon livello salariale, un po’ per cultura.

Spero di esservi stata d’aiuto, raccontateci anche le vostre esperienze!

Valentina, Svizzera

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Valentina Svizzera

Ciao, sono Valentina! Vivo all'estero dal 2006, trismamma e autrice di libri per bambini, aiuto le donne ovunque si trovino nel mondo, a ritrovare se stesse, riscoprire le loro passioni e i loro talenti e a realizzare business a misura dei loro sogni. Sogno un mondo più sostenibile per i miei figli e i figli dei miei figli!

1 Comment

  • Ciao valentina,
    ho letto con brama di informazioni
    il tuo articolo dato che abbiamo in previsione di trasferirci a Basel in giugno
    E mia figlia di 6 anni sta frequentando la prima elementare qua in Italia in teoria da quello che ho capito lei potrebbe iniziare a 7 anni la prima classe ?
    Grazie
    Ilaria
    Ilaria

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