Espatrio Vivere all'estero

La vita all’estero non mi ha salvata

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Written by Mimma Kuwait

A gennaio saranno otto anni che vivo in Kuwait.
Solo a scriverlo mi impressiono.
Onestamente non avrei mai immaginato di vivere così tanto qui.

Settembre è il mese delle ripartenze, dei bilanci e delle analisi.

Questa volta, e forse anche le prossime, diventerà sempre più difficile scrivere un post sulla mia vita qui.
Aprire la finestra e farvi sbirciare.
Raccontarvi qualcosa di utile o almeno in cui potete identificarvi.
E allora ho pensato a voi che, come me, ormai siete fuori da un po’. A voi che magari vivete in un posto che potete chiamare casa.
Io Kuwait non posso chiamarla casa, ma la sento comunque così.
Voi potete capire il mio sentire.
Non mi sento più una specie di eroina solo perché sono partita.
Quel sentimento di forza che ti pervade quando esci fuori dalla tua comfort zone ormai l’ho superato.
Quel sentimento a cui ti aggrappi per trovare il coraggio di costruirti la tua vita ogni giorno.

Faccio una piccola premessa.
A me la vita all’estero non mi ha salvata.
Leggo di tanti che si sentono finalmente valorizzati, finalmente capiti, apprezzati.
Che si sentono forti fortissimi perché fuori dei confini italici ce l’hanno fatta.

Io non mi stancherò mai di dirlo che in Italia ci stavo bene.
Io lì ce l’avevo fatta.
Avevo un buon lavoro, ottimi amici, una bella casa.
Non pativo il sistema. Forse perché considero Milano una città meritocratica. Non avevo nulla di cui lamentarmi.
Non avevo frustrazioni legate alla società che ti giudica per come ti vesti o come ti fai i capelli.
Cosa che sento spesso dire da chi vive all’estero e ora si sente finalmente libero.

Mi è sempre piaciuto vestirmi bene, essere in ordine, sana e in forma.
Forse un po’ troppo colorata per gli standard milanesi, ma non mi ha mai toccato o interessato uniformarmi. Sorridevo.
Certo ora non mi trucco al mattino, ma se ho un’occasione lo faccio.
Per me, perché mi sento meglio io, non per gli altri.

Insomma, ripeto, a me la vita all’estero non mi ha SALVATA.
Anzi, la vita all’estero mi ha obbligato a lavorare molto su me stessa, pur sempre in una posizione da privilegiata.
Ma anche quella fase è passata.
Non mi sembra che necessito di super poteri come all’inizio.
Ci sono ancora i giorni no, la paura del futuro e diverse incertezze.

Ma mi sembrano un male necessario che tutti hanno per il solo fatto di vivere.

Kuwait ora mi sembra facile e mi chiedo perché mi sia così preoccupata all’inizio.
Continuano ad esserci cose che non mi piacciono.
Ma come capita ovunque.
Fatico a capire chi si lamenta sempre.
Mi chiedo se hanno dimenticato da dove venivano. Penso che forse fanno lo stesso errore di mia figlia che identifica la vita in Italia con il periodo delle vacanze.

Questo settembre è stato un po’ duro all’inizio.
Perché vivere qui da otto anni significa che vedi tutti partire e lo scorso giugno si è portato via tantissime persone. Le più care.
Ancora una volta sono dovuta ripartire da me e solo da me.
Ma ormai conosco i trucchi, so cosa devo fare.
So che devo aspettare.
Insomma non ho bisogno più di super poteri.

Mi basta vivere questa vita.
Senza troppi clamori, senza fare troppe storie e soprattutto sapendo che se qualcosa va male ho delle persone su cui contare.
In primis mio marito, mia figlia e la mia famiglia.

Ecco, la vita all’estero non mi ha salvata.
L’espatrio mi ha fatto vivere alcune esperienze incredibili e soddisfazioni importanti, ma alla fine l’espatrio ha solo confermato che ciò che più conta è la mia famiglia.

E che ho fatto benissimo a sceglierla.

E io sono io, a prescindere da dove vivo.

Mimma

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Mimma Kuwait

Giovane quarantenne, mamma di una very funny girl, partita per amore per Kuwait City al grido di “oh poverina” e “ma non ti annoi” sono riuscita a realizzare una grande impresa in mezzo al deserto: trovare il mio vero io. Terrona, comunicativa, pr, scrittrice, sostenitrice della forza del pensiero positivo e grande estimatrice dell’amicizia tra donne di tutte le razze, lingue ed età.

6 Comments

  • Questo post mi piace moltissimo, é di una profondità e maturità assolutamente apprezzabile, si sente la compiutezza che hai raggiunto e che prima non emergeva. Brava Mimma. Ho apprezzato molto l’idea che trasmetti. Complimenti.

  • Ti leggo da tanto, ti posso dire che secondo me hai bisogno dell’Italia? Anche l’Italia però ha bisogno di te. Ti auguro di tornarci presto, e nel frattempo
    di continuare a trovare il bello che c’è attorno a te.

  • Che bel post Mimma! E che bella che sei!
    Io la penso come te, espatriata solo per 3 anni con due bambini solo perché ho scelto la nostra famiglia. La cosa più bella e importante che ho.
    Che i tuoi sorrisi possano sempre illuminare chi incontri!

  • Finalmente leggo un pensiero simile al mio! Anche io in Italia stavo benissimo, ero addirittura più serena di adesso. Eppure mi son trasferita in Giappone ed ora sono alla ricerca di una nuova me…

  • Sento molto vicino questo modo di essere: non mi lamento dei posti dove mi è capitato vivere, ma non stavo male neanche a casa mia! Per certi caratteri funziona di più mettere una barriera tra il “prima” e il “dopo”, identificando tutto il male e le frustrazioni nell’Italia e tutto il bene e le opportunità nel nuovo Paese. Io questo atteggiamento non lo comprendo ed è uno dei motivi per cui non riesco molto a legare con gli expat, anche se poi qualche perla la trovo sempre (per fortuna!).
    Un abbraccio!

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