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La voglia di espatriare di Gelsomina

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Written by Guest

Lo ricordate il gioco del Tetris?

Lo scopo consisteva nel mettere in perfetto ordine ogni mattoncino colorato e di forme differenti che cadevano dall’alto: la missione fondamentale del gioco era quella di non lasciare mai spazi vuoti fra i diversi pezzi. Realizzare l’incastro perfetto insomma. E quando completavi un’intera riga orizzontale, questa veniva poi eliminata.

Beh a me ogni giorno sembra di giocare a Tetris nel tentativo di incastrare tutto , vivendo anche quell’ansia assurda che ti prende quando sbagli a posizionare un solo, unico, maledettissimo pezzo perché sai che da li a qualche secondo vedrai comparire la scritta GAME OVER.

Un’altra giornata da incastri imperfetti!

Come se il fine ultimo del vivere le proprie giornate fosse proprio quello di riempirle il più possibile.

Ecco, la mia quotidianità va un po’ così: il lavoro, la palestra, la spesa al supermercato, le sedute settimanali dalla psicologa nella speranza di (ri) trovare se stessi. “Forse però se andassi prima a fare la spesa e subito dopo in palestra, poi avrei tempo anche per……..”.

Tutti i giorni cosi’,  a riempire i vuoti tra i “Non vedo l’ora che arrivi venerdì!” e i “Speriamo passi in fretta questa settimana!”.

Ma come diavolo si fa a sperare che passi in fretta e si consumi velocemente il bene più prezioso e irrecuperabile che abbiamo? IL TEMPO. E io ogni giorno di più sento di non essere padrona del mio tempo.

Ho sprecato tante, troppe giornate della mia vita a rincorrere qualcosa che gli ALTRI volevano per me : una laurea in economia che mi consentisse di trovare più velocemente lavoro (non importa se lo studio della ragioneria, dopo la nebbia, il freddo e la gente falsa e ipocrita, fosse la cosa che meno tollerassi al mondo);  un lavoro stabile, il tanto ambito “posto fisso”  per intenderci, e magari anche ben pagato in modo da racimolare quei soldi NECESSARI  per fare/comprare cose.

Il tutto condito dal disperato e inconscio tentativo di bilanciare  l’insoddisfazione quotidiana.

Shopping, cene fuori, week end in posti chic, tutte cose che ad un tratto appaiono magicamente indispensabili. E poi il matrimonio e un figlio , tutto ineluttabilmente nell’ordine indicato.

Spersonalizzarsi  inseguendo le ambizioni degli altri e credere di non averne di mie: è così che si finisce per non capire più cosa davvero si vuole per sé, dalla propria vita.

“Non si vive per accontentare gli altri”. Avrei voluto capirlo prima e reagire.

Aggiungici anche che non sei più nei venti e, che alla soglia dei 34 anni,  ti senti di non appartenere nemmeno più ai trentenni o quasi; mettici che tutti sono bravi a farti sentire che : non è più tempo, non è più tempo per cambiare vita, non è più tempo di mettere in discussione tutto, se tu avessi avuto le idee più chiare, e altre frasi simili da repertorio.

Ma ditemi voi come si fa ad averle queste idee chiare quando la pressione di chi ti sta intorno offusca tutto? Una vita combattuta tra mente e cuore, passioni soffocate o forse semplicemente  mai emerse.

Poi a volte mi desto e penso che alla fine di tempo non sappiamo quanto ce n’è e che voglio almeno provarci ad inseguire i miei sogni, nonostante mi senta dire che in fondo l’essere umano è naturalmente insoddisfatto e che io sarei insoddisfatta in qualsiasi posto del mondo.

Può darsi…ma vuoi mettere un’insoddisfazione con un cocktail vista mare che sa di scelta e di libertà?

Io oggi sento di non appartenere al luogo in cui vivo, alle persone che vivo, e invece di sperare che arrivi il momento giusto mi auguro di capire presto che il momento giusto non esiste , ma esistono ancora infinite possibilità di poter essere felice. Basta crederci ed agire e reagire.

Perché la felicità esiste ed è un diritto di ognuno di noi quello di andarsela a prendere. E non risiede certo nel tentativo di portare a termine una partita perfetta a Tetris tutti i giorni della nostra vita.

Gelsomina – Una potenziale espatriata in attesa di spiccare il volo…

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Se anche tu sei come noi una #adieffina per il mondo, alle prese con nuove abitudini, costumi, lingua e fusi sei la persona che fa per noi. Raccontaci la tua storia, chiacchiera con noi, allarga i nostri orizzonti. Questo spazio è tutto per te .

3 Comments

  • Intanto complimenti per riuscire a fare palestra…io tra due lavori e due figli piccoli ancora non ci sono riuscita…
    Perche’ la spesa ogni giorno? Falla il sabato, magari pensando al menu settimanale e risparmierai molto tempo e stress mentale di quello del tipo “oddio cosa cucino….”

    Scappare non serve a nulla, inizia subito a fare quello che tu vuoi.
    Io non lo so…ma dalle tue parole traspare un’ansia/ impotenza/ confusione che riconosco in me……Un anno fa ho trovato Al Anon, un gruppo sano (mondiale, non setta, gratuito, trovi molto online e sono radicati ovunque) che supporta familiari e amici di alcolisti ed ho trovato il supporto per finalmente focalizzarmi su di me e iniziare a dire no a tante cose.
    Sono cresciuta nell alcolismo, ho sposato un alcolista e ci sono dei motivi per questo.
    Sto affrontando la mia vita e sto raggiungendo maggior serenità.

    Forse ho cannato di bruttoma in ogni caso io ti auguro il meglio mamma acrobata, come tutte noi. Andrà benissimo…

  • Lucio Anneo Seneca, uno che ne capiva, scrisse: “Animum debes mutare, non coelum”. In tutta sincerita’, non so se cambiare paese risolverebbe il suo disagio, che comunque profondamente rispetto, perche’ lo percepisco sincero.
    In bocca al lupo.

  • Lucio Anneo Seneca, uno che ne capiva, scrisse: “Animum debes mutare, non coelum”. In tutta sincerita’, non so se cambiare paese risolverebbe il suo disagio, che comunque profondamente rispetto, perche’ lo percepisco sincero.
    In bocca al lupo.

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