Family&Kids Vivere all'estero

Come crescere un bambino bilingue

crescere un bambino bilingue
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Written by Nadja Australia

I miei figli sono nati e cresciuti all’estero. Il problema del bilinguismo me lo sono messa tante volte (anche trilinguismo se ricordate!).  Come crescerli con più lingue senza fare confusione? E quali sono i benefici? Abbiamo chiesto ad alcuni esperti e queste sono le loro riflessioni. Fateci sapere la vostra.

 

Il desiderio di ogni genitore è quello di dare il meglio al proprio figlio. Anche dal punto di vista dell’istruzione linguistica sono sempre più numerosi coloro che ambiscono a che i figli padroneggino più di una lingua. La conoscenza di più idiomi offre molteplici vantaggi futuri in ambito sociale, culturale o lavorativo.

Le statistiche confermano che in Italia, ormai nazione fortemente multiculturale, un bambino su cinque ha un genitore che, essendo straniero, parla una lingua diversa dall’italiano. Un bambino nato in una famiglia “mista” è naturalmente e spontaneamente portato ad imparare due lingue contemporaneamente, divenendo quindi un soggetto bilingue.

È possibile crescere un figlio bilingue? Che dire di chi non cresce in una famiglia multilingue?

Lavorare affinché il proprio figlio cresca bilingue è una sfida che sempre più genitori colgono e ritengono sia quella migliore.

Nella fase dell’apprendimento di una seconda lingua è importantissimo capire “quando”. Gli esperti concordano che il momento migliore sono i primi anni di vita durante i quali il cervello del bambino è più elastico e ricettivo.

Di seguito vogliamo analizzare alcune questioni:

– Quali sono i benefici effettivi del bilinguismo?

– Come fare a crescerlo bilingue?

– Bisogna ricorrere ad un aiuto specializzato?

 

I BENEFICI DEL BILINGUISMO

I benefici di comprendere, parlare e padroneggiare perfettamente due canali linguistici sono innumerevoli, ne vogliamo menzionare di seguito alcuni:

– miglior sviluppo intellettuale

– migliori interazioni sociali

– sviluppo di livelli di controllo cognitivo più elevati

– incremento della concentrazione e diminuzione delle distrazioni mentali

– miglioramento delle funzioni cerebrali

– maggiori sbocchi lavorativi futuri

Come crescere quindi un bambino bilingue?

COME CRESCERLO BILINGUE

Il cervello di un bambino è paragonabile ad una tavola bianca sulla quale è possibile imprimere un flusso di informazioni. Una spugna che si imbeve rapidamente dei dati che riceve. Via dunque le ansie e le preoccupazioni sulla possibile “confusione” che si possa creare nella loro mente.

Primo aspetto importante è quello di parlare in casa entrambe le lingue. Nel caso di coppie miste, risulta efficace che ciascun genitore comunichi con il bambino nella propria lingua madre, cosi da creare un ponte comunicativo con il proprio figlio. Naturalmente non si dovrà mai utilizzare la lingua ‘straniera’ come mezzo d’esclusione, per non farsi capire dagli altri, bensì un mezzo di unione familiare e culturale.

Un altro aspetto fondamentale, risulta essere la pazienza e la costanza che i genitori dovranno coltivare e mantenere durante gli anni di formazione del bambino. Questo sarà particolarmente rilevante se e quando il figlio dovesse avere una “preferenza” tra le due lingue. Non arrendersi sarà la chiave del successo.

Oltre a tutto il lavoro fatto in casa, risulterà senz’altro utile il supporto di attività educative svolte al di fuori delle mura domestiche.

AIUTO SPECIALIZZATO

Per consolidare il lavoro svolto in casa dai genitori, è assolutamente consigliato il supporto dei professionisti dell’apprendimento. Per questo negli ultimi anni sempre più famiglie si orientano verso la scelta di una scuola per crescere un bambino bilingue.

Fin dalla scuola dell’infanzia (puoi conoscere una di queste realtà cliccando qui), molti istituti bilingue offrono una guida e un’istruzione linguistica adatta al livello d’apprendimento dei più piccini.

Il tutto viene gestito secondo i metodi formativi approvati dal Ministero dell’Istruzione Italiano. Anche il programma scolastico è in linea con gli altri istituti statali. Questo eviterà uno sradicamento della cultura italiana pur garantendo un altissimo livello di acquisizione della seconda lingua.

Nadja, Australia

 

Thanks to Tim Mossholder for sharing their work on Unsplash.
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Nadja Australia

Espatriata per lavoro ormai più di 15 anni fa, con mio marito abbiamo vissuto in Serbia, Romania, Bulgaria, Arabia Saudita,Peru, Argentina e adesso Australia! Con noi due bimbi globetrotter che ci accompagnano nella nostra pazza vita girovaga!Il nostro mantra? Home is not a place, it's a feeling! Con la Sardegna nel cuore, viviamo dove ci porta il lavoro e ci godiamo ogni piccola cosa che i paesi ospitanti ci offrono con l'entusiasmo della prima volta!

4 Comments

  • Sono sempre stata convinta che conoscere il maggior numero di lingue possibili sia un tesoro incalcolabile. Ne conosco più o meno bene 4 e mi hanno aiutato nel lavoro, ma anche a leggere in lingua originale. Conosco un bimbo di 5 anni che parla le due lingue dei genitori, italiano ed arabo. più tedesco, inglese e la lingua del paese in cui abita. E non sbaglia mai, rispondendo a tono a chi gli si rivolge.
    Ha un patrimonio personale, che gli sarà utilissimo nella vita! Ne sono convintissima!

  • Cara Nadja, un articolo che calza a pennello con la situazione attuale di Leo. E’ un gran lavoro per noi ma soprattutto per lui: italiano con me, spagnolo con il papa’ e tedesco fuori dalla famiglia. Il suo cervello e’ una spugna su una montagna russa in cui si alternano momenti di alto con una lingua, momenti di bassa con un’altra e cosi’ via. Il tedesco pur sentendolo dai sette mesi di vita ancora non lo parla propriamente e ci stiamo affidando a una logopedista. Piano piano ci sono le prime risposte ma quanta pazienza ci vuole su tutto, e coscientizzare che ogni bambino ha tempi propri!

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