Espatrio

Le prime dieci cose bizzarre per un’Italiana in Inghilterra

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Written by Guest

Sono una expat fresca fresca, mi chiamo Azzurra e con la mia famiglia di 4 italo ghanese sono approdata nell’estate 2020 in Inghilterra.
Da neo expat, ci sono alcune cose che mi hanno davvero colpito, ad alcune sono riuscita ad adattarmi subito, ma ad altre non riesco proprio a trovare una soluzione e magari qualcuna di voi che mi legge , più esperta di me potrà farmi comprendere o anche solo rincuorarmi.
1)DOVE SONO SPARITI TUTTI I BIDET? Per prima cosa, per favore, qualcuna di voi mi dica che prima poi troverò la pace per il fatto che qui le case, la mia compresa, siano sprovviste di bidet. Essendo partita consapevole del fatto che ad utilizzarlo in Europa siano solo Italia, Spagna e Portogallo, era una dei miei più grandi crucci prima di approdare nel Regno Unito e no, per ora non mi sono ancora rassegnata all’idea che sia cosi.
2) HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA : SI SONO SCORDATI LE TAPPARELLE Sono arrivata qui in piena estate e quando le giornate ci regalano tantissime ore di luce, il sole sorge alle 4.30 e tramonta alle 21.30 , bellissimo. Unico problema non capisco come nessuno abbia mai sentito il bisogno di oscuranti, le finestre hanno solo delle tende molto spesse che fanno passare comunque la luce dai bordi della finestra, ergo: alle 4.30 la camera è già illuminata e io lì puntuale a fissare il soffitto . Ho risolto con una mascherina per la notte che è diventata un must del mio outfit notturno, grazie alla quale ho finalmente riniziato a dormire e chi la molla più!
3) SE IN BAGNO NON C’E’ POSTO PER IL BIDET FIGURIAMOCI PER LA LAVATRICE , METTIAMOLA IN CUCINA! Un ‘altra di quelle cose che mi urtava l’occhio anche solo negli annunci delle case inglesi era vedere oltre i metri quadri ricoperti di moquet a cui ho detto NO categorico , era la lavatrice in cucina. Ecco non vi negherò, ora che la sto utilizzando, che non mi dispiace proprio per niente, è un pò come avere tutto sotto controllo, mi spiego meglio: non rischi mai di accendere la lavatrice insieme alla lavastoglie e di far saltare la luce dato che sono una di fianco all’altra e sopratutto non ti dimentichi MAI di stenderla! Io sono reduce da una casa in Italia con lavanderia al piano interrato e ho potuto dire ufficialmente addio ai risvegli notturni di “cavolo non ho steso la lavatrice !”
4) LA NON MODA INGLESE. Per quanto riguarda la questione estetica sono rimasta piacevolmente colpita dalla totale assenza di senso del gusto degli inglesi, non fraintendetemi non è una fashion blogger a parlare (anzi detto proprio fra noi non me ne può fregar di meno) ma proprio perchè io non ci ho mai perso troppo tempo e mi sono presa spesso tirate di orecchio per cadute di stile dal mio compagno e amiche, ora trovo la cosa piacevole, diciamo che per me è una preoccupazione in meno. Questi occhi hanno visto accostamenti che avrebbero fatto sanguinare gli occhi a qualsiasi esperta di moda o armocromia: bambine con gonne scozzesi e calze a righe multicolore, anziani con completi rosa e calzetti verdi pistacchio dentro saldali o signori con completi grigi e calzetti gialli fluo in bella vista .Tutti segnali che per me volevano dire solo una cosa: LIBERTA’.
5) FIGLI AL GUINZAGLIO. Per me è stato uno shock iniziale , qui è molto più diffuso rispetto all’Italia l’utilizzo della cosidetta pettorina per bambini . Cosa che mi ha sempre fatto venire i brividi solo al pensiero e invece vi confesso che mi sono molto ricreduta dopo aver parlato con una mamma che la utilizzava. Mi ha spiegato che contrariamente a quanto possa sembrare il bambino si sente molto libero perchè non si sente tirare, ma anzi per lui vuol dire muoversi autonomamente . Pertanto lo rinforza sia a livello di carattere rendendolo più indipendente, che a livello motorio. Inoltre rispetto all’utilizzo del passeggino il bimbo tende ad impigrirsi meno , essendo abituato ad uscire camminando da solo. Ovviamente non parliamo di lunghe passeggiate o escursioni dove ho sempre benedetto il cielo di avere un passeggino ad ombrello appresso e non credo che in quei casi, la pettorina potrebbe essere una soluzione ma per i tratti brevi o passeggiate quotidiane penso sia un’ottima alternativa.
6) AAA MELANINA CERCASI. Un’altra magra consolazione per me che in Italia non potevo avere é stata l’ assenza generale di abbronzatura . Da figlia di coppia sarda/abruzzese ho passato la mia infanzia-adolescenza a fare la mozzarella tra i miei parenti che dopo due giorni di mare puntualmente diventavano dorati e scuri come gli abitanti delle Hawaii, ovviamente tutti , a parte io e mio papà, che l’unico colore che potevamo avere in quei giorni poteva farci assomigliare solo alle tribù dei pellerossa. Crescendo poi avendo il compagno ghanese ho sicuramente risparmiato questo inconveniente alle mie figlie, ma io mi sono solo complicata la situazione, risultando spesso nelle foto di famiglia l’elemento di riflesso, alla stregua di uno specchio e creando serie difficoltà pure al mio telefono a regolare luce e contrasto per renderci tutti ben visibili. Ma qui vi assicuro che passeggiando tra le tipiche carnagioni inglesi io posso tranquillamente definirmi abbronzata allo stato naturale, che soddisfazione!
7) PIOGGIA E VETRI. Dopo aver finito di sistemare le ultime scatole del trasloco mi è venuto in mente di dedicarmi alla pulizia dei vetri, ecco non potete immaginare la mia faccia quando mi sono avvicinata con tutto il mio armamentario e ho realizzato che le finestre si aprono solo verso l’esterno. Che c’è di strano direte voi? Il problema è che io abito al primo piano e anche volendo tirare fuori tutte le mie doti di contorsionista che non ho, non potrei mai riuscire a pulirle senza cadere al piano di sotto. Che delusione ragazze. Penso che l’unica soluzione sarà procurarmi attrezzature da lavavetri professionisti per esterni o chiamarne qualcuno alla peggio! Ma nel mio immaginario proprio non mi capacito, sarà mai successo che chi si occupa nella casa inglese delle pulizie si sia mai svegliato dicendo: “E oggi , vetri!” e sia quindi caduto nel mio medesimo quesito? O volete farmi credere che in Inghilterra le finestre si lavano solo con la pioggia? Che poi detto fra noi, se piove ogni due giorni, puliti quanto lo resterebbero?
8)NON IMPORTA IL TUO NOME,DIMMI IL TUO CIVICO E TI DIRO’ CHI SEI. La cosa più importante nell’ indirizzo in Inghilterra oltre il cap è il numero civico, mi spiego meglio, per questione di privacy non ci sono nomi alle porte o campanelli, ma il postino fa fede solo al numero civico. Per capirci se in Italia puoi spedire tranquillamente una lettera senza civico qui vuol dire mandarla diretta al cestino. Non so dirvi quale delle due metodologie se quella inglese o quella italiana sia la migliore, penso sia presto per dirlo, ma devo dire che in un mese abbiamo ricevuto molta posta non nostra, perchè riportava il nostro civico e l’ abbiamo sempre depositata fuori dalla porta per farla ritirare nuovamente al postino, ponendo sopra la dicitura NOT HERE a penna .
9) TURN LEFT OR TURN RIGHT ? Un’ altra questione sui serramenti mi manda via di testa: e cioè il verso in cui girare la chiave per aprire e chiudere, che a quanto pare è l’opposto dell’Italia, ma indagherò per capire se la mia porta è una eccezione o sono tutte le porte inglesi che si chiudono a chiave girando la chiave a sinistra e si aprono girando la chiave a destra .
10) IL REGNO DELLA CARTA DA PARATI. La carta da parati era un’altra di quelle cose a cui mi ero già rassegnata ancora prima di approdare in Inghilterra, ma una volta qui con grande orgoglio riportavo alle mie amiche italiane : “No , no in casa per fortuna non c’è!” Voi non ci crederete, ma ci ho messo circa un mese per rendermi conto che la casa dove sto vivendo non solo aveva i muri, ma perfino i soffitti ricoperti di carta da parati! Lei c’è, c’è sempre , anche dove pensi che non ci sia, non ti deluderà nelle case inglesi la carta da parati c’è sempre!
Eccoci qui alla fine di questo mio primo resoconto care amiche di fuso , sono impaziente di leggere i vostri commenti o messaggi di supporto o le cose che proprio non riuscivate a mandare giù appena essere approdate in terra straniera e sopratutto come le avete affrontate.
Vi abbraccio forte !

Azzurra @sotto_ilcielo_azzurro_dilondra

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Guest

Se anche tu sei come noi una #adieffina per il mondo, alle prese con nuove abitudini, costumi, lingua e fusi sei la persona che fa per noi. Raccontaci la tua storia, chiacchiera con noi, allarga i nostri orizzonti. Questo spazio è tutto per te .

6 Comments

  • Io ho vissuto sia in USA che in UK e ti dirò che le abitudini si assomigliano, la differenza è’ che negli USA e’ solo tutto più grande e spazioso!
    Negli USA mi ha infastidito molto l’aria condizionata che è troooppooo bassa rispetto alla temperatura esterna e che mi ha fatto subito ammalare! Per quanto riguarda il fattore moda ho provato lo stesso tuo sentimento, ma al mio rientro in Italia ho inorridito tutti! Mia msmma per prima

    • Ciao Giorgia! Che piacere avere un confronto Diciamo che con il fatto che io ne abbia sempre avute di défaillance in fatto di abbigliamento conto di non scioccare nessuno al mio rientro in Italia Per il confronto con Usa mi fido sulla tua parola, purtroppo non ci sono mai stata. Grazie davvero per essere passata per il mio articolo e avermi lasciato il tuo punto di vista

  • Proprio qualche giorno fa ho postato un articolo nel mio blog in cui raccontavo di come sono fatte le case e alcune particolarita’ sono proprio quelle che hai elencato tra le cose bizzarre. Noi quando siamo arrivati qui non abbiamo mai cercato il bidet, credo che il fatto d’aver vissuto prima in Irlanda e poi in Francia ci abbia fatto abituare a vivere senza 😉 Quello che ha aiutato tanto noi negli anni di espatrio è stato il non cercare quello che c’era in Italia, ma l’abbracciare forte il nuovo, capirne le motivazioni (che scava scava ci sono, pure per i rubinetti separati!!) e godersi il bello che c’è! In bocca al lupo per tutto, Fabiana x

    • Ciao carissima Fabiana , hai assolutamente ragione. Dal mio arrivo qui sono passati sette mesi e tanti aspetti che per me inizialmente erano assurdi, ora sono la normalità . Oppure come dici tu ne ho capito il senso che da “ straniera” non mi era facile comprendere da subito. E sopratutto cosa che mai mi sarei aspettata mi sono innamorata di questo cielo, che muta così in fretta e così spesso e me lo fa apprezzare in ogni sua condizione uggiosa o a pecorelle che sia . Ti ringrazio molto per essere passata di qua, e vado subito a dare un’occhiata ai tuoi scritti .
      Una buona giornata

  • Benvenuta a Londra! Devo dire che io, venendo da 10 anni di Scozia, l’ho trovata subito super soleggiata e a me il clima qui piace molto. La storia della chiave mi ha fatto ridere un sacco! La mia si gira nel verso giusto, ma a casa di mio suocero, per esempio, e’ il contrario…mistero! Invece in quanto a tapparelle, sono messa come te…da aprile, allora, tutte sveglie alle 4.30 a fissare il soffitto 😀

    • Ciao Fede! Devo ammettere che sarà per la sua brutta fama, per quanto riguarda l’aspetto mi sono più ricreduta. Questo cielo mi regala davvero paesaggi mozzafiato sia quando fa brutto che quando fa bello. Per la questione serrature mi faceva troppo arrabbiare all’inizio. Hai presente quando esci di fretta da casa e l’ultima cosa in cui vorresti incappare è la tua serratura ? Ecco stavo lì a bisticciare tra mille imprecazioni per minuti. Ora devo ammettere che abbiamo fatto la pace Per le ore di luce con la mascherina ho risolto tantissimo il problema , e quando non lo scappa nel sonno mi permetta di dormire le mie ore necessarie. Grazie di cuore per esserti fermata qui a confrontarti con me

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