Viaggi

Viaggiare ci rende per forza migliori?

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Written by Manuela Sydney

Mi ricordo che da ragazzina avevo la smania di viaggiare per il mondo, la smania di lasciare il mio paesello, la smania di scoprire cose nuove, la smania di contestare tutto per costruire la mia propria linea di pensiero.

Ho lasciato il mio paesello a 18 anni e ho viaggiato tanto.
Ho vissuto tanta Africa, ho visitato moltissimi Paesi (39, per la precisione), ho conosciuto moltissime persone. E, da quasi cinque anni, vivo in Australia.

Non sapete quante volte sento dire che viaggiare apre la mente e rende le persone migliori.
Con questo post non voglio certo confutare quest’affermazione, perché ha una parte grande di verità. Indubbiamente è vero che, più vediamo e stiamo in contatto con persone e culture diverse dalla nostra, e più maturiamo e allarghiamo le nostre vedute.

Credo però che non si tratti di un’equazione perfetta.
Non è sempre così.
Non è detto che sia così.
Credo che avere la mente più aperta non sia una conseguenza diretta del viaggiare.

Credo piuttosto che dipenda da chi siamo noi.

Se abbiamo dentro un anelito a crescere, se sentiamo viva una fiammella che ci spinge a cercare, a porci domande, a metterci in dubbio, allora qualunque esperienza di vita porterà con sé crescita interiore e apertura verso il mondo. Anche se dovessimo rimanere confinati nelle stesse quattro mura per la nostra intera esistenza.

Ne sono profondamente convinta.

Conosco espatriati e viaggiatori di ogni sorta. E tanti hanno vedute davvero limitate. Inscalfibili nelle loro opinioni e pronti a rivendicare di continuo la loro “superiorità” rispetto a chi non è espatriato o ha viaggiato meno di loro.
Così come conosco persone che non hanno viaggiato mai e hanno tutti i giorni qualcosa da insegnarmi.

E anche il contrario, ovviamente.

Chissà perché, come esseri umani, sentiamo questo continuo bisogno di sentirci migliori. Di sentire che la nostra esperienza è più speciale, più profonda, più proficua.

Io, dopo tanto viaggiare, ho capito che la mia crescita interiore dipende da me e solo da me. Che ogni esperienza che la vita mi pone davanti è una meravigliosa occasione per scavare, smussare, costruire. Ho capito che tutto quello che cercavo, cerco e cercherò con tanta smania, già ce l’ho. Sempre l’ho avuto e non sempre lo vedo.

Ma va bene così.

Ho imparato che tengo moltissimo alle mie radici e amo la mia casa.
E mi ritorna in mente una frase di Proust che, incredibilmente, avevo scelto come incipit della mia tesi di laurea:

Un vero viaggio di scoperta, non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi.

E di citazione ve ne lascio anche un’altra, dal libro L’audacia di vivere:

Osare vivere significa essere consapevoli che ogni istante si nasce, si muore, si rinasce, si perde ciò che siamo per diventare altro. Significa non avere più paura di ciò che portiamo in noi stessi: questa è la vera via spirituale.

Voi come vi ponete? Che idea avete della crescita personale? Credete che migliore e peggiore siano aggettivi adatti, quando si parla di argomenti del genere?
Sono davvero curiosa di leggervi.

Manuela, Sydney

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Author

Manuela Sydney

Sono una persona curiosa. Spesso i dettagli mi attraggono più dell’insieme. Amo viaggiare (e anche tornare). La mia passione più grande è il teatro. Ho due figli, sono calabrese, ma anche romana. Sono laureata in lettere con indirizzo teatrale e a Roma organizzavo eventi culturali. Ho fatto per 2 anni la spola tra Nigeria e Italia e per 4 anni tra Namibia e Italia.
Da qualche tempo vivo a Sydney con tutta la mia famiglia, studio naturopatia e lavoro in una radio!

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