Espatrio Vivere all'estero

Expat, Immigrato ed Emigrato

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Written by Nadja Australia

Il titolo originale che avrei voluto dare a questo articolo era: “Le guerre lessicali dei termini: Expat, Immigrato ed Emigrato – Chi combatte per il titolo del miglior straniero?”, ma era troppo lungo quindi ho dovuto tagliare.

Nel meraviglioso mondo della lingua, anche le parole possono scatenare vere e proprie guerre. Tra le battaglie lessicali più accese di tutti i tempi, emergono senza dubbio i termini “expat”, “immigrato” ed “emigrato”. Una volta innocui nel loro significato, ora sono diventati protagonisti di discussioni accese, polemiche senza fine e un’infinita lotta per il titolo del miglior straniero.

Sì, hai capito bene, perché se c’è una cosa di cui siamo sicuri è che il mondo non può fare a meno di una buona polemica, specialmente quando si tratta di parole. Quindi, mettiti comodo e preparati a immergerti nel selvaggio territorio delle definizioni stranianti. Chi si aggiudicherà il titolo di migliore tra i migliori? Scopriamolo insieme!

Iniziamo con gli “expat” (abbreviazione di expatriate). Questi sono gli eroi moderni, coloro che si trasferiscono in un altro paese per lavorare e vivere una vita di lusso e avventure esotiche. Gli “expat” sono come i James Bond dell’espatrio: si trasferiscono in luoghi esotici con i loro stipendi strabilianti, fanno networking con altri expat aperitivo dopo aperitivo, e si godono una vita di spiagge paradisiache e cocktail colorati. Sono la crème de la crème degli stranieri, ma con un tocco di snobismo in più.

Passiamo agli “immigrati”. Questi sono gli eroi senza mantello che si trasferiscono in un altro paese per cercare una vita migliore. Gli immigrati sono come i supereroi sottostimati: lasciano il loro paese di origine e si mettono in viaggio per cercare opportunità migliori altrove. Spesso si trovano ad affrontare sfide enormi, come imparare una nuova lingua, adattarsi a una cultura diversa e superare pregiudizi e discriminazioni. Non hanno superpoteri, ma hanno un coraggio e una determinazione incredibili.

Infine, parliamo degli “emigrati”. Questi sono gli antieroi dell’espatrio, coloro che lasciano il proprio paese per cercare fortune altrove, ma senza il glamour degli “expat” o la lotta eroica degli “immigrati”. Gli emigrati sono come i personaggi dei film tristi: lasciano il proprio paese dietro di sé, spesso a causa di difficoltà economiche o politiche, e si trasferiscono in un altro paese nella speranza di una vita migliore. Tuttavia, la realtà spesso li colpisce e finiscono per affrontare lavori sottopagati, condizioni difficili e una certa dose di nostalgia per la terra natale.

Quindi, in breve: gli “expat” vivono la dolce vita all’estero, gli immigrati lottano per una vita migliore e gli emigrati cercano semplicemente di sopravvivere altrove.

E così, alla fine di questa battaglia verbale, siamo giunti ad un punto morto. Gli “expat” si crogiolano sulle spiagge paradisiache, sorseggiando cocktail colorati e facendo networking con gli altri membri dell’élite straniera. Gli “immigrati” continuano la loro lotta quotidiana per cercare una vita migliore, superando ostacoli e discriminazioni, senza superpoteri ma con una determinazione straordinaria. Gli “emigrati”, nel frattempo, cercano di trovare un equilibrio tra la nostalgia per la loro terra natale e le difficoltà della loro nuova vita altrove.

Ma forse, solo forse, è tempo di smettere di concentrarci su chi è il migliore o il peggiore tra questi termini. Dopotutto, si tratta solo di parole che tentano di catturare l’esperienza umana complessa e variegata dell’essere stranieri. Ognuno di noi ha la propria storia da raccontare, le proprie sfide da affrontare e i propri sogni da inseguire.

Quindi, invece di alimentare polemiche senza fine su quale termine sia corretto o superiore, potremmo concentrarci sullo sviluppare una comprensione reciproca e un’apertura verso le diverse esperienze migratorie. Possiamo abbracciare la ricchezza della diversità e riconoscere il coraggio e la resilienza di coloro che si avventurano in nuove terre in cerca di opportunità.

Infine, ricordiamoci che siamo tutti esseri umani, accomunati dal desiderio di una vita migliore, di connessione e di appartenenza. Quindi, invece di combatterci per definizioni, diamoci la mano e celebriamo la meravigliosa varietà che rende il mondo un luogo così affascinante.

E con questa riflessione, lasciamo alle parole il compito di unire piuttosto che dividere, e di abbracciare la bellezza delle storie che ciascun straniero porta con sé.

Nadja, Australia

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Nadja Australia

Espatriata per lavoro ormai più di 15 anni fa, con mio marito abbiamo vissuto in Serbia, Romania, Bulgaria, Arabia Saudita,Peru, Argentina e adesso Australia! Con noi due bimbi globetrotter che ci accompagnano nella nostra pazza vita girovaga!Il nostro mantra? Home is not a place, it's a feeling! Con la Sardegna nel cuore, viviamo dove ci porta il lavoro e ci godiamo ogni piccola cosa che i paesi ospitanti ci offrono con l'entusiasmo della prima volta!

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