Expat life

Le abitudini australiane che non ho (ancora) fatto mie

Claudia Australia

A fine giugno ho festeggiato 6 anni in Australia – 6 anni dal mio arrivo definitivo quaggiù, per intenderci, perché di passaggio ci sono venuta per la prima volta nel 2008! Ricordo che, al mio primo viaggio, poi al secondo, e poi ancora agli inizi del mio espatrio Down Under, erano moltissime le cose, abitudini ed usanze di questo paese che mi stupivano e mi incuriosivano.
Dall’orario di cena all’attesa per l’autobus, dai piedi nudi ai cibi strani al supermercato, all’inizio tutto era un punto interrogativo e occhi sbarrati.

Ora che di anni ne sono passati parecchi, sono davvero poche le cose che ancora mi stupiscono e ancora meno quelle a cui, negli anni, non sia riuscita ad abituarmi. Ma ce ne sono credetemi! E allora oggi ve le voglio raccontare queste abitudini australiane che proprio non sono (ancora) riuscita a fare mie!

Spaghetti (in lattina) on toast

Una “prelibatezza” culinaria del tutto australiana (che credo sia di derivazione inglese però) che non solo non capisco, ma che non riuscirò mai e poi mai a fare mia è il cosiddetto spaghetti on toast. Ecco, se già il nome vi farà sorgere dei dubbi, lasciate che vi descriva questo piatto meglio. Da una parte avrete una fetta di pancarré, possibilmente tostato, e dall’altra avrete una lattina di spaghetti precotti con una salsa al pomodoro (o per lo meno, questo dovrebbe essere): rovesciate quest’ultimi (scaldati, se proprio volete fare i raffinati) sulla fetta di pane et voilà! Ecco pronti per voi gli spaghetti on toast! Penso di non dover dire altro, no?

abitudini australiane

immagine presa dal web

Piedi nudi ovunque

Avete presente nei campeggi italiani, i bambini tedeschi che girano sempre scalzi sotto gli occhi allibiti delle mamme italiane? Ecco, immaginatevi ora che a camminare a piedi nudi non siano bambini, ma persone di ogni età. E che non girino scalzi solo in spiaggia o nel parco, ma in città. È una cosa che mi fa semplicemente ribrezzo, oltre che essere anche pericolosa. Posso infatti solo immaginare cosa ci sia sul marciapiede di una città di 5 milioni di persone come Sydney o nei bagni pubblici di un centro commerciale… Eppure ho visto bambini a passeggio con le mamme camminare scalzi su un marciapiede pieno di vetri, persone a piedi nudi in bar e alimentari e, con mio sommo disappunto, nei bagni pubblici dei parchi e del lungomare! Incredibile!

Vegemite

La Vegemite sta all’Australia come la Nutella sta all’Italia. Solo che il paragone, a mio parere, non regge proprio. Scherzi a parte, gli australiani ne vanno tanto pazzi (e fieri), mentre agli stranieri fa (quasi sempre) vomitare. Si tratta di una crema salata fatta di estratto di lievito che si spalma sul pane come la Nutella o il burro d’arachidi insieme a un filo di burro. I locali la mangiano a colazione, ma anche come merenda il pomeriggio. Vi trarrà in inganno il colore e la consistenza della Vegemite, che potrebbero ricordare una crema alla cioccolata… ma credetemi che non ha niente a che vedere. Insomma, io l’ho provata una volta e… no grazie, io passo!

Underdressed in inverno

Ricordo il mio primo inverno ad Adelaide quando, la sera, la temperatura scendeva intorno ai 5 gradi che equivaleva, nella mia mente, a giacca, sciarpa e guanti. Peccato che a pensarla così fossi solo io! Gli australiani infatti – o meglio le australiane – se ne fregavano bellamente del freddo e se ne stavano in fila fuori dai locali con addosso solo un misero vestitino estivo o al massimo una maglietta a maniche corte sui leggins! Assolutamente fuori di testa per me, anche se poi ho scoperto che il motivo è la mancanza di un guardaroba all’interno dei locali. In ogni modo, lo facessi io starei male due giorni, ma si vede che non ho più la tempra di una volta! Altra stranezza che ancora vedo ogni giorno d’inverno per le strade di Sydney sono i ragazzi in infradito, pantaloncini, sciarpa e cappello! Mah! Io dal canto mio sfrutto a pieno i tanti vestiti invernali che ho nei 2 mesi all’anno in cui li posso mettere e via!

winter in australia

Cappuccino col pranzo

Devo ammettere di essermi abituata senza troppi problemi a bere il cappuccino a qualsiasi ora del giorno: il caffè ristretto qui non lo beve praticamente nessuno e il momento caffè è una pausa conviviale da godersi con calma. Niente a che vedere con i 10 secondi che ci si mettono in Italia per scolarsi un espresso al bancone del bar! Ma tutta un’altra storia per me è bere il cappuccino, non alla fine del pasto, ma durante! Quando si va fuori a mangiare qui la prima domanda che il cameriere ti pone è cosa vuoi bere. Se la tua risposta è a base di caffè ma, come si usa in Italia, questo lo vuoi consumare alla fine del pasto, ti conviene specificarlo… altrimenti il caffè ti verrà servito insieme al cibo, se non addirittura prima!

Binge drinking

Risulterò forse un po’ moralista e vecchio stampo (cose che non sono per niente), ma una cosa che proprio non capisco – e a cui non mi abituerò mai – è il modo e la quantità in cui gli australiani bevono! Un problema enorme, a mio parere, che colpisce soprattutto i giovani sotto i 25 anni ma che, ahimè, caratterizza tutta la società australiana. Non ho nessun problema a bere una birra ogni tanto o un bicchiere di vino insieme ai colleghi o una bevanda fredda ai tanti barbecue e picnic. Quello con cui ho problemi è il bere per ubriacarsi e l’esagerare giusto per essere fighi che sembra accompagnare una normale serata al pub dell’australiano medio.

Esercizio a ogni ora

Vi avevo già raccontato qui come l’Australia in generale – e Sydney in particolare – sia ossessionata dal fitness. C’è chi si fa un’ora di palestra prima di andare in ufficio, chi va a correre in pausa pranzo, chi si spara 50 vasca dopo il lavoro. Ci sono palestre aperte 24/7 a ogni angolo, corsi per ogni sport immaginabile e tantissime strutture gratuite per praticare esercizio all’aperto. Ecco, io ho sempre praticato sport e mi piace mantenermi in forma, ma a tutto c’è un limite. Non mi vedrete correre alle 6 di mattina, né tuffarmi in piscina con 10 gradi. In pausa pranzo preferisco farmi un bel panino piuttosto che 100 flessioni e, dopo il lavoro, preferisco riposarmi sul divano piuttosto che su un tapis roulant. Ma detto questo, tanto di cappello a tutti quelli che riescono a mantenere questo disumano ritmo di esercizio!

Rock pool sydney

Devo ammettere che mi è costata un po’ di fatica pensare a quelle abitudini australiane che ancora non sono riuscita a fare mia. Forse perché col tempo ci si abitua a tutto, forse perché certe cose dopo anni non risultano più diverse, forse perché la mia routine negli anni è mutata. Ma ecco, queste sono le usanze a cui sono riuscita a pensare che, per il momento e forse per sempre, restano ancora molto straniere per me. E voi? Ci sono abitudini e usanze del vostro paese che non siete riusciti ad accettare?

Claudia, Australia

 

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Claudia Australia

Claudia Australia

Viaggiatrice da sempre, ho studiato e vissuto negli Stati Uniti e Francia, prima di raggiungere definitivamente il mio bell’avvocato in Australia. Dal 2011 chiamo casa questo strambo ma spettacolare paese a testa in giù, e casa lo è diventata ancora di più da quando sono diventata cittadina australiana! Sono all’ultimo anno di un Dottorato di Ricerca, e a breve dovrò seriamente pensare a cosa fare “da grande”. Ma per il momento mi godo la mia vita quaggiù, alla scoperta di paesaggi mozzafiato e una cultura veramente unica, di cui racconto nel mio blog personale Diario dal Mondo

4 Comments

  • Ciao, grazie. Un bel tuffo nel passato. Mi hai riportato al 1990 quando ho vissuto per un anno in Canada (www.ilsorrisodigin.com/anno-estero-senza-famiglia) e quando ogni cosa era tutta una sorpresa. Uno sguardo ad occhi spalancati e tanti pensieri nella mente. Un formaggio giallo, secondo me poco interessante (a dir poco), ma di cui non ricordo il nome. L’uso degli spaghetti (scotti) e come contorno, un caffè che di caffè aveva solo il nome. La bottiglietta con qualcosa dentro da bere sempre e dovunque. L’abbigliamento molto “diciamosportivo” dei ragazzi a scuola.
    Tante cose che normalmente non ricordo più. Ma hanno fatto parte della mia vita per un anno. Un anno splendido. Ciao!

    • Come hai ragione Gin! I primi tempi in un paese nuovo sono talmente pieni di sorprese e novita’! Sono ormai anni che vivo in Australia, eppure ci sono ancora cose che mi sorprendono o che mi sembrano ancora strane! Ciao cara!

  • Devo dire che vedere quegli “spaghetti” su toast di prima mattina, non ha prodotto un bell’effetto! o.O

    Durante il mio espatrio in America, arrivata a casa della mia host family (ero andata là tramite il programma Au Pair in America), mi presentano sulla tavola una pizza enorme…strapiena di pasta! xD ahahah immagina la mia faccia….LOL!
    Altra scena di cui all’inizio rimanevo sconcertata: vedere gli host kids consumare la cena, accompagnati da un bicchierone di latte! Gulp!!!

    La cosa più curiosa è che alla fine del mio anno e mezzo a stelle e strisce, anche io trangugiavo tranci di pizza con pasta o chicken pizza e glass of milk al seguito..not so bad, mi dicevo! xD

    Una delle cose a cui non mi sono abituata e a cui non mi abituerò MAI…è vedere, come alcune persone possano mangiare una pizza o pasta…con il ketchup! ORRORE!!! O.O (doppi occhi sbarrati!!!).

    Sempre in America (ma va?!), rimanevo di sasso, vedendo gente al grocery store in pigiama! ahhahah anche a quello dopo un pò’ ci ho fatto l’abitudine, tanto che alle volte avrei voluto farlo anche io…ma la vergogna sarebbe stata troppa….xD

    saluti dall’Italia, paese a cui non ho ancora fatto l’abitudine (riferito più alla mentalità che al posto in sè)…e sono 100% ITALIANA!

    • Guarda, no comment sui tipi di pizza che ho visto circolare qui in Australia! Penso che il peggio sia pollo, pesto ed avocado ma anche quella con peking duck o agnello marocchino mi danno da pensare! ahahaha… durante il mio anno in America la mia host family beveva latte a ogni pasto, ma io non ce l’ho fatta a fare come loro, neanche dopo un anno! Scuola o supermercato in pigiama anche no, direi! Comunque e’ molto interessante vedere cosa “shocca” una persona invece che un’altra! Grazie per aver condiviso i tuoi ricordi con noi!

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