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Dolci gioiello: Coricheddos e Durchicheddos de mele di Gianpiera

Food Guest
Written by Food Guest

Mi chiedo spesso quanto sarebbe bello avere una buona manualità nel fare le cose. Mi piacerebbe saper disegnare, creare gioielli o decorare i dolci in modo perfetto. Purtroppo ho altre qualità ma queste proprio non mi appartengono! Ho conosciuto invece via web una ragazza che sa fare tutte queste cose, e in modo favoloso: lascio a lei il compito di raccontarsi:

Gianpiera, nata e cresciuta in Sardegna. Una vita a perdermi tra libri e accademia, tra articoli e perline, a salire e scendere da aerei e a portare colore dove non c’è! Expat seriale, ho vissuto in Germania, Irlanda, Slovenia, Inghilterra e, dopo tanto peregrinare, oggi sono ufficialmente parigina d’adozione.

In Francia, cerco di conciliare lavoro e piacere, assecondando le mie passioni per la creatività, la fotografia e il buon cibo. Così, parallelamente alle attività di ricerca e insegnamento, mi dedico alla mia piccola enterprise Creheart e alla realizzazione di workshop e design, che spaziano dal gioiello all’oggettistica per piccoli eventi. Nel tempo libero mia casa apre le porte ad incontri conviviali davanti a tavolate multietniche imbandite di colore. Per far tesoro di queste piccole gioie, ho recentemente aperto un blog: Good Life o’clock! Uno spazio virtuale che colleziona momenti, memorie e ricette del buon vivere.

Che dire? Sono un’expat felice, ma la Sardegna rimarrà per sempre la mia paradisola. Un museo a cielo aperto costellato di nuraghi, scogliere granitiche scolpite dal vento, grotte faraoniche e tratti di costa con uno splendido mare cristallino. Ma la cosa più bella… la sua gente e le sue tradizioni.

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Ogni volta, rimetter piede nella mia terra mi regala emozioni uniche. Mi permette di assaporarne ogni sfumatura e di rivedere cose e luoghi, prima dati per scontati, con occhi diversi. Forse è anche questo il segreto di essere un’expat felice: sapere di poter ritornare a ‘casa’ e farsi riabbracciare ancora dalla bellezza e dalla semplicità delle piccole cose. Quelle cose che, nonostante siano familiari, sono sempre capaci di meravigliare e scaldare il cuore.
Certo, non mancano gli alti e bassi della lontananza, i sacrifici di esser distanti dai veri affetti e i morsi di nostalgia. A quel punto, una valida terapia puo’ essere il cibo! Il buon cibo fatto di passione e ricordi. Ed ecco che la mia cucina diventa protagonista di buonumore, con quelle che amo definire ‘le mie ricette della felicità’. A volte, per realizzarle, bastano davvero pochi ingredienti, altre, richiedono più tempo, ma alla fine l’ingrediente principale è sempre lo stesso: la passione. E quella non manca mai!
Chi ha avuto modo di imbattersi su alcuni dei miei design Creheart si sarà reso conto che gioco spesso con cristali e perline, spaziando dal gioiello minimalista a quello più elaborato e certosino. Allora nel mio portfolio creativo non potevano mancare anche i dolci gioiello, omaggio al mio orgoglio sardo. Oggi, ho pensato di proporveli per risvegliare le tradizioni e condividere con voi qualcosa di davvero speciale. Una ricetta del cuore che viene direttamente dalla Sardegna. Sto parlando dei Coricheddos e Durchicheddos de mele, dolci tipici della zona di Nuoro, ornati di pizzi preziosi e decori unici, interamente fatti a mano con l’ausilio di pinzette e rotelle artigianali. I primi sono caratterizzati dalla forma a cuore [Coricheddo(s) in sardo significa cuoricino(i)], mentre i secondi si presentano sotto svariate forme (uccellini, rombi, cerchi etc). Entrambi hanno una base di sfoglia in pasta violada e una farcia di miele, farina di mandorle, arancia e zafferano. Questi dolci fondano le loro radici in tradizioni antichissime, che li vedevano protagonisti di banchetti nuziali, come dono benaugurante per gli sposi. Ancora oggi, in occasione dei matrimoni, sono un regalo ben gradito, spesso offerto dalla madre della sposa, la madrina o la suocera.
Allora, pronte a metter le mani in pasta per realizzare questa ricetta? Difficoltà medio alta, ma con un pizzico di fantasia e una buona dose di pazienza vi divertirete anche voi, con degli splendidi risultati!

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Coricheddo con decori argentati (Lavorazione medio alta)

Ecco di seguito gli ingredienti per realizzare i Coricheddos e i Durchicheddos.
INGREDIENTI PER LA PASTA
• 350 gr di farina (se riuscite a reperire la semola di grano duro rimacinata usate metà semola e metà farina)
• 35 gr di strutto
• 1 cucchiaino di zucchero
• Acqua leggermente tiepida qb
• 1 pizzico di sale
COME SI FA
1. Unite la farina, lo strutto, lo zucchero sciolto in acqua tiepida, il sale e l’acqua ed impastate fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
2. Coprite la pasta ottenuta con una pellicola trasparente e fatela riposare in frigo per circa 30 minuti.
INGREDIENTI PER LA FARCIA
• 250 gr di miele
• 250 gr di mandorle dolci (pelate e tritate)
• 2 scorze di arancia grattugiate
• 1 pizzico di zafferano
COME SI FA
1. Per prima cosa vi consiglio di tritare finemente le mandorle fino ad ottenere una consistenza farinosa e asciutta.
2. In un pentolino mettete il miele, la farina di mandorle e le scorze d’arancia grattugiate. Riscaldate a fiamma bassa, mescolando constantemente. Quando il composto si staccherà dal fondo e dalle pareti del pentolino sarà pronto.
3. Versate il composto su un ripiano ricoperto da carta da forno. Ricopritelo con un secondo foglio di carta e con l’aiuto di un mattarello stendetelo dello spessore di circa 1 cm.
4. Ricavate le forme che più preferite. Io ho scelto i classici cuori (coricheddos) gli uccellini, la pavoncella, i rombi e le gocce, ma voi potete dar libero spazio alla vostra fantasia.
PREPARAZIONE DEI CORICHEDDOS
Una volta che pasta e farcia saranno pronte, potrete finalmente realizzare i vostri dolci artistici!
1. Prendete la pasta dal frigo e lavoratela un po’ con le mani per restituirle un po’ di morbidezza. Con la macchina per far la pasta preparate delle sfoglie sottili.
2. Su una sfoglia di base, posizionate le formine di miele e mandorle precedente ritagliate e ricoprite con un’altra sfoglia.
3. Con un tagliapasta dentato (se ne avete uno liscio andrà bene comunque) ritagliate i bordi lasciando uno spazio di cira 1 cm ½ dalla farcia centrale e decorate a piacere. Per le decorazioni si utilizzano utensili artigianali sardi, ma se non li avete potete semplicemente usare gli utensili che si usano per la pasta di zucchero e poi impreziosire i vostri lavori con perline di zucchero colorate e argentate.
4. Infornate per circa 15, 20 minuti a 150 ° C. La pasta in cottura deve risultare bianca e non dorata.

 

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Oltre ai cuori ho scelto un altro motivo tipico della tradizione sarda: la pavoncella e gli uccelletti, simbolo di pace e fecondità.

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Durchicheddo – Pavoncella con decori colorati (Lavorazione medio alta)

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Coricheddo con decori argentati prima della cottura (Lavorazione medio alta)

E questi gli ultimi design della mia collezione di Duchicheddos: gocce e rombi.

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Durchicheddo – Rombo (Lavorazione semplice)

 

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Durchicheddo – Goccia (Lavorazione semplice)

Spero che questa ricetta vi sia piaciuta e che vi abbia regalato un pizzico di magia sarda!

Giampera, Parigi.

Grazie Gianpiera per averci mostrato la tua arte!

Potete trovare lei e le suemeravigliose creazioni qui: Good Life o’clock dove racconta di Viaggi, foto e food design e ricette del buon vivere, qui la pagina di Facebook dedicata. Mentre qui trovate le sue opere Creheart (Creative design) di cui la pagina Facebook. E non perdetevi le sue meravigliose fotografie su Photography & Emotions dove trovate una raccolta di foto, nata durante il suo dottorato in cinematografia e psicologia d’immagine.

 

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Questa rubrica nasce dalla curiosità culinaria insita in ogni italiano: vivere all'estero vuol dire voler ricreare i sapori della tradizione e le ricette dell'infanzia per non dimenticare le proprie radici ma anche scoprire nuovi ingredienti e ricette sperimentandoli con la nostra capacità di trasformare semplici piatti in delizie. Ecco quindi una selezione di ricette della tradizione italiana e altre invece etniche presentate proprio dalle expat Italiane sparse nel mondo, raccontandoci anche la storie dietro a questi piatti.

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