#expatimbruttito Viaggi

Fashion Crimes in Angola

Moda in Angola
Avatar
Written by Cristina Angola

Ricordate questo post di Nadja? Era il 1980 e in Perù… ah no, sembra il 1980 ma siamo sempre nel nuovo millennio. Eppure, in Perù, spalline, tute in acetato e orecchini da giostraia sono ancora in voga. Paese che vai, moda che trovi, insomma.

E in Angola? Bhè, in Angola è tutta un’altra storia. In primis perché l’angolano ha ‘banga’. Banga è un termine che potremmo tradurre grossomodo con ‘stile’ ma in realtà è un concetto piuttosto ampio, che non riguarda solo il vestire ma anche il modo di parlare, di camminare, di essere. Ed è indissolubilmente legato alla propria cultura, all’angolanità. Insomma la banga o ce l’hai o non ce l’hai.

Ma mentre la moda angolana si propone di conquistare il mondo – di recente c’è stata l’Angola Fashion Week e le fashion blogger nazionali crescono come funghi – non è tutta banga quella che si vede in giro (almeno per me), fermo restando che ognuno è liberissimo di vestirsi come vuole: io stessa, come raccontavo qui, vado in giro sciattissima.

Via libera dunque ai fashion crimes!

#1. Le parrucche. Cominciamo con un grande classico. E, attenzione, ho detto proprio parrucche, non extension. Business enorme, ce ne sono di diversi prezzi e materiali (!): le donne ne possiedono almeno due e se cercate su YouTube ci sono svariati canali dedicati che insegnano come posizionarle alla perfezione sul capo. Perché i capelli portati sempre allo stesso modo, si sa, annoiano. Il mio incubo ricorrente? Vedere il mio cane correre per casa con la parrucca della signora delle pulizie tra le fauci (una volta c’è mancato veramente poco).

#2. I colori psichedelici. Premetto che amo i colori sgargianti. Però. Lo sgargiante – da non confondersi con il fluorescente – va propinato con moderazione. Com’è che l’emblema della moda è il little black dress e non il vestitone a fioracci fucsia su fondo di foglie blu elettrico? E degli uomini, ne vogliamo parlare? Camicia canarino abbinata a un completo verde speranza. Ecco, la speranza di non rivederlo mai più.

#3. L’abbigliamento da palestra. C’è solo un luogo dove il fluorescente va sempre alla grande: la palestra. E allora qui ci si scatena, penserete voi! E invece no: in palestra esce fuori la sobrietà (si fa per dire). Via libera ai maculati, ai neri e ai grigi, sfoggiati in attillatissimi tutoni – disponibili in OGNI taglia – che spesso prevedono body e leggings attaccati insieme.

#4. Le unghie. Ricordate quella pubblicità anni ’90 dove c’è una tizia che immerge il dito nel gorgonzola? Ecco, avesse avuto le unghie angolane ne tirava su mezzo chilo. Le Angolane sfoggiano unghie che i felini gliele invidiano, veri e propri artigli, appuntiti e… invalidanti. Non solo per il malcapitato che vi finisce sotto ma anche per le donne stesse: come puoi vivere con unghie simili? Riesci a tenere una penna? A lavarti i denti?  Ad aprire lo sportello dell’auto senza lasciare uno sfregio che manco una chiave?

Dalla pagina facebook della mia estetista (Kevin a parte)

#5. I completi da uomo… corti. Questo era un orrore a cui già avevo assistito in Congo. Si sa, in Africa fa caldo, molto caldo. E quindi il classico completo giacca-pantalone… si accorcia. Giacche a maniche corte (sotto cui spicca un altro pezzo discutibile, il camiciotto signore e signori) e, ahimè, pantalone anch’esso corto. Aggiungetevi le sobrie tinte del punto 2 e… AAARGH!!!

#6. Il push up per il sedere. Il punto forte del corpo della donna angolana è il bum bum. Ossia il sedere. Qui le dimensioni contano: se non hai un sedere grosso, lèvate. Oppure compra un push-up! Lo trovate nei negozi di intimo e altro non è che una mutanda con morbida chiappa incorporata. Una bella imbottitura nei punti giusti et voilà, il gioco è fatto.

#7. Il tubino per taglie forti. Non mi sembra di mancare rispetto a nessuno se dico che i vestiti andrebbero scelti, oltre che in base al gusto personale, anche in base alla forma del proprio corpo. E il tubino, ahimè, non è per tutti. Ma per via del punto precedente, qui va alla grande anche se vesti la XXL. Evviva!

#8. Il mocassino. Un classico dell’horror. A chi sta bene il mocassino? A nessuno, tanto meno all’angolano che, tuttavia, lo usa con nonchalance.

#9. Vestiti da sera… o da ufficio? Se l’eleganza è tutto, è vero che, qui, talvolta la situazione sfugge di mano (non so se si era capito). Gonne lunghe, vite fasciate all’inverosimile, corpetti, gioielloni. Pare una serata di gala e invece… c’è chi va in ufficio così. Noi europei, la poratchitudine proprio.

#10. La cuffietta. Ecco, io questa non l’ho mai capita. Un misto tra una retina color pastello e una cuffia da doccia, non è raro vedere donne in giro per strada con questa sulla testa. Perché? Per proteggere i capelli la parrucca? Mah!

E con questo dilemma che non vi farà dormire la notte chiudo il mio elenco, con la preghiera che nessuno si offenda per questo post. Perché l’importante è piacersi, qualunque cosa ci si metta indosso.

Però le giacche da uomo a maniche corte anche no.

Cristina, Angola

Loading...

Author

Avatar

Cristina Angola

Expat da ormai 7 anni, prima a Londra, poi in Congo e ora in Angola. Gli altri 30 nella Pianura Padana. Viaggio con il marito, un labrador nero, uno gnomo di pezza. Durante i miei anni africani sono riuscita a finire una volta in TV e un'altra in una (specie di) prigione. Ma non per lo stesso motivo.
Parlo (quasi) 5 lingue, il film che amo di più è Lost in Translation, spendo decisamente troppo in libri, non disdegno la pizza hawaii e - tenetevi forte - adoro, ma proprio ADORO stirare. Il mio sogno? Tornare alla base, che non è l'Italia ma è Londra, l'unico posto dove mi sento veramente a casa. Il resto di me su Drive-mycar.com, il mio travel blog.

Dicci cosa ne pensi!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

/* ]]> */