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Medicina delle Carezze – Elena dal KSA

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Written by Guest

Vi ricordate di Elena? lei e’ una cardiochirurga che vive e lavora in Arabia Saudita con la sua famiglia.

Oggi ci ha scritto un post molto toccante, che vogliamo condividere con voi. 

Buona lettura.

Vorrei dedicare alcune riflessioni ai miei colleghi infermieri, semplicemente perché se professionalmente ed umanamente sono il medico attuale, lo devo in gran parte a loro.

Ma partiamo dall’inizio. O meglio dalla fine.

Ricordo come fosse ieri il giorno in cui ho deciso di chiudere la porta del mio ospedale di provincia, ricordo l’aria calda e profumata di erba appena tagliata che mi abbracciava e quella incredibile sensazione che nasceva dal cuore di imminente apertura di un altro capitolo della mia vita. Mentre mi allontanavo piano piano dall’ospedale che aveva raccontato la mia vita negli ultimo 12 anni , mi sono girata e ho respirato a pieni polmoni, come se volessi per l’ultimo volta ricordarmi di ció che ero stata e di ció che avevo vissuto.

Mi sono seduta sulla panchina: i ricordi sono emersi dalla memoria piú profonda, si sono intrecciati vorticosamente e sono riemersi dal passato. Centinaia di volti si sono affollati nelle mia mente con un ordine temporale che non avrei mai creduto. In particolare, sono affiorati I volti dei colleghi infermieri che sono racchiusi tuttora nel mio cuore

Nel lontano 2004, ho conosciuto Suor Simona una sera in clinica privata. Simona é una suora della congregazione delle Domenicane, è un’infermiera che ha passato la maggior parte della sua vita in missione in posti dimenticati dal mondo (Haiti, Nigeria, Sud America) e ora (chissà per quanto!) lavora all’Opera Francescana a Milano;è una delle sorelle con cui ho condiviso la vita . Mi ha insegnato il rispetto del diverso e dell’emarginato, mi ha insegnato ad accarezzare il paziente per trasmettergli sicurezza. Ci siamo fatte una promessa: ci sarà un momento della vita in cui lavoreremo di nuovo insieme!

Nello stesso periodo, Daniela ed io abbiamo condiviso l’esperienza lavorativa in un grande ospedale di Torino dove non c’era tempo di fermarsi e di pensare. Quanto grande è stata la lezione di vita!Con il tempo è diventata la mia confidente ed io la sua testimone di nozze…lei mi ha insegnato a ragionare con il cuore, a guardare negli occhi i pazienti e a non mentire mai!Vedere ora in videochiamata il suo viso segnato dalla mascherina, mi provoca dolore e tristezza pensando a chi dovrebbe elogiare il suo lavoro!

Nel 2006, infine, sono approdata a Cuneo. Nadia, Ciro, Andrea, Simona, Chiara hanno condiviso con me la nascita del gruppo di formazione che poi si è ingrandito ed è diventato una eccellenza del nostro ospedale. Non potrò mai dimenticare i corsi di formazioni svolti con loro!Nadia, con la quale ho condiviso situazioni critiche con freddezza ma con sentimento, Ciro, l’ instancabile quercia, Andrea,esempio di lealtà, Chiara, la tenezza con I pazienti, Raffaella, esempio di determinazione e professionalità, Ermelinda, professionista instancabile , Monny, esempio di rispetto totale delle regole, e poi Rosanna, Andrea, Caterina, Remo….E infine ma non per ultima Manuela, la nostra testimone di nozze, con la quale ho lavorato a stretto contatto per un breve period ma e’comunque riuscita a trasmettermi la franchezza e la sensibilita’nel lavoro e nella vita, due qualita’non comuni!

Non posso scordare nemmeno ciò che ho ricevuto dalll’esperienza che mi hanno trasmesso Danilo, Micaela, Cristina, Rita, Laura, Elena, Mara, Elisa,Letizia, Adriano, Vanessa, Carlo, Elena, Ezio…e molti altri che ancora lavorano li. Ad ognuno, ho rubato un pezzettino di esperienza.

Nel 2007, ho conosciuto un infermiere che poi è diventato mio marito. Credo di essermi innamorata di lui con il tempo ma di essere stata colpita inizialmente dal suo modo di approciarsi ai pazienti che per mansioni dovevamo condividere. Il lavoro nel microcosmo di una Terapia Intensiva mette I sanitari in una situazione di stress costante ma Mauro mi ha insegnato a gestire le emozioni e non nasconderle, mi ha insegnato a piangere per la morte, mi ha insegnato a prendere per mano I parenti ed accomapagnarli dai loro cari, mi ha insegnato l’empatia verso l’incomprensibile.

I ricordi mi emozionano ancora incredibilmente ma cio’che tutti loro mi hanno regalato mi ha permesso di aprirmi al mondo, ai pazienti e alla loro problematiche. Nel 2018, infine, sono giunta in Arabia Saudita, e ho cominciato a lavorare con infermieri filippini e indiani.

Ho capito, ancora di piu lavorando qui, che tutti gli infermieri in ogni parte del mondo percepiscono un atteggiamento olistico verso il paziente e che questo approccio non e’ insegnato in nessun corso di Medicina. Mi e’ stato insegnato da loro. La salute globale non è vista come semplice assenza di malattia, ma un benessere globale di corpo e mente che porta al funzionamento ottimale di un individuo sotto ogni aspetto. Pertanto, quando si vuole curare una patologia, si devono prendere in considerazione tutti gli aspetti della vita del paziente, comprese le emozioni: la rabbia, lo stress o la tristezza. Ed e’per questo che consiglio sempre ai giovani medici di collaborare con gli infermieri , cercare du imparare da chi ha piu’ esperienza e di essere umili!

L’infermiere é un crocevia di mille relazioni che richiedono attenzione, determinazione, competenza e conforto. E’ la persona che c’é quando il medico esce dalla stanza, quando il paziente riceve notizie terribili, quando i parenti arrivano al Triage del PS, quando l’aggressivitá prende il sopravvento, quando la paura e la sofferenza cancellano l’umanitá. Tutto questo fa della professione infermieristica una vera

missione, fa di loro degli esperti di umanitá, quella umanitá di una societá distratta e sempre di corsa. Nessuna differenza sociale, nessun criterio di guadagno, solo il supporto delle persone deboli.

Come ha detto il Papa, si tratta della “Medicina delle Carezze”. Gli infermieri accarezzano il paziente senza aver timore, e lo fanno sempre, perché essi si prendono cura del corpo e della psyche ma in maniera non distratta, indifferente o distratta, ma attenta e amichevole.

Semplicemente grazie amici e colleghi. Vi penso tanto ora che in Italia la situazione e’cosi irreale!

Posso solo mandarvi io una carezza di supporto. Forza e coraggio, sempre!

Elena, KSA

 

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