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Decisioni e cambi di vita

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Una vita contiene in sé milioni e milioni di decisioni. Alcune grandi, altre più piccole. Ma ogni volta che una decisione prevale su un’altra, il risultato cambia. Una variazione irreversibile, che a sua volta conduce a ulteriori variazioni.” Matt Heig da La biblioteca di mezzanotte 

Ogni decisione mia e di mio marito, da genitori, si riversa inevitabilmente anche sulla vita dei nostri figli. Ogni nostro cambio implica sempre un cambio anche per loro.

Questo rientro prolungato ci ha costretti a iscrivere i ragazzi nella scuola pubblica italiana qui a Brunico. Era impossibile pensare di tenerli ancora per tanto tempo rinchiusi in casa a fare scuola online. Per un po’ è andata bene così, ma quando diventa troppo bisogna decidersi a cambiare rotta.
Così, ad inizio febbraio, abbiamo deciso che era arrivato il momento di tornare a scuola in presenza. Abbiamo contattato la preside della scuola italiana di Brunico, che prontamente ha risposto inserendo i ragazzi nelle loro vecchie classi assieme ai loro vecchi amici.

È stata una decisione “difficile”, perché far cambiare ancora una volta sistema scolastico ai ragazzi non era nostra intenzione. In più, questo cambio, è avvenuto ad anno scolastico iniziato. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. E comunque ci sono cose ben peggiori di un cambio di scuola. 

Qualche tempo fa, in un post, raccontavo la nostra prima esperienza in una scuola pubblica italiana. Una personale lista di pro e contro che avevamo riscontrato.

Oggi, le mie riflessioni riguardo questa stessa scuola, sono diverse.
Tante cose sono cambiate da quel maggio 2019.
I miei figli sono cresciuti, oggi frequentano rispettivamente la prima e la seconda media, non più le elementari.
Oggi i ragazzi hanno alle spalle due lunghi anni scolastici trascorsi quasi interamente con la didattica a distanza. Quindi, tornare in presenza, per loro è stato come realizzare un sogno.
I miei figli sono cresciuti e maturati, hanno vissuto esperienze e avventure che li hanno profondamente segnati.
Inoltre, hanno frequentato gli ultimi due anni scolastici in un sistema americano che è molto diverso da quello italiano. 

Tempo fa, nelle storie di Instagram, riflettevo a voce alta riguardo tutti gli aspetti positivi che questo reinserimento nel sistema scolastico italiano ha portato con sé. Essendo io una persona piuttosto positiva, tendo a vedere prima le cose belle, mettendo in secondo piano i difetti.

Nella scuola pubblica italiana i miei figli hanno ricominciato a scrivere a mano, con una penna. Quindi, sono dotati di veri e propri quaderni. Questa può sembrare una sciocchezza, ma credetemi che, da italiana, ho sofferto molto nel vederli sempre con un iPad o un laptop in mano e non impugnare mai una matita o una penna.

Hanno ritrovato materie come geografia e storia.

Sono tornati a studiare poesie a memoria. Anche questo può sembrare sciocco e inutile, ma in realtà io lo trovo un grande allenamento per il cervello dei miei figli che non sono assolutamente abituati a memorizzare cose. In questo modo incontrano nuovi vocaboli e si ritrovano ad allenare il loro cervello.

Hanno ritrovato la mensa, quindi per un po’ abbiamo salutato il tanto temuto e odiato lunch box.

Inoltre, hanno riabbracciato i loro vecchi amici, tornando quindi a relazionarsi e confrontarsi con i loro pari. Sono tornati a rapportarsi anche con gli insegnanti italiani. Ma soprattutto, hanno ritrovato la realtà di una scuola pubblica italiana che è molto diversa da quella della scuola americana privata, all’interno di un compound, a Riyadh. 

Purtroppo nella scuola italiana l’apprendimento rimane passivo, il coinvolgimento degli studenti è minimo, la mole di lavoro richiesta a casa talvolta è esagerata. Inoltre, non esistono i lavori di gruppo e, quando vengono richiesti, purtroppo non sono ben organizzati.

La cosa che più mi pesa è sempre il fatto che si preferisca far notare una mancanza anziché un talento dello studente. Diciamo che, se nel sistema americano il concetto di Growth Mindset era molto sentito, in Italia il potere del “non ancora” è ancora piuttosto sconosciuto. 

Naturalmente questo inserimento temporaneo nella scuola pubblica italiana dei miei figli, non è stato privo di difficoltà. Prima tra tutte la lingua: qui si sono ritrovati a dover parlare, pensare, ascoltare, scrivere e studiare in italiano. E un po’ anche in tedesco.

Stanno imparando ad organizzarsi a gestire il loro tempo tra compiti, studio e attività sportive. Stanno vivendo una nuova esperienza fatta di nuovi-vecchi amici, insegnanti da chiamare “professori” ai quali rivolgersi con un “lei”. Insomma, un cambio di vita, temporaneo, che ci sta mettendo tutti alla prova. Fortunatamente i ragazzi stanno reagendo bene, non lo dimostrano solo i voti di interrogazioni e verifiche, sono anche sereni, complici, sempre più curiosi e un pizzico più responsabili. 

Drusilla

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Author

Drusilla Arabia Saudita

Expat per amore. Mamma di due terribili quanto adorabili maschi.
Nata nell’afosa e nebbiosa pianura padana, cresciuta con la voglia di andarmene a scoprire il mondo. Fidanzata da sempre con un imprevedibile uomo che mi ha portato prima in Libia, poi in Kuwait ed ora in Arabia Saudita. Appassionata della vita expat. Amo scoprire nuove culture, relazionarmi con nuovi mondi, leggere, pasticciare con i miei figli e vivere circondata dalla natura.

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