Reinventarsi

6 requisiti importanti per costituire un’associazione no profit

Written by Mimma Kuwait

Se mi leggete da un po’ saprete che ho fatto del volontariato una missione.
Sono sempre la prima ad offrirsi per aiutare, fare, inventare.
Lo faccio nella mia scuola, nella mia vita quotidiana, in Italia e ultimamente tantissimo in terra straniera, in Kuwait.
L’ho fatto a Milano sia ai tempi dell’università, che dopo nei luoghi di lavoro.
Non a caso ho studiato legge, ho fatto l’avvocato e amato alla follia il mio lavoro nelle risorse umane.
Diverse volte ho pensato di mettere su una società di servizi.
Se scopro qualcosa di utile, che aiuta, fa risparmiare, ho sempre l’urgenza di condividerlo con gli altri.
Dal perfetto imbianchino, alla marca della lavatrice, dal bar migliore, all’estetista, dal robot da cucina più conveniente, io vi trovo tutto!
Questa mia attitudine è ovviamente innata.
Sicuramente l’imprinting di famiglia e la terra da dove vengo hanno inciso, ma è soprattutto caratteriale.
Io non sono brava a fare le cose per un ritorno economico, anzi.
Mi piace fare a prescindere e possibilmente aiutare.
Quella che è un’attitudine, in terra straniera si è come amplificata e si è trasformata in un bisogno.
Non ho mai dimenticato cosa ho provato io arrivando qui.
Non ho mai dimenticato quanto è stato difficile.
Facendo tesoro di questo, unitamente agli insegnamenti ricevuti osservando le altre associazioni straniere, qualche anno fa con Elisa e poi Simona, abbiamo creato Buongiorno Kuwait.

Oggi voglio raccontarvi sulla base della mia esperienza, che si sta arricchendo anche del lavoro che stiamo facendo per creare un’associazione che si occuperà di business, quelli che a mio avviso sono gli step importanti per costituire un’associazione no profit che ha come scopo creare network, eventi, supporto.
Non parlo di regole burocratiche o adempimenti formali.
Quelli variano da paese a paese.
Vi parlo dei requisiti sostanziali.

Requisiti per costituire un’associazione no profit

  1. Cercate un team – Credo molto in quel detto che dice “Da soli si cammina veloci, ma insieme si va più lontano”. Se vivete all’estero e volete creare un’associazione, un comitato o un gruppo, che si preoccupi di creare eventi per le donne, i bambini e le famiglie, vi consiglio di cercarvi dei partner.
    Il lavoro è tanto, ma soprattutto è importante condividere idee e confrontarsi. All’inizio vi consiglio di essere al massimo in due, tre. Cercate le persone giuste, non per forza i vostri migliori amici, anzi.
    In questo ambito servono soprattutto persone in grado di lavorare in gruppo e gratis. Soprattutto quest’ultimo requisito è il più difficile. Stare in gruppo e lavorare gratis è difficilissimo. In pochi sono in grado di farlo. Quindi pensate bene chi coinvolgere o se offrirvi.
  2. Organizzazione – Ogni ambito della nostra vita richiede una buona organizzazione. Mettere nero su bianco cosa si vuole fare, creare una scaletta, muoversi per tempo è fondamentale. Vi consiglio di avere pochi e chiari obbiettivi. Il nostro all’inizio era creare un appuntamento di lettura in Italiano ad alta voce per i bambini e poi le visite culturali in città. Poi sono arrivati i caffè, le pizza lessons, le feste di carnevale, i pranzi di Pasqua, il bazar di Natale, i workshop.
    Una buona organizzazione richiede, oltre a una buona pianificazione, la divisione dei compiti.
    E’ fondamentale. Anche se magari c’è chi traina sempre un po’ di più, vi consiglio di assegnarvi ognuno un compito. Cercate di auto-responsabilizzare tutti i partecipanti, altrimenti diventa insostenibile, si creano malintesi e il divertimento o il piacere è inferiore. Inoltre solo una buona organizzazione permetterà al progetto di resistere anche quando cambieranno le persone.
  3. Pazienza – Forse avrei dovuto metterlo come primo requisito. Quando si è il promotore di qualche cosa, occorre sapere fin dall’inizio che ci saranno intoppi e che gli altri daranno per scontato tutto. Sarete sommersi da richieste folli, domande o appunti. Spesso si dimenticheranno che voi siete solo il tramite e che non ci guadagnate nulla. Anzi.
  4. Massima correttezza – Far parte di un’associazione, di un gruppo o un comitato, significa dedicare un po’ del proprio tempo a una iniziativa a beneficio di una comunità. Ci saranno sempre cose dette male, presentazioni o agende che non ci piacciono, persone che non avremmo dovuto invitare ed altra che avremmo e non l’abbiamo fatto. Pertanto non possiamo alzarci una mattina, lamentarci, sbattere la porta e andare via, forti del fatto “nessuno mi paga, lo faccio gratis”. Non è corretto verso gli altri che sono lì e si stanno impegnando. E’ vero, nessuno obbliga nessuno, ma se non si è più interessati o nel frattempo si hanno altri, troppi impegni, lo si dice in modo rispettoso. Nessuno può accusare nessuno se il progetto non funziona come ci si aspettava. Mai. Questo aspetto è sempre importante ma in una attività no profit a mio avviso ancora di più.
  5. Entusiasmo e professionalità – Quello che non deve mancare mai è la voglia di fare ed il metterci energia ed entusiasmo aiuta tantissimo. Mettersi in gioco, incontrare estranei, preoccuparsi del loro benessere. Sfruttare il proprio talento e metterlo a frutto. C’è chi sa leggere bene o è una brava amministratrice, chi ama trovare sponsor o chi è brava a seguire tutti gli eventi interessanti della città. Anche se è un’attività gratuita, la professionalità non deve mancare. Fare del proprio meglio, curare tutto. Sorridere. Servirà anche quando vi presenterete a chiedere qualcosa. Come spazi, sponsor, sconti.
  6. Ascoltare – Ho imparato tantissimo in questi anni di associazione. Ogni persona che ho incontrato e ascoltato mi ha insegnato molto. Così come ho imparato ascoltando i bisogni e le richieste perché mi hanno date idee.

Personalmente ho capito che questo è il tipo di attività che adoro fare.
Non avere budget da rispettare o business da chiudere, mi ha aiutato anche a divertirmi.
Ho capito che questa è l’unica, se non la più importante, esperienza  che ho fatto che potrò portare con me per rivendermi ovunque.
E’ un’attività che mi ha dato tanto.
L’altro giorno una ragazza che è appena arrivata mi ha detto che è incredibile quello che facciamo. E’ vero è incredibile.
Ma siamo riuscite a realizzarlo solo rispettando i punti indicati.
E solo perché non ero sola.
E voi, avete mai fatto parte di un progetto simile?
Vi vengono in mente altri requisiti?

Mimma, Kuwait

ps se volete saperne di più scrivetemi. Se avete bisogno di consiglio o spunti potete seguirci nelle pagina Facebook o instauram di Buongiorno Kuwait.

 

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Author

Mimma Kuwait

Giovane quarantenne, mamma di una very funny girl, partita per amore per Kuwait City al grido di “oh poverina” e “ma non ti annoi” sono riuscita a realizzare una grande impresa in mezzo al deserto: trovare il mio vero io. Terrona, comunicativa, pr, scrittrice, sostenitrice della forza del pensiero positivo e grande estimatrice dell’amicizia tra donne di tutte le razze, lingue ed età.

1 Comment

  • Ciao. Ti seguo da alcuni anni e mi sono ormai resa conto che sei molto attiva. Non mi stupisce, quindi, questo articolo sul volontariato, che ha fatto parte di me per buona parte della mia vita: 40 e passa anni in una Associazione culturale italiana, dove ho rivestito tanti diversi ruoli. Praticamente tutti. A livello locale e nazionale.

    Bellissima esperienza che porto nel cuore e che mi ha dato tanto.

    Hai ragione: la parola pazienza forse è veramente il numero 1, cui seguono tutte le altre Condivisione delle idee, organizzazione (essenziale).
    E se si vuole che l’attività abbia successo molto importante la capacità di delega, fiducia negli altri, farli crescere.

    Auguri per il continuo buon risultato di tutto quello che intraprendi. Buon lavoro.
    Nella mia attività di volontariato ho imparato che “volontario” non è chi fa le cose quando vuole (come alcuni avrebbero voluto fare) ma chi fa le cose in cui crede e, quando si impegna, si dà da fare sempre al massimo.

    Ciao.

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