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Sanità in Australia: differenze con l’Italia

sanità in Australia
Manuela Sydney
Written by Manuela Sydney

Credo che, per chiunque vada a vivere in un nuovo Paese, sia importante raccogliere quante più  informazioni possibili sul luogo che chiamerà casa.
Per un po’ o per sempre.
Tra le cose essenziali e non trascurabili, rientra senza ombra di dubbio, l’argomento sanità.

Ho pensato di sintetizzare per voi, quelle che mi sembrano le differenze principali tra la sanità in Australia e in Italia.
Le domande più frequenti, all’interno dei vari gruppi expat, sono grossomodo queste:

Come funziona quando si ha bisogno di un medico downunder?
Se si ha bisogno di uno specialista?
Come funziona, in generale, il sistema sanitario?

Mi piacerebbe portare un po’ di luce su questi temi, basandomi sulla mia personale esperienza nella sanità in Australia. Alcune delle differenze di cui vi parlerò sono state, per me, una sorpresa assoluta.

Accordo di reciprocità 


La prima cosa da sapere è che, fin dagli anni ’80,  tra Australia e Italia, esiste un accordo di reciprocità in materia di Assistenza Sanitaria.
Questo significa che, tutti i cittadini italiani, una volta atterrati downunder, hanno diritto per i primi sei mesi del loro soggiorno australe, alla sanità gratuita: sarà sufficiente richiedere la Medicare Card (il corrispettivo della nostra tessera sanitaria). Il procedimento è chiaro e semplice: gli Australiani sono imbattibili nelle procedure.
Una volta trascorsi i primi sei mesi, la Medicare potrà essere rinnovata semplicemente uscendo dal Paese per qualche giorno. Se non si avesse occasione di viaggiare all’estero, allo scadere dei sei mesi, sarà necessario stipulare un’assicurazione privata. Ce ne sono parecchie e con vari gradi di copertura. I costi possono variare molto, a seconda delle scelte, ma vi lascio qui un esempio.
In questo particolare momento storico pandemico, il Governo australiano, ha deciso di prolungare a tempo indeterminato la validità delle Medicare in scadenza.

Il G.P. nella sanità in Australia


Una delle prime cosa da fare, appena atterrati nella terra dei canguri è quella di registrarsi presso un G.P e, di solito, quello di zona rappresenta la scelta più semplice.
Il G.P. altro non è che il General Practitioner il corrispettivo del nostro Medico di Base, ma con delle differenze sostanziali.
Di solito in uno stesso studio lavorano più professionisti e, a differenza di come funziona in Italia, le persone non scelgono il medico, bensì lo studio medico. Questo vuol dire che, a seconda delle disponibilità, ciascuno dei medici della struttura potrà prendersi cura di voi, in maniera del tutto interscambiabile. La vostra cartella, con tutte le informazioni che vi riguardano, sarà custodita in un database informatico a disposizione di tutti i medici dello studio.

Se deciderete di cambiare GP, dovrete solo chiedere alla segreteria di trasferire la vostra cartella al nuovo studio medico. Nessun documento cartaceo da portare, nessun rischio di dimenticare o perdere un pezzetto della vostra storia sanitaria. Se volete essere seguiti da un medico in particolare dello studio, perché è quello che vi ha visti di più o perché vi piace in modo particolare, potete farne richiesta attraverso la app di prenotazione, di volta in volta, ma non è detto che sia sempre possibile: capita spesso, infatti, che i medici si alternino durante la settimana.

Le visite sono gratuite solo per i possessori di medicare.
Di solito gli studi sono aperti 7 giorni su 7 dalla mattina alla sera e, per le urgenze, c’è un numero disponibile h24 sia al telefono che per visite a domicilio.
La differenza principale con il sistema italiano di questo aspetto della sanità in Australia è che, in prima battuta, è fondamentale riferirsi al GP. Il GP è sempre (e abbastanza senza scelta) il primo filtro verso altri medici.
Inoltre il GP adempie a molti compiti che, nel nostro Paese, sono affidati a specialisti o ad apposite strutture:
Rarissimamente i bambini vedono un pediatra: ci pensa il GP.
Svezzamento: ci pensa il GP.
Analisi del sangue: ci pensa il GP.
Pap Test: ci pensa il GP.
Vaccini: ci pensa il GP.

Medico Specialista


L’accesso agli specialisti, non è cosi scontato.
E’ molto difficile e per nulla in uso nella sanità in Australia, decidere di contattare  autonomamente uno specialista: occorre passare dal GP.
Questo, fondamentalmente, per due motivi:

  • Il GP tiene traccia di tutta la vostra storia medica.
  • Si vuole evitare di affaticare il sistema con visite superflue.

Quasi nessun specialista accetta pazienti senza il referral (prescrizione) del GP e, se raramente qualcuno lo fa, in quel caso, la visita ha un costo maggiorato, non è coperta dal Sistema Sanitario e non è rimborsabile dalle assicurazioni private. I costi sono invece rimborsabili totalmente o in parte, nel caso di accettazione con referral.
Lo specialista, una volta fatta la visita e raggiunta la diagnosi, condivide tutte le informazioni con il GP, inclusa l’eventuale cura. Questo perché, repetita juvant, è il GP a tenere traccia di tutta la vostra storia medica. Lui avrà riscontro e memoria di tutte le vostre visite, di tutte le vostre analisi, di tutti gli specialisti incontrati e anche di tutti i vostri eventuali ricoveri.

Analisi e Medicine


A differenza di come ero abituata in Italia, i risultati di qualsiasi analisi fatta, non vengono condivisi con il paziente, ma con il GP ed, eventualmente, con lo specialista. Per legge, per esempio, gli ecografisti non possono fare nessun commento al paziente, durante gli esami. Questo riguarda anche analisi del sangue, tac e tutto quello che vi possa venire in mente.
Se volete accedere ai risultati degli esami o chiedere un secondo parere, dovete per forza farne richiesta passando per il GP.
Altra cosa che mi ha colpita è che, le medicine prescritte ed acquistate in farmacia, non hanno il bugiardino al loro interno. Sulla scatola troverete il vostro nome e la posologia. Nessuna informazione aggiuntiva.

Ospedali


Considero molto buona la mia limitata esperienza negli ospedali di Sydney. Mi è capitato di doverci andare per emergenze mie, o dei bambini, e ho sempre trovato professionisti in gamba e un buon servizio.
L’informazione rilevante riguarda i costi.
Per chi non è titolare di una Medicare Card, infatti, il servizio è a pagamento.
Per quello che ne so io, alcuni costi sono inviati direttamente all’assicurazione medica. Altri, invece, devono essere anticipati dal paziente.

Nella mia esperienza:

  • Costo fisso di accettazione di $ 300 va saldato per poter effettuare l’accettazione al pronto soccorso e ricevere la prima visita. Si può poi chiedere il rimborso alla propria assicurazione medica.
  • Eventuali esami che si rendano necessari durante la visita: tac, analisi del sangue, ecografie ecc … vanno pagati sul momento e si può chiedere rimborso successivamente.
  • Il costo del ricovero, invece, viene inviato direttamente all’assicurazione e parte da una base di $ 2000 al giorno, per la sola degenza.

Considerazioni finali sulla sanità in Australia


Trovo che, questo sistema, sia molto razionale e abbia parecchi punti di forza.
Sicuramente si evitano molte visite superflue e probabilmente si lascia meno spazio all’ipocondria e al bisogno di essere continuamente controllati.
Credo, tuttavia, che sia fondamentale trovare un medico di base/GP, che sia davvero preparato e pronto a valutare le situazioni a 360 gradi.
Mi pare che affidandosi così tanto a lui, possa essere più facile, per esempio, rallentare alcune diagnosi. Se da un lato è ottimo che qualcuno abbia in mano tutta la nostra storia medica, dall’altro trovo che limiti la libertà delle persone, nel raccogliere più pareri o fare indagini su loro stessi, senza doverle per forza condividere.

A me pesa molto non avere l’accesso diretto al pediatra. E, ad oggi, il GP non ha ritenuto che i miei figli ne avessero bisogno: nemmeno quando uno dei due ha avuto, per esempio, la mononucleosi. Quando ancora si poteva viaggiare, prenotavo la loro visita annuale in Italia. Adesso è già un anno che li segue solo il GP.

Mi sembra anche che si abbia un approccio diverso alla medicina preventiva: mammografie, analisi del sangue, ecografie al seno e altro, vengono prescritte con tempistiche più diluite delle nostre e spesso solo in presenza di sintomi.
Qui i medici si basano, molto più che in Italia, e sempre per la mia esperienza, sulla razionalità dei sintomi. Il medico italiano, di solito, aggiunge anche un pezzetto interpretativo che avvalora la diagnosi. Chiaramente questo va bene quando il medico è molto preparato o di esperienza, ma può rivelarsi pericoloso in altri casi.

Mi piacerebbe conoscere le esperienze di voi lettori.
Io trovo questo argomento sempre molto delicato. Studio Medicine Olistiche e credo profondamente che, ad ammalarsi, non sia mai un corpo, ma la persona.
Potersi fidare dei medici, sentirsi capiti, essere in grado di esprimersi in una lingua comoda, sono fattori che hanno un peso importante e per nulla scontato.

Siete d’accordo?

Manuela, Sydney

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Manuela Sydney

Manuela Sydney

Sono una persona curiosa. Spesso i dettagli mi attraggono più dell’insieme. Amo viaggiare (e anche tornare). La mia passione più grande è il teatro. Ho due figli, sono calabrese, ma anche romana. Sono laureata in lettere con indirizzo teatrale e a Roma organizzavo eventi culturali. Ho fatto per 2 anni la spola tra Nigeria e Italia e per 4 anni tra Namibia e Italia.
Da qualche tempo vivo a Sydney con tutta la mia famiglia, studio naturopatia e lavoro in una radio!

3 Comments

  • Quando abitavamo a Sydney, dopo varie peripezie e delusioni avevo finalmente trovato una dottoressa brava e che mi dava fiducia ma poi ci siamo trasferiti nel sud Australia e aiuto. Ho avuto un problema serio e ti posso solo dire che gli ospedali sono pazzeschi, loro si occupano di te ma per le diagnosi io vengo in Italia. Non mi fiderei mai di farmi mettere le mani addosso dai medici australiani. Probabilmente a Sydney e Melbourne è diverso ma continuò a pensare che in Europa sono più avanti e meno freddi.

  • La foto fa troppo ridere 😀 Qui in UK la situazione e’ molto simile: lo studio del GP a cui si e’ iscritti e’ il primo point-of-call e si occupa di tutto, per poi riferirti a specialisti in caso di necessita’. Per quanto siano gentili, trovo che tendano a volte a sminuire e appunto consigliano esami/test aggiuntivi solo ed esclusivamente se si hanno già dei sintomi (che non e’ molto consigliato per una buona prevenzione…). Da fine marzo 2020, per parlare col dottore si deve prendere un appuntamento telefonico e il GP appunto chiama qualche giorno dopo. La telefonata può essere di al massimo 10 minuti e si può fare solo una domanda, ovvero se si ha più di un disturbo bisogna prenotare una seconda o terza consulenza telefonica. Insomma non e’ proprio il massimo, ma so di amiche che hanno avuto problemi molto gravi e negli ospedali si sono trovate benissimo. Ah, qui a Londra, se si abita in zone particolarmente benestanti, si ha accesso a molto più servizi sanitari, molti dei quali gratuiti.

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