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La moda down under: Australian fashion week

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Written by Guest


Australian Fashion Week: anche down under si celebra la moda!

Ciao Amiche di Fuso, 

è con piacere che vi mando il mio primo articolo, per raccontarvi una settimana di eventi, passerelle nelle location più esclusive e set up in riva al mare che hanno caratterizzato l’Afterpay Australian Fashion Week di Sydney 2021.

L’oceano e le sue spiagge incontaminate, gli scorci più spettacolari della baia di Sydney insieme alle nuove collezioni, sono stati protagonisti indiscussi della fashion week 2021.

D’altronde, come dar torto agli stilisti che scelgono di “cacciare l’artiglieria pesante” e sfoggiare la bellezza della natura australiana come arma di seduzione. 

Nulla di nuovo per le fashion addicted dato che Fendi, che ai tempi era ancora sotto la direzione creativa del compianto Lagerfeld, scelse niendedimenoche la Grande Muraglia Cinese come location della sua Spring/Summer 2008 o Pierre Cardin che, nello stresso anno e senza spostarci di molto geograficamente, propose la sua sfilata in pieno Deserto dei Gobi. O ancora Jaquemus che nel 2020 ha letteralmente immerso modelle e modelli in meravigliosi campi di lavanda della Provenza. 

Forse ispirati dai grandi protagonisti della moda internazionale molti i brand australiani hanno scelto la natura come sfondo dell’evento. 

Da Shona Joy a Commas, da Bondi Born a Ten Pieces che svuotò la famosa Iceberg’s pool e la utilizzò come setting.

Nonostante la bellezza indiscussa delle location scelte però la cosa che mi ha colpito maggiormente della fashion week australiana, da italiana che lavorava a Milano, è che stata l’apertura al pubblico. 

Si, avete capito bene!

L’evento più esclusivo dell’anno, che nella maggior parte delle capitali della moda è off limits ai profani, in quel di Sydney si è trasformato in un evento per tutti. 

Complice il lockdown che non aveva permesso di celebrare i 25 anni del Fashion l’anno passato e una crescente voglia di inclusione, che poi è il file rouge di tutta la manifestazione, gli organizzatori hanno deciso di aprire le porte al grande pubblico. 

Appassionati di moda, studenti e semplicemente curiosi hanno potuto avere un posto in prima fila lungo le passerelle.

Beh ma uAAHuuuu!! mi sono detta io (anche se questo è stato il primo anno della mia vita in assoluto in cui abbia ricevuto un invito in quanto stampa – ironia della sorte ahha) !

Con l’acquisto di un biglietto, cosi come si farebbe per una mostra o per andare al cinema, si è  potuto assistere allo spettacolo e ai diversi talk che sono stati organizzati sia al Carriagework, sede centrale della fashion week, che nel resto della città. 

Chiacchierare ed incontri organizzati con stilisti, capo redattori, Influencer, designer ed addetti ai lavori sono stati parte integrante del programma. Il tema principale della settimana: il futuro di una moda più sostenibile ed inclusive.

L’estetica delle passerelle ha risposto egregiamente alla sopracitata “inclusività” che ha accompagnato questa settimana glamour. 

Modelle oversize e ragazze di tutte le taglie, uomini con tacchi e lunghi abiti da sera sono stati avvistati fin dalla prima serata. 

Romance Was Borne ha proposto, come ultima uscita, un abito da sposa indossato da un modello in tacchi a spillo e meravigliosi lunghi capelli color biondo cenere.

[Se non lo conoscete andate a sbirciare la loro pagina Instagram perché merita veramente, se non per lo stile – che può non piacere a tutti – quanto meno per la teatralità del brand].

In agenda ci sono state 36 sfilate dal vivo e cinque presentazioni digitali tra cui nomi noti a livello internazionale come Zimmermann ma anche interessantissimi Oroton, Ginger & Smart, Bassike e molti altri [sbirciare sito e social di tutti se ancora non li conoscete! 100% Australian].

A questi big si sono aggiunti altri 12 designer indigeni che si sono esibiti in tre eventi separati: Welcome to Country, la First Nations Fashion, una vera e propria sfilata di moda e design e il First Nations Fashion and Design Talk, una serie di incontri e discussioni sul tema.

Queste giornate sono state un divertente esercizio del mio sport preferito in assoluto: il people watching of course! da praticare in qualsiasi parte del globo voi vi troviate, specialmente durante le settimane della moda.

Dalle classiche Influencer “carucce”, quelle più nude che vestite per intenderci, si passa ai personaggioni di cui vi cito solo le Nicki Minaj “de Oceania”, la signora con cappello e vestito da gallina 100% Ozzy, il modello Neo di Matrix in tacchi spillo e poi ancora piume, glitter, rappresentanti della comunità LGBTQ+ e personaggi del piccolo schermo australiani che io purtroppo ancora non conosco cosi bene [mea culpa]….

Che dire dell’atmosfera….bella, rilassata, tutti gentilissimi in pieno Ozzy Style. 

Niente a che vedere con la puzza sotto il naso che si trova, PURTROPPO, nella settimana della capitale meneghina. 

Quindi per tirare le somme anche se la settimana della moda australiana non ha ancora raggiunto i livelli di creatività, abilità sartoriale, gusto ed estro degli stilisti overseas l’esperienza è stata più che soddisfacente. 

Anche se per l’anno prossimo proporrei più eventi per coinvolgere l’intera città, tipo una Vogue Fashion Night!

Vi faccio sapere 🙂

Elisabetta, Sydney

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