Espatrio Reinventarsi Vivere all'estero

Il Cairo, mio nuovo espatrio

Written by Valeria Il Cairo

Siamo arrivati a Il Cairo.

Siamo arrivati nella terra dei faraoni, all’ombra delle piramidi.

Il Cairo è la mia nuova terra di espatrio.

Come mi sento? A volte mi sembra ieri, a volte mi sembra già un anno, a volte percepisco la realtà temporale del mio effettivo trasferimento.

Il passaggio dall’Arabia Saudita a Il Cairo non è stato esattamente come me lo aspettavo. Diciamo che l’esperienza dei trasferimenti precedenti mi è servita a poco. Ho avuto anche un’estate abbastanza rocambolesca e per nulla riposante soprattutto mentalmente e così mi sono ritrovata catapultata emotivamente in un nuovo paese senza una grande consapevolezza.

Perché dico questo? Semplicemente perché il fatto di essere all’estero da quasi 20 anni mi faceva sentire abbastanza sicura che Il Cairo mi avrebbe accolta subito, all’istante. Forse in fondo questa città lo ha fatto ma io non le ho lasciato molto spazio. Perché in realtà un cambiamento è sempre un bello sforzo e non credete a chi dice che ci si abitua.

Non ci si abitua e soprattutto non è il caso di credere che solo perché gli anni passano è più facile. Il periodo di assestamento che varia, studi alla mano, dai 4 ai 6 mesi non si allenta solo perché vivi da molto tempo all’estero girovagando come me.

Ma come? La scuola c’è, una casa ce l’hai e allora dove è il problema?

Innanzitutto, è sempre da considerare che chi fa questa vita in famiglia deve spostare il focus anche sui figli. I nostri figli non hanno scelto da piccoli la vita che gli abbiamo messo davanti, dietro e di lato.

Così, se per caso l’impatto scuola e ambiente circostante non è almeno confortante diventa tutto più difficile. A tutti i livelli. In questi primi mesi ho ascoltato storie di mamme in difficoltà con bambini alle elementari. Non è vero che i bambini si ambientano subito. Anche questo, a mio parere, è un falso mito.

Nel mio caso la scuola a Il Cairo è stata particolarmente accogliente e i miei ragazzi si sono creati un gruppo abbastanza velocemente. Nonostante questo, però, si devono mettere alla prova con una vita che non è più solo all’interno del compound come in Saudi, con un sistema scolastico diverso dal precedente e quindi sconosciuto. In più sono in High School. Pensando alla fatica che devono fare per stare al passo mi faccio mille domande. Sono tuttavia convinta che questo cambiamento, ben gestito, porterà buoni frutti.

E poi ci sono io che come sempre devo ricominciare. Non sono esattamente una moglie al seguito, come abbiamo riflettuto con Manuela . O meglio concettualmente sì, se ci piace mettere un’etichetta, ma, nei fatti, assolutamente no. Ho bisogno di una mia identità e quasi mai replico quella che mi sono creata nel paese precedente. Strano, vero? Forse!

Il Cairo è una città enorme, sfidante, super popolata e super affascinante. Ti stanca anche un po’ perché vorresti cogliere tutte le sfumature che offre. A volte può sembrare che il tutto ti sfugga e quindi ti prende la smania di fare, di essere. A volte invece mi ricordo che sono qui da pochi mesi e il tempo di assestamento deve passare.

È fondamentale darsi il tempo per osservare attentamente come funziona la nuova società che ti ospita. Quali sono le regole che la governano? Quali le consuetudini? Su cosa è basato il rispetto reciproco? Per tutto questo c’è bisogno di un tempo giusto. Non esiste la corsia di sorpasso. Per nessuno. Anche nel posto più bello del mondo ci vuole tempo per sentirlo in buona parte tuo. Se qualcuno pensa il contrario vorrei davvero confrontarmi perché anche questo, secondo me, è un falso mito.

Ma è in serate come queste che mi guardo attorno e osservo. Cosa vedo? Una casa vuota e silenziosa. Cresce l’attesa di personalizzarla con le cose che parlano di noi e ancora in viaggio. In serate come queste avverto però, quasi per contrappasso, un grande senso di fiducia crescere vorticosamente dentro di me. Fiducia e gratitudine verso Il Cairo, verso una capitale tutta da scoprire, che mi auguro mi darà soddisfazioni emotive, sensoriali, affettive. Fiducia è, direi, la parola chiave nei primi tempi di un trasferimento da un Paese ad un altro. Confidare nel nuovo Paese è ciò che mi fa comunque sentire meno lo strappo dal paese precedente e che, lo si voglia o no, è l’unica cosa che conosco. Per ora.

Sono pronta.

Cairo, here I am.

Valeria – Egitto

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Author

Valeria Il Cairo

Leccese di origine, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche ho cominciato a lavorare a Milano, in una grande società di consulenza americana finché un giorno, con mio marito, ho colto un’occasione di lavoro all’estero che doveva essere temporanea. Correva l’anno 2003. Non sono più rientrata perché col tempo è diventata una scelta di vita per l’intera famiglia.
Ho vissuto tra Europa (Madeira e Croazia) e Medio Oriente (Abu Dhabi e Arabia Saudita) e ora mi trovo a Il Cairo.

Curo progetti volti a condividere le mie conoscenze della cultura e società saudita. Tra gli ultimi uno dei più interessanti è “Mi racconti la tua storia? Parole in libertà dall’Arabia Saudita” in cui ho intervistato italiani sparsi su tutto il territorio saudita invitandoli a raccontare le loro esperienza di vita all’interno di questa società così complessa.
https://www.youtube.com/playlist?list=PLJQYaV-DxvTdQG3LNit_55h9GNVmSJ4NW

Trovate quasi tutto di me su https://linktr.ee/valegirovaga

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