Espatrio Vivere all'estero

L’ espatrio alla soglia dei 50 anni: pensieri sparsi

Written by Valeria Il Cairo

L’espatrio alla soglia dei 50 anni, anzi dei 49, mi ha scatenato una tempesta emotiva fatta di riflessioni e pensieri sparsi.

L’espatrio alla soglia dei 50 anni ha sfumature diverse dagli anni precedenti. Il mio espatrio è ormai più che maggiorenne, e le dinamiche cominciano a cambiare radicalmente.

Sin dai primissimi anni sapevo bene che i mei figli avrebbero preso il volo, prima o poi. Questo è sicuramente un pensiero noto a tutti i genitori. Nel mio caso, immaginavo che quel volo sarebbe stato spiccato più prima che poi. Vuoi che per tendenza siamo una famiglia girovaga, vuoi la scelta di vita che abbiamo fatto, era da mettere in conto che i figli sarebbero andati via.

E poi cosa succede quando vanno via e tu hai vissuto sempre all’estero, muovendoti ogni tot anni e ricostruendo ad ogni volta, pur partendo dal tuo centro?

Succede che è importante, se non vitale, avere una propria identità da far venire fuori. Io non mi sono mai reinventata in questi 20 anni, nei 5 paesi in cui ho vissuto. Mai.

Reinventarsi è un concetto che ormai va un po’ di moda, io credo. Ma in realtà ho sempre cercato di ripartire da me, dal mio centro, dal mio focus, e non è stato semplice per nulla. Sentivo però quanto fosse fondamentale. C’è stato poi un episodio che ha prodotto un “click” nella mia testa, e grazie al quale ho cominciato a vedere le cose in quest’ottica.

Ve lo racconto: era il 2004, al primo espatrio. Io nel limbo, tra la prima gravidanza che si avviava, un lavoro lasciato a Milano, e una nuova , sconosciuta, strada da percorrere. Una delle prime persone conosciute fu una donna che all’epoca aveva circa 50 anni e i cui figli avevano da poco lasciato il nido per seguire la loro strada. Faceva da decenni il tipo di vita che ora sto facendo io, con la mia famiglia. Una bella persona che cucinava tanto e bene, e lo faceva anche per me (le sarò sempre grata!). Trascorreva le giornate a suo modo, ma il punto è che se ne lamentava. Mi diceva che i figli non c’erano più e aspettava che il marito rientrasse da lavoro.

Io giurai a me stessa che non sarei stata così. Ed ecco le mie riflessioni su questo espatrio alla soglia dei 50 anni: pensieri sparsi.

Sembra una frase dura, ma è la verità. Una cruda verità che mi ha dato lo stimolo giusto per capire cosa volevo essere in questa vita da girovaga che altrimenti mi avrebbe forse risucchiata, fino a che avrei vissuto solo di attese. Nella mia incoscienza e gioventù ho capito quasi subito che un giorno i miei figli avrebbero lasciato il nido, e che io non potevo vivere in attesa di mio marito.

Racconto questa storia perché sono alla soglia di quel momento in cui il primo dei miei figli andrà in un altro paese per l’università e io, per fortuna, sento di avere un’identità. Non è solo il lavoro che svolgo in questo espatrio egiziano a darmi soddisfazioni, ma sono le passioni che coltivo, gli interessi a cui do spazio, gli approfondimenti a cui mi dedico, e che non mi fanno vivere in attesa.

Quante di noi, prese dal seguire la famiglia, organizzare la nuova scuola per i figli, supportarli nelle attività poi si dimenticano di se stesse?

Un’identità come persone e donne, non necessariamente economica, ma legata non solo all’essere madri e mogli, è importante per il nostro futuro. Ora è chiaro, in questa fase di espatrio alla soglia dei 50, ne sono assolutamente consapevole, che i ritmi e gli spazi cambiano in base a tanti elementi, tra cui l’età dei figli, ci mancherebbe!

Ma non dobbiamo dimenticare che un giorno, alla soglia di una nuova tappa della vita familiare, non dovremmo vivere in attesa. Non sarebbe giusto. Piuttosto pensiamo a sviluppare le nostre idee, le nostre inclinazioni. Pensiamo ad espandere noi stesse e le nostre conoscenze partendo da quello che siamo e che, io credo, non possiamo inventare o REinventare. Per il nostro futuro.

Valeria, Il Cairo

Loading...

Author

Valeria Il Cairo

Leccese di origine, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche ho cominciato a lavorare a Milano, in una grande società di consulenza americana finché un giorno, con mio marito, ho colto un’occasione di lavoro all’estero che doveva essere temporanea. Correva l’anno 2003. Non sono più rientrata perché col tempo è diventata una scelta di vita per l’intera famiglia.
Ho vissuto tra Europa (Madeira e Croazia) e Medio Oriente (Abu Dhabi e Arabia Saudita) e ora mi trovo a Il Cairo.

Ho curato progetti volti a condividere le mie conoscenze della cultura e società saudita. Tra gli ultimi uno dei più interessanti è “Mi racconti la tua storia? Parole in libertà dall’Arabia Saudita” in cui ho intervistato italiani sparsi su tutto il territorio saudita. Trovate le interviste sul mio canale YouTube " Valegirovaga"

Ho sempre insegnato italiano agli stranieri e al Cairo lavoro in Università e per L'Istituto italiano di cultura condividendo e diffondendo la cultura e la lingua italiana

Trovate quasi tutto di me su https://linktr.ee/valegirovaga

2 Comments

  • Belle parole e vere. Il problema per me é stato il rientro in Italia: avevo 50 anni, mia figlia (allacquale avevo dedicato la maggior parte del mio tempo) non é tornata ma ha iniziato l’università in UK, sono tornata cambiata, i pochi amici non li frequento perché sono distanti… Reinventarsi in Italia a 50 non é facile!!! E anche il volontariato, che faccio, non é lo stesso che all’estero (dove ero io era una cosa davvero seria ed organizzata). Insomma, anche se cerco di darmi da fare e vivo in un posto bellissimo sono abbastanza triste e mi mancano tantissimo i rapporti umani. Dopo 4 anni sono ancora un pesce fuor d’acqua. ❤️

    • Cara Elena non è semplice, lo so bene. Il processo inverso forse e se possibile ancora più complicato. Non demordere. Concentrati sul tuo focus, non perdere la bussola. Sono abbastanza sicura che insistere e resistere possa portare da qualche parte. Te lo auguro davvero. Valeria

Dicci cosa ne pensi!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.