Vivere all'estero

Slang australiano: tutte le espressioni che dovete conoscere

Claudia Australia
Written by Claudia Australia

Quando a 16 anni sono arrivata negli USA per il mio anno di scambio,mi illudevo di avere una buona conoscenza della lingua inglese. In fondo, come la maggior parte dei miei coetanei, avevo cominciato a studiarla in prima media e avevo continuato per tutte le superiori, per di più in un liceo a indirizzo linguistico. Avevo sempre avuto ottimi voti e, ingenuamente, pensavo che questo equivalesse ad avere effettivamente una buona padronanza della lingua.

Che ingenua che ero!

Sono arrivata a Seattle con il mio British English, con i miei “Have you got a pen, please?” e “May I use the bathroom?” imparati sui banchi di scuola, ed ho da subito generato l’ilarità dei miei coetanei! Oh, come mi ci è voluto poco per realizzare che tutti gli anni passati a studiare l’inglese in Italia mi sarebbero stati praticamente inutili nel contesto della High School americana! In quattro e quattr’otto ho dovuto fare tabula rasa di tutto il British English (con tanto di regole grammaticali, spelling e vocabolario) scolastico imparato, e ho dovuto re-imparare tutto quello che era l’Americano parlato dai miei compagni.

Andiamo avanti di qualche anno, al mio primo arrivo in Australia. Da anni ormai padroneggiavo l’inglese giornalmente, oltre al fatto di essere in una relazione con il mio futuro marito (australiano) che si basava solamente su questa lingua. L’impressione era assolutamente quella di essere bilingue!

Ma poi sono arrivata Down Under, con il mio bagaglio carico di vocaboli ed espressioni americane, e bum! Eccomi di nuovo davanti lo scoglio dello slang e del dialetto locale, che niente aveva a che fare con quello che ormai mi era famigliare. L’Australian English infatti ha molto più in comune con il British English che con l’American English, e quindi via di nuovo di tabula rasa e di incomprensioni con i miei interlocutori.

Sono passati 7 anni ormai dal mio trasferimento definitivo in Australia, il mio accento in inglese ha perso un po’ quella cadenza americana e ha acquisito quella australiana, mentre il mio vocabolario continua a essere un mix tra i due, tanto che ormai non mi ricordo più se un’espressione è in uso qui o lì. Ma ce n’è voluto di sforzo per abituarmi! Perché, come hanno già detto Claudia ed Elisa, le variazioni linguistiche tra nazione e nazione sono davvero marcate. Quindi eccomi oggi a illustrarvi alcune delle mie espressioni preferite tipiche dello slang australiano!

Cibo e bevande:

  1. Avo/smashed avo: un tempo si parlava di avo on toast, ora sorpassato dallo smashed avo. Avo è l’abbreviazione di avocado, che è tipicamente consumato a colazione, su un pezzo di pane tostato.
  2. Barbie = barbecue
  3. Brekky = colazione
  4. Choccy Biccy = biscotto al cioccolato
  5. Esky: originariamente una marca, oggi indica in generale tutti i frigo portatili/borse frigo rigide in cui solitamente si tengono al freddo le birre durante un picnic o barbecue.
  6. Lollies = caramelle
  7. Maccas = McDonalds
  8. Parmi/a = chicken parmigiana, piatto tipico da pub australiano che, non lasciatevi ingannare, è la cotoletta alla milanese, solitamente cosparsa di salsa al pomodoro, prosciutto e formaggio (ma la scelta della salsa può variare).
  9. Slab (of beer) = una cassa di birra, solitamente contenente 24 birre in bottiglia o lattina.
  10. Tea = cena. Il tè del pomeriggio tipicamente inglese è invece chiamato afternoon tea.

Oggetti:

  1. Bathers = costume da bagno. Oltre a questo vocabolo generico, ci sono inoltre variazioni regionali e per indicare tipici specifici di costumi, ad esempio:
    1. Bordies/Trunks: costume a boxer per uomini
    2. Speedos: costume a slip per uomini
    3. Togs: usato nel QLD
    4. Cozzies: usato nel NSW
  2. Brolly = ombrello
  3. Budgie Smugglers = costume a slip per uomini. Quest’espressione è in assoluto una delle mie preferite dello slang australiano. Il budgie è un pappagallino, e lo smuggler è il trafficante quindi il budgie smuggler è il trafficante di pappagallini… che rende molto bene l’idea del costume a slip 😉
  4. Dunny  = toilet
  5. Footy = football, solitamente si riferisce all’AFL, la versione del football/rugby australiana.
  6. Knickers = mutande da donna
  7. Manchester = tutto quello che è biancheria da letto, quindi copri materasso, lenzuola, federe, ecc.
  8. Mozzie = zanzare
  9. Servo = stazione di servizio. Se esiste anche la versione petrol/service station, fuori dalle grande città vi si fa riferimento solo come servo!
  10. Thongs = infradito. Attenzione, perché negli USA thong significa perizoma!

Espressioni:

  1. Arvo = pomeriggio
  2. Bogan = tamarro. Questo vocabolo è difficile da definire in italiano, ma connota una persona dall’atteggiamento/vestiti/vocabolario poco raffinato, rozzo e “campagnolo”. Direi che tamarro è probabilmente la traduzione migliore per quello che negli USA verrebbe definito redneck.
  3. Chrissie = Natale
  4. G’day (mate)! = buongiorno (amico)! Espressione tipicamente australiana, e soprattutto del bush. Mate si riferisce praticamente a chiunque, amico o no: gli australiani in questo sono molto socievoli ed informali.
  5. Heaps = tanto/i, molto/i
  6. Piss Off! = sparisci, levati di torno. Solitamente usato come comando, intimazione!
  7. To be Pissed = ubriaco, fatto
  8. To be Pissed Off = infastidito, scocciato o addirittura arrabbiato
  9. Rellies = parenti
  10. Stoked = contento, soddisfatto

Bonus: Straya – Australia

 

Ora capite meglio le mie difficoltà??

Claudia, Australia

 

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Claudia Australia

Claudia Australia

Viaggiatrice da sempre, ho studiato e vissuto negli Stati Uniti e Francia, prima di raggiungere definitivamente il mio bell’avvocato in Australia. Dal 2011 chiamo casa questo strambo ma spettacolare paese a testa in giù, e casa lo è diventata ancora di più da quando sono diventata cittadina australiana! Sono all’ultimo anno di un Dottorato di Ricerca, e a breve dovrò seriamente pensare a cosa fare “da grande”. Ma per il momento mi godo la mia vita quaggiù, alla scoperta di paesaggi mozzafiato e una cultura veramente unica, di cui racconto nel mio blog personale Diario dal Mondo

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