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15 curiosità sull’Opera House di Sydney

15 curiosità sull'Opera House di Sydney
Claudia Australia
Written by Claudia Australia

L’Opera House di Sydney è in assoluto l’attrazione più visitata non solo della città, ma di tutta l’Australia!

Simbolo inconfondibile di questo paese, con le sue vele bianche che si stagliano contro l’azzurro del cielo e il blu del mare, questo capolavoro d’architettura ben merita la fama di cui gode. Vivo ormai a Sydney da 6 anni e mezzo, ma ancora non mi sono stancata di ammirare le sue forme sinuose, il suo biancore luccicante e la sua incredibile struttura interna.

Se passate da Sydney e ne avete l’occasione, vi consiglio caldamente di ammirare da vicino l’Opera House tramite uno dei tour organizzati o, ancora meglio, assistendo direttamente a uno spettacolo. Ma se invece non avete modo o tempo di farlo, lasciate che vi racconti qualche dettaglio (per lo più) sconosciuto sull’Opera House di Sydney!

15 curiosità sulla’Opera House di Sydney

 

Concert Hall

  1. Il governo del NSW ha indetto un bando pubblico nel 1956 per scegliere l’architetto che avrebbe progettato la nuova Opera House. Dopo aver visto il suo progetto rifiutato per ben 3 volte, il vincitore alla fine fu il danese Jørn Utzon, con un progetto assolutamente unico nel suo genere, all’epoca come adesso. Utzon vinse 5000 sterline per la vittoria, battendo altri 233 concorrenti. Utzon non aveva mai visitato il sito dove sarebbe sorta l’Opera House prima di creare il suo progetto. Si affidò solamente alla sua esperienza in ambito navale per studiare la mappa della baia.
  2. In molti pensano che i gusci a sezione sferica possano ricordare la flottiglia di barche a vela che si reca in crociera nei mari australiani, ma nella realtà Utzon si ispirò agli spicchi di un’arancia nel progettare il teatro.
  3. Per garantire un’acustica migliore, la struttura del teatro imita una bocca umana che permette al suono di propagarsi senza l’aiuto di microfoni. Anche il materiale con cui sono fatti i sedili è stato scelto attentamente per permettere al suono di essere riflesso meglio.
  4. Il budget originale del progetto era di $7 milioni. Alla fine, a causa della forma particolare del teatro che presentò complessi problemi ingegneristici, l’intera costruzione costò $102 milioni (nel 1973), l’equivalente di $900 milioni di oggi. La costruzione sarebbe dovuta durare solo 4 anni, ma invece ne durò ben 14 e impiegò oltre 10.000 lavoratori!
  5. Il governo del NSW ha creato l’Opera House Lottery nel 1957 per raccogliere i fondi necessari per finanziare il progetto che è rimasta attiva fino al 1986. Tramite questa lotteria, il governo statale ha pagato per la maggior parte del progetto.
  6. Utzon abbandonò il progetto nel febbraio 1966 dopo il rifiuto del nuovo governo del NSW di pagarlo. Non fece mai ritorno a Sydney per vedere il suo progetto completato. Alla cerimonia di apertura nel 1973 Utzon non solo non fu invitato, ma il suo nome non venne mai nominato. Suo figlio invece, anche lui un architetto, visitò Sydney e prestò aiuto nei lavori di ristrutturazione degli anni ’90. Nel maggio 2003 Utzon padre vinse il Pritzker Prize (l’equivalente del Premio Nobel per l’architettura) per i suoi successi come architetto.
  7. Oltre a opere, spettacoli teatrali, balletti e concerti, l’Opera House ha ospitato anche spettacoli culinari, Oprah, l’ultima gara di body building in cui Arnold Schwarzenegger vinse Mr. Olympia nel 1980, e anche la première di Game of Thrones (con la colonna sonora suonata live dall’orchestra). Il più grande numero di spettatori mai registrato a una performance all’Opera House fu nel 1996 per l’ultimo concerto dei Crowded House, Farewell to the World, che fu trasmesso in mondovisione.
  8. La temperatura dell’Opera House è mantenuta usando l’acqua della baia. L’acqua è pompata attraverso 35 chilometri di tubature e la circolazione è sufficiente per fornire energia per mantenere il riscaldamento e l’aria condizionata dell’edificio.
  9. L’esterno dell’Opera House è coperto da oltre un milione di piastrelle importate dalla Svezia che sono interamente auto-pulenti. L’edificio non ha grondaie, le piastrelle raccolgono tutta l’acqua e la riversano nuovamente nell’oceano. Un’altra delle idee geniali di Utzon. 
  10. All’interno del teatro non c’è sufficiente spazio per i set e le scenografie nel backstage. Si fa quindi ricorso a due enormi ascensori che portano su e giù tutto il materiale richiesto dai magazzini collocati 2 piani sottoterra.
  11. Il grande organo della Concert Hall dell’Opera House è il più grande organo del mondo, con ben 10.154 canne. Ci sono voluti 10 anni per completare la sua costruzione.
  12. Quando la Sydney Symphony Orchestra suona nella Concert Hall, la temperatura deve essere fissata a 22.5°C per assicurarsi che gli strumenti rimangano accordati.
  13. Una rete è stata installata sopra l’orchestra nel Joan Sutherland Theatre dopo che un pollo – uno dei 5 usati durante l’opera Boris Godunov negli anni ’80 – si avventurò oltre il palco e cadde in testa a un violoncellista.
  14. Paul Robeson fu la prima persona a esibirsi all’Opera House quando, nel 1960, si arrampicò sull’impalcatura e cantò “Ol’ Man River” ai lavoratori in pausa pranzo.
  15. L’Opera House ospita più di 3.000 eventi all’anno per un’audience di oltre 2 milioni di spettatori. È aperta ogni giorno, a eccezione del Natale e del venerdì di Pasqua. Oltre 8,2 milioni di visitatori visitano l’Opera House ogni anno.

Una delle tante sale prova

Ed eccovi le mie 15 curiosità sull’Opera House di Sydney. Non solo il simbolo di una città e di un paese, ma un vero e proprio capolavoro d’ingegneria e architettura!

Claudia, Australia

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Claudia Australia

Claudia Australia

Viaggiatrice da sempre, ho studiato e vissuto negli Stati Uniti e Francia, prima di raggiungere definitivamente il mio bell’avvocato in Australia. Dal 2011 chiamo casa questo strambo ma spettacolare paese a testa in giù, e casa lo è diventata ancora di più da quando sono diventata cittadina australiana! Sono all’ultimo anno di un Dottorato di Ricerca, e a breve dovrò seriamente pensare a cosa fare “da grande”. Ma per il momento mi godo la mia vita quaggiù, alla scoperta di paesaggi mozzafiato e una cultura veramente unica, di cui racconto nel mio blog personale Diario dal Mondo

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